N-A-N-O tales

“Quello ke 6…”

Era di nuovo lei, il luogo era elegante, pieno di luci, di profumi, odori ma anche olezzi di corpi e di sudore, di liquore e alcool, di fumo di sigaretta e spinelli, l’ambiente era saturo di tutto e di niente, il cuore che batteva, la pelle che trasudava sensazioni di impudicizia, le mani che toccavano e che strusciavano e che si insinuavano ovunque.
Poi tutto tornò buio, ma non cessò l’odore, non cessarono le mani che nel buio entravano ovunque e toccavano chiunque, lei era lì, Claudia si addentrava in quei meandri come a casa sua, un po’ ormai era diventata casa sua, Lady Maya o lei stessa o tutte e due volevano quello, lo desideravano ardentemente, per una la vita vera era quella…leccare, succhiare, assaggiare, scopare…per lei era tutto.
I suoi uomini, le sue donne, i suoi giocattoli, i suoi soldi guadagnati profumatamente, c’era forse niente di meglio? Il divertimento e le risa, la lussuria più sfrenata e libera, l’essenza pura del piacere erano per Claudia la linfa vitale di cui nutrirsi fin quasi a morirne, a quelle immagini però si contrappose lui, il viso spigoloso, la mascella forte, le labbra carnose, le sue mani forti e perfette, era Michael, colui che in qualche modo l’aveva iniziata a tutto quello e altro ancora, Claudia o Lady Maya non lo avevano mai dimenticato del tutto e lo desideravano con ogni apertura del proprio corpo.
Michael rimaneva ancora talvolta l’unico anello di congiunzione per le sue due vite: due vite meravigliosamente opposte, di cui a volte non ricordava l’altra, eppure esistevano. Quei corpi, quelle voci, quelle mani, quel viso…ora erano di nuova là, davanti a lei e la osservavano, le sorridevano e lei già era in preda alla fulgore del suo desiderio più animale, quello viscido che ti sale dal profondo come un mare in tempesta.
Gli ospiti di Lady Maya andavano al Lux, il suo locale, il suo ritrovo, il suo luogo di perdizione per divertirsi, dimenticare cosa c’era fuori, lei era la padrona assoluta di tutto e tutti, l’unica vera maitrasse che non disdegnava di unirsi alla sua stessa mischia, voleva provare per se stessa gli articoli di carne di cui lei si circondava, non aveva importanza l’inclinazione sessuale, tutto era permesso, tutto le era concesso. A volte ancora ricordava quella prima, famosa telefonata che lo sconosciuto le fece e ricattandola le chiese di farlo eccitare al telefono e lei per la prima volta decise di giocare, giocare con uno sconosciuto al telefono che la spingeva a fare cose con se stessa che lei aveva appena fatto da sola, di nascosto, qualche volta in bagno, lo sconosciuto al telefono godeva e lei, tra terrore cieco ed eccitazione febbrile giocava con lui, vittima e carnefice.
Claudia aveva provato anche l’omicidio, da vittima trasformatasi in carnefice aveva ucciso con le sue mani il suo ricattatore che aveva anche amato…da quello era cominciato tutto.
E’ questo quello che vuoi Claudia? Hai bisogno di questo per sentirti viva, amata, desiderata? Oppure vuoi l’avventura, vuoi l’amore, le emozioni forti dello scoop giornalistico? Chi vuoi essere Claudia? Ora era Lady Maya, si divertiva a tirare le somme dei suoi spregiudicati guadagni, desiderava ancora potersi unire all’orgia dei sensi con più uomini e più donne contemporaneamente, anche questo lei era eppure le immagini cambiarono, cambiarono gli odori, cambiarono le voci, qualcuno parlava tra se in modo deciso, spiegava i piani di attacco, le strategie di offesa, il luogo intorno era ruggine, era terra, era freddo, i suoi abiti erano semplici e lei si scopri essere una ribelle, una dei ribelli dell’isola di Rebirth, strana la vita, ancora una volta, lontana miglia e miglia dalla sua vecchia doppia vita, era comunque ancora una ribelle, una senza troppe regole.

Non era più Lady Maya, ora si trovava nel capanno e le voci e i volti erano di Tamla, Yuri e degli altri ribelli del suo gruppo, lei era di nuovo Claudia o meglio Sara, la terza persona della propria esistenza, le passate emozioni l’abbandonarono cosi com’erano venute, era già come se non le avesse mai ricordate, spesso era cosi, si sentiva solo come se le mancasse qualcosa.
Scappò dallo sguardo di Tamla che la stava osservando con fare incuriosito, perché poi? Aveva fatto forse qualcosa per cui valeva quello sguardo su di lei? Tamla le si avvicinò e insieme uscirono fuori dal capanno, lei era andata da lui per parlargli di una cosa, di sua sorella Melanie, di un altro importante tassello delle sue duplici vite.

Giuseppe Ino


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