N-A-N-O tales

Disabitudini

1° giorno ore 5:00 a.m.

Nina aveva tutto il tempo la mattina di allenarsi, fare doccia, colazione e una lunga pausa di silenzio tutta per se prima di andare a lavoro.
Un lavoro, quello della cacciatrice di Taglie, che le piaceva non poco. Meno sopportava di dormire, non ne sentiva troppa necessità a parte il concedersi un massimo di quattro ore a notte, per questo la mattina alle cinque era già li in piedi ad allenarsi nel proprio appartamento.
Con la paga che si ritrovava, Nina poteva permettersi uno dei lussuosi appartamenti/case all’ultimo piano della Torre 1 denominato Luxuria.

Nina

Il progetto delle tre Torri, poste al centro dell’isola artificiale Rebirth, prevedeva un’ulteriore suddivisione di ogni piano  in altri cinque Strati e il più alto ospitava di solito personaggi di spicco o cariche importanti del Governo. La caratteristica della Torre 1 era quello di avere un ulteriore Piano che fungeva da sede del Governo, guidato da oltre quarant’anni da Lucio Manfredi e il suo Vicepresidente Andrei Damian giunto a quella carica da almeno dieci anni.

Nel proprio appartamento, Nina trascorreva tutto il tempo che le restava dopo il lavoro insieme alla compagna di vita.
Le piaceva allenarsi nella stanza da letto dove aveva di fronte a se un’impareggiabile panorama fatto di cielo e mare, grazie a grandi portefinestre che le regalavano tale vista.
La ventunenne minuta Nina consumava chilometri correndo sul tappeto mobile ricavato da una sezione di pavimento. Era come ipnotizzata nel seguire con lo sguardo una piccola aquila che, tutti i giorni aveva l’abitudine di girare intorno alle tre grandi costruzioni.
“Nina devi proprio allenarti a quest’ora? Sono le 5:30 vorrei dormire ancora un po’!”
La giovane cacciatrice non rispose all’assonnata richiesta della compagna; fermò la sua corsa senza togliere lo sguardo dal panorama, si avvicinò ai finestroni mentre osservava l’aquila svanire dietro la Torre.
“Hai mai pensato di abbandonare tutto questo?”
“Lasciare le Torri?”
“Di lasciare Rebirth?”
“Nina, tesoro in questo ultimo periodo mi preoccupi davvero! Ti alleni di continuo anche dopo le ore di lavoro, sei altrove con la testa e…”
Nina si voltò improvvisamente verso la compagna seduta sul letto, sorridendole.
“Bene! Una certa persona si sente trascurata!”
Il sorriso di Nina diventava sempre più ampio mentre continuava ad avvicinarsi al letto e, trovarsi poi, accanto al corpo della compagna.
“Come posso rimediare a questa mia mancanza?”
Nina non scherzare, sono davvero preoccupata per te!”
La mano di Nina scivolava lungo il collo di lei, mentre le si avvicinava con la bocca verso l’orecchio sussurrandole qualcosa.
“Inizierò a rimediare da questo punto va bene?”
Sienna si scostò da Nina fissandola poi negli occhi.
“Ragazza guardami! Non voglio questo e tu lo sai! Non ti voglio solo con il corpo. Anche la tua mente voglio che sia qui con me.”
“Sienna, che dici? Che ti prende?”
Nina restò sola sul letto mentre l’amica si diresse in bagno. Si sentì un leggero scroscio d’acqua, era già sotto la doccia – pensò Nina – inutile ora rimediare. Si stese sul letto e tornò a guardare fuori. La piccola aquila comparve nuovamente, aveva fatto un nuovo giro intorno alle costruzioni; un lieve sorriso apparve sul volto di Nina.

Nel bagno Sienna era poggiata con i pugni sul lavabo mentre l’acqua della doccia scorreva ormai da qualche minuto; le lacrime scendevano sul viso della ragazza, il riflesso allo specchio rimandava l’immagine di Sienna arrabbiata. Quei pugni si rilassarono infine, con la mano sinistra si tolse le lacrime dal viso.
“Stupida! Non hai capito nulla!”
La mano destra tornò a serrarsi in un pugno che scagliò contro lo specchio incrinandolo completamente. Subito dopo Sienna corse senza spogliarsi si precipitò sotto la doccia.
Mentre l’acqua copriva il pianto e nascondeva le lacrime della cacciatrice di taglie, lo specchio ritornò nella sua forma originale, lasciando evidente su di esso solo una piccola macchia di sangue.

Erano ormai le 7:30, Nina aveva appena terminato di indossare la tuta elastica grigia che collegò subito ad un cavetto fuoriuscito dall’armadio. Un piccolo monitor le permise poi di sceglierne il modello e il colore. Pochi secondi dopo dalla caviglia fino al colletto, la tuta si colorò completamente di nero regalando solo una nota di colore al tutto, una striscia viola che fungeva da grado all’interno della squadra di Cacciatori di Taglie.

Sienna

Sienna era ormai pronta da tempo, entrò nella stanza da letto dirigendosi verso la parete di fronte alle portefinestre, sfiorò un piccolo quadrato di vetro, grande poco più del palmo di una mano che era parte della parete, questo si aprì scoprendone un piccolo cassetto da cui tirò fuori un puntale lungo poco meno di trenta cm. Con una pressione delle dita questo si ritrasse come un’antenna diventando piccolissimo. Sienna lo inserì come piercing al labbro inferiore.
“Vado, ci vediamo nella sala operativa.”
Sienna lasciò la stanza senza guardare Nina.
“Ma…Sin aspetta!”
La ragazza si voltò finalmente verso Nina.
“E’ da tempo che aspetto, evidentemente…non te ne sei mai accorta.”
Ci fu silenzio mentre le due ragazze continuavano a guadarsi. Poi fu ancora Sienna a parlare accennando a un lieve sorriso che ne mostrava tutta la tristezza.
“Lo vedi! Anche adesso ho aspettato!”
Sienna lasciò l’appartamento, Nina non poté far altro che trovare sfogo nel volo della piccola aquila che continuava a volteggiare fra le Torri.

Nella sua aderente tuta nera Nina, uscì dalla propria abitazione ritrovandosi immersa nella folla che si era riversata nel 5° Strato del 7° Piano, gente intenta a raggiungere i propri posti di lavoro, ma non solo, ogni Strato del Piano era come una piccola grande piazza che ne conteneva negozi generici, ma anche a tema con le caratteristiche del Piano stesso.

Nina intravide ad un centinaio di metri alla sua sinistra una splendida donna dai capelli rossi fasciata da un abito mozzafiato che ne mostrava le gambe in tutta la loro bellezza. Il Capitano Mira era diretta al suo solito ascensore – pensò Nina – lo stesso che prendeva anche lei di solito. Quasi intimorita ma anche incuriosita si fermò fra i passanti a guardarla mentre percorreva rapidamente lo spazio che la distanziava dall’ascensore. Avrebbe voluto essere più veloce di lei, essere uscita un minuto prima per giungere a quell’ascensore in tempo.
Cambiò direzione, alla sua destra avrebbe trovato un’altra ascensore a disposizione.

Raggiunse dopo cinque minuti la sala operativa nei sotterranei della Torre 1. Questa mattina era arrivata per ultima, i suoi nove colleghi erano già tutti lì ad allenarsi in attesa dell’arrivo del Capitano. Nina scrutò la sala in cerca di Sienna, quando improvvisamente qualcuno la prese alle spalle bloccandole le braccia.
“Ehi tu! Sei fuori allenamento! Credo mi toccherà fare rapporto al capitano non possiamo permetterci distrazioni in questo momento!”
“Idiota di un Galliano toglimi le mani da dosso non sono in vena di stronzate!”
“Mi fai impazzire quando usi questi termini obsoleti! Dillo ancora…STRONZATE, Wao!”
“Galliano, le nanomacchine riparano le palle, ma il dolore che proveresti dopo un mio calcio sarebbe comunque lancinante. Lasciami andare!”
Galliano mollò la presa ridendo.
“D’accordo! Però devi ammettere che sei esagerata.”
“Gal se tu che sei uno stronzo!”
Dal fondo della sala il vicecapitano richiamò all’ordine i due.
“Vi voglio agli attrezzi in un minuto!”
“Ok Roma! A proposito, ci sono ordini per noi? Ci sono ribelli da beccare?”
“Poca confidenza Galliano siamo a lavoro! Sembra che avremo presto ordini dall’alto, forse stamattina il Capitano Mira ci darà novità. Di certo non staremo con le mani in mano durante il G 30 per cui non perdere tempo e a allenati.”

Nina si avvicinò a Sienna, utilizzando l’attrezzo ginnico proprio accanto alla compagna.
“Sei arrabbiata e non so perché. O forse lo so…Sienna senti non sono brava in queste cose io…”
“Hai ragione! Non sei brava in queste cose! Io sono quella brava! E mi sto chiedendo se vale ancora la pena continuare a decifrare i tuoi pensieri e a darmi da sola risposte per conto tuo. E solo perché, TU -non sei brava in queste cose-.”
Sienna lasciò il proprio attrezzo avvicinandosi alle colleghe Yamiko e Giulia alle prese con un combattimento corpo a corpo.
Nina iniziò timidamente i suoi esercizi, la sua mente era rivolta a Sienna e cento altri pensieri che, come al solito, minavano le poche certezze che aveva acquisito negli ultimi anni.

“Ehi tu! Mai una risata…”
“Gal lasciami stare non è giornata!”
“Certo non mi stupisce, non è mai giornata per te. Secondo me ti prendi troppo sul serio. Dai a parte gli scherzi, che ti succede, oggi sembri più cupa del solito.”
Galliano provò, senza molto successo, di tenere una conversazione normale con Nina. Ai due si avvicinò Thore.
“Ragazzi che succede in questa zona? Posso intromettermi? In realtà vorrei utilizzare l’attrezzo sotto il tuo culo.
Nina sorrise lasciando libero il posto al collega, Thore le chiese di aiutarla ad alzare i pesi.
“Allora piccola Nina sei di cattivo umore stamattina?”
“E’ una di quelle giornate partite male sai com’è? Spero di uscire in missione oggi, non sopporto di stare chiusa qui dentro ancora per molto!”
Galliano seguì il discorso fra i due cercando di intromettersi.
“Perché a me dici solo – non dire stronzate Galliano…non fracassarmi l’anima Galliano – e potrei continuare ad oltranza.”
Thore rise alle parole di Galliano sapeva bene quanto i due si pizzicassero a vicenda da sempre.
“Ci vuole classe Gal, semplicemente classe e tatto molto tatto con la piccola Nina, non è vero mia piccola e spietata cacciatrice?”
“Almeno qualcuno mi capisce.”
I tre risero rumorosamente e furono ripresi da Roma.
“Ragazzi, fra un po’ arriverà il Capitano non fatevi trovare…”
La porta della Sala Operativa si aprì improvvisamente, era il Capitano Mira che sfilò per tutto il percorso fino alla propria scrivania con un fascicolo nella mano sinistra e una tazza di caffè in quella destra.
Nina Galliano e Thore, subito sugli attenti, rimasero comunque stupiti nel vedere il volto arrabbiato del proprio capitano oltre ad essere la prima volta che entrava nella Sala Operativa nel suo abito mozzafiato e stivali con zeppa vertiginosa che mostrava un generoso decolté e lunghe gambe.
Galliano si avvicinò all’orecchio di Nina.
“Non sembra una buona giornata che ne pensi?”
“Credo anche io lo stesso, non ci ha neanche salutati.”
Tutti i cacciatori di taglie si riunirono, sotto gli ordini del vice capitano Roma in due file una da cinque elementi e una da quattro a cui si aggiunse lo stesso Roma. Erano lì pronti di fronte il proprio capitano che era ferma li rivolta verso la propria scrivania piena di scartoffie e tazze da caffè abbandonate da tempo.
Thore sussurrò qualcosa a Galliano che era li accanto.
“oggi sembra un tantino preoccup…”
Non riuscì a terminare la frase perché proprio in quel momento il Capitano si voltò verso i propri uomini.
Nina era sugli attenti e proprio di fronte aveva lo sguardo di Sienna che la fissava. Non riuscì a tenere a lungo lo sguardo così Nina lo rivolse al capitano che era lì pronta a parlare.

Pochi minuti dopo il Capitano Mira lasciò la sala operativa in subbuglio, la donna aveva appena comunicato loro che avrebbero fatto da guardia del corpo al presidente Manfredi, un compito che secondo tutti i presenti sarebbe dovuto essere assegnato alle Guardie delle Torri.

“Sono senza parole davvero! Non credevo che il nostro Capitano avrebbe accettato di utilizzare la squadra di Cacciatori come misere guardie del corpo.”
“Gal stai zitto! Hai visto l’espressione che aveva non deve essere stato facile neanche per lei accettare un ordine del genere. Ricordati che quei maledetti ribelli hanno minacciato di mettere in subbuglio il G 30 e di certo vorranno far fuori il nostro Presidente.”
“Ti ricordo solo una cosa, Guardie delle Torri. Ti dicono qualcosa? Sono o no il corpo specializzato per agire all’interno delle Torri?”
Nina sorrise al giovane collega.
“Evidentemente anche il nostro Presidente ha capito che i migliori siamo noi. Bene, basta con le stronzate, torniamo ad allenarci.”
Galliano guardò Thore sorridendo e imitando atteggiamento e parole di Nina.
“Basta con le stronzate! Torniamo ad allenarci fratello!”
“Fratello?”
“Le ho sentito dire una cosa del genere in passato ad Al. Probabilmente anche questo temine si usava in passato. Ok fratello!”
“Ok fratello!”
Thore e Galliano infine si misero uno contro l’altro iniziando un allenamento fatto di pugni e calci.

Dopo qualche minuto di allenamenti Sienna si avvicinò alle spalle di Nina intenta ad alzare pesi.
“Scusa, Nina io volevo solo dirti che…”
“Ehi tu! Ciao, finalmente!”
Nina aveva il fiatone e la fronte perlata di sudore, mentre Sienna giocava nervosamente con la lingua e con i denti conto il piercing.
“…volevo solo dirti che stanotte non tornerò a casa io…non tornerò affatto.”
Sienna rimase lì a fissare Nina che qualche secondo dopo abbozzò un cenno di consenso con la testa poi riprendendo i pesi dal pavimento si voltò continuando l’allenamento. Sienna restò ancora li alle spalle dell’amica, era chiaro, non sarebbe cambiato nulla. Si allontanò da Nina mentre la ragazza scagliò uno dei due pesi contro la parete che aveva di fronte, il frastuono tuttavia non attirò l’attenzione dei colleghi presi dagli allenamenti. Nina poggiò la mano contro la parete dove aveva lanciato il peso.
“Sono io la stronza Gal!”

fine

scritto da:

Angelo Di Pino


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