“Indaco”

I.   A.   C.   U.


Cap. 0

Sul finire degli anni ’70 la sensitiva, scrittrice e terapeuta Nancy Ann Tappe notò la graduale scomparsa di alcuni colori vitali, ovvero: l’aura di luce che circonda tutti noi e che ne caratterizza l’essere. Questo misterioso fenomeno si concluse con la comparsa di un nuovo colore…l’INDACO.
La nuova tonalità tuttavia fu legata soprattutto ad alcuni esseri umani. Bambini con problematiche comportamentali. Esseri umani ritenuti “anomali” per la società. Nancy Ann Tappe decise di studiarne più approfonditamente determinati atteggiamenti, scoprendone ben presto alcune caratteristiche interessanti.
Soprannominò tali esseri umani in giovane età: “Indigo Children” ovvero “Bambini Indaco”.

Nel corso degli anni molti altri professori e ricercatori si unirono alla ricerca di Nancy Ann Tappe studiando il comportamento degli Indaco nel mondo. Riuscirono a classificare questa nuova generazione in quattro categorie ben definite: Interdimensionale, Artista, Concettuale,Umanista.
Si ipotizzò inoltre che i Bambini Indaco nel corso degli anni, e una volta presa coscienza di se, avrebbero preso definitivamente il posto dell’attuale essere umano.
Le qualità, la sensibilità, la fermezza, la forza di tale nuova generazione ritenuta regale e suprema, secondo più di una teoria, avrebbe salvato il mondo intero da inquinamento e distruzione, causata dalla prima versione dell’essere umano.

Tale teoria fu trascinata a fatica per anni, e per anni ostacolata dalle autorità di gran parte del mondo. Sul finire del 2020 fu negata definitivamente l’apertura di scuole dedicate prettamente ai Bambini Indaco. Fu ritenuto inutile, razzista e discriminante riunire in gruppi questa nuova e potente, seppur ipotetica, generazione di esseri umani.

L’Italia fu tra le poche a sostenere la teoria legata ai Bambini Indaco. Seppure tale gesto fu legato a fattori puramente politici, la preoccupazione dello Stato Italiano fu anche quella di impedire il  trasferimento all’estero dei pochi ricercatori e scienziati eccellenti rimasti nella penisola Europea.
L’Italia portò così avanti ricerca e studio sulle capacità dei Bambini Indaco.

Uno scienziato italiano su tutti credeva fermamente nelle caratteristiche e nel potere degli Indaco. Lui stesso ne era la prova vivente.
Nemico dello scienziato era il tempo. Ci sarebbero di fatto voluti ancora anni ed anni prima che questa nuova generazione prendesse veramente il sopravvento in difesa del Pianeta Azzurro, la Terra. Decise dunque di velocizzare sviluppo e consapevolezze di questa grande caratteristica dell’essere Indaco.
Lucio Manfredi dunque studiò a lungo la nanotecnologia applicabile all’essere umano, una tecnica che avrebbe aiutato, migliorato e rinforzato di gran lunga,  questa nuova etnia.

Lo scienziato e ricercatore Manfredi, primogenito di una ricca famiglia italiana, decise di effettuare ricerche proprie, senza condividerne i risultati con la comunità scientifica europea. Girò il mondo in cerca di Indaco che racchiudessero in se tutte le caratteristiche principali ovvero: L’Interdimensionale, l’Artista, il Concettuale e l’Umanista. Tali Indaco li soprannominò Indaco I.A.C.U. .

Finalmente dopo anni di ricerche Manfredi insieme al nuovo gruppo di lavoro formato da tali I.A.C.U.: Mercurio Lucai, Silvia Florakis, Farnese Draco; diedero vita ad un progetto grandioso. La creazione di un’isola artificiale chiamata Rebirth la quale avrebbe ospitato solo ed esclusivamente Indaco da tutto il mondo. Questo accadde all’insaputa stessa dei prescelti ad abitarne il territorio.

I piani originali di Manfredi tuttavia prevedevano qualcosa che andava ben oltre la semplice salvaguardia di tale etnia. Negli anni a venire Manfredi avrebbe riunito gli Indaco in Torri gigantesche sparse in tutto il mondo. Una volta riunita gran parte di questa etnia in immense costruzioni, avrebbe eliminato il resto dell’umanità con il solo scopo di proteggere la Terra dalla distruzione e dall’inquinamento causato da quell’essere umano ritenuto “inferiore”. La nanotecnologia sarebbe giunta in suo soccorso anche in questo caso.

Successivamente al tradimento da parte di Farnese e la morte di uno dei più preziosi collaboratori e amici, Mercurio; Manfredi decise di proseguire ugualmente per la sua strada costringendo l’ormai riluttante ultimo elemento del gruppo, la greca Silvia Florakis, a lavorare per lui.
Le forze ribelli su Rebirth, con a capo lo stesso Farnese, per anni cercarono di ostacolare i piani del Presidente Lucio Manfredi.
La Cacciatrice di Taglie Mira ingaggiata dallo stesso Manfredi ebbe il compito di contrastare i Ribelli, e non a caso la donna fu assoldata dal Presidente. Mira infatti oltre ad essere la figlia del suo grande amico e collaboratore Mercurio, nascondeva in se un grande mistero legato ad una nuova generazione di nanomacchine sconosciute persino allo stesso Manfredi. A sua volta la nanotecnologia contenuta in Mira era legata alla così detta Melodia scoperta da Mercurio e contenuta nel ciondolo che la donna portava al collo.
L’ossessione di Manfredi nel riprodurre fedelmente la tecnologia contenuta nel sangue di Mira era pari solo alla ricerca sulla riattivazione di tale Melodia.

La scomparsa improvvisa di Manfredi lasciò tutto il mondo disorientato. Il potere da quel momento finì nelle mani del suo vice Presidente Andrei Damian che ne portò avanti il folle piano.
A differenza di Manfredi, Andrei Damian bramava semplicemente il potere…ebbe molto di più…e ciò rafforzò in se la frenesia di dominio.


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