Nanotecnologia…
Parliamo di Nanotecnologia…
Ci rendiamo conto però che una risposta del genere vuol dire tutto e niente quindi cominciamo con questo articolo una serie di puntate dedicate a questa branca della scienza che poco viene trattata ma che (sembra) costituirà il futuro dell’uomo e la sua salvezza (o dannazione a seconda dei punti di vista).
Ma bando alle ciance e cominciamo subito con i primi dettagli tecnici (da Wikipedia):
La nanotecnologia è un ramo della scienza applicata e della tecnologia che si occupa del controllo della materia su scala dimensionale inferiore al micrometro (in genere tra 1 e 100 nanometri) e della progettazione e realizzazione di dispositivi in tale scala.
Il termine “nanotecnologia” indica genericamente la manipolazione della materia a livello atomico e molecolare, e in particolare si riferisce a lunghezze dell’ordine di pochi passi reticolari.
IMPATTI POSSIBILI DELL’UTILIZZO DELLA NANOTECNOLOGIA
(ovvero: considerazioni pratiche sulla teoria dell’utilizzo delle nanomacchine)
Il possibile impatto della nanotecnologia sull’economia e sulla legge è stato ampiamente dibattuto. Alcuni pensano che il denaro non verrà più utilizzato, e la tassazione diventerà impraticabile[. Altri ipotizzano che la nanotecnologia farebbe nascere una forte opposizione popolare, com’è successo recentemente per le piante geneticamente modificate e le prospettiva di clonazione umana. Qualunque siano gli effetti precisi, è probabile che la nanotecnologia cambi radicalmente le strutture economiche esistenti, perché tenderà a ridurre la scarsità di manufatti e renderà possibile la produzione diretta di molte cose attualmente difficili da produrre (come il cibo e le medicine).
Le nanotecnologie presentano inoltre dei grossi rischi: infatti, potrebbero permettere di costruire armiarmi di distruzione di massa che si auto-replicano (come fanno i virus e le cellule cancerose quando attaccano il corpo umano). Il consenso generale è che l’auto-replicazione dovrebbe essere permessa solo sotto condizioni strettamente controllate, o vietata del tutto. convenzionali più distruttive ad un costo ridotto e
Un’altra possibile applicazione delle nanotecnologie è la utility fog, nella quale una nuvola di microscopici robot connessi (più semplici degli assemblatori) cambierebbe la propria forma e le sue proprietà per formare oggetti o strumenti macroscopici diversi, rispondendo a comandi inviati da un software. Invece di modificare le attuali pratiche di consumare beni materiali in forme differenti, la utility fog sostituirebbe semplicemente la maggior parte degli oggetti fisici.
È anche nata la paura che robot nanomeccanici (nanobot), se lasciati liberi di autoreplicarsi, possano consumare l’intero pianeta nella loro ricerca di materie prime, o semplicemente possano competere (e vincere) con le forme di vita naturali per l’energia disponibile, come è successo storicamente quando le alghe blu-verdi sono apparse e hanno cancellato le forme di vita precedenti. Questa situazione è a volte chiamata “grey goo” o scenario dell’ecofagia. È considerata uno dei possibili risultati di una singolarità tecnologica (assieme ad altri risultati molto più rosei).
Visti questi pericoli, il Foresight Institute (fondato da Drexler per preparare l’arrivo delle future tecnologie) ha realizzato una serie di principi per lo sviluppo etico della nanotecnologia. Essi includono la proibizione di pseudo-organismi autoreplicanti (perlomeno sulla superficie della Terra, e forse anche in altri ambienti). per l’Italia, si veda il documento approvato, nel 2006, dal Comitato nazionale per la bioetica.
Per oggi direi che è tutto … ma torneremo
