“N – A – N – O” – 64° capitolo
“N — A — N — O”
t e c h n o l o g y
64°
Cap.
Torre 2, piano terra
Mira attese che si avvicinassero anche Roma e Nina.
“Ragazzi ho bisogno che portiate in salvo i ribelli nella Sacca. Qui ho da sbrigare giusto un paio di questioni. Vi raggiungerò più tardi.”
Mira si accorse degli sguardi straniti di Fausto e Amauri che tutto si aspettavano tranne che vedere la loro prigioniera fuori dal rifugio. La donna si avvicinò ai tre ribelli.
“Non preoccupatevi sarò di parola. Tornerò. Sono qui per cacciare Andrei Damian. Ho delle questioni in sospeso con lui.”
Nina non comprese il discorso di Mira e la sua richiesta di spiegazioni non ebbe risposta. Fatto sta che tutta la squadra non era a conoscenza del patto che il loro ex capitano aveva preso con i ribelli.
Anche Yuri chiese spiegazioni, in questo caso sulle ultime parole di Mira.
“Cacciatrice! Quelle che tu chiami –questioni in sospeso- sono anche le nostre. Quindi ti aiuteremo!”
Fausto e Amauri non ebbero bisogno di aprire bocca. L’intenzione di seguire Yuri era evidente.
“E poi c’è lo devi!”
“Non devo nulla a nessuno mettitelo in testa!”
“Uno dei tuoi ha ucciso Tamla!”
Mira non ebbe modo di rispondere. Questa volta la sorpresa la colse in pieno. La Cacciatrice chiese spiegazioni ai suoi uomini. Nessuno sembrava voler rispondere. Mira comunque si accorse della mancanza di Chaco nel gruppo.
Thore cercò in qualche modo di spiegare la reazione del proprio compagno, ma era credibile neanche a se stesso. Mira riprese subito la parola.
“Penserò io a lui! Se Chaco ha sbagliato pagherà. Ma solo per mano mia! Ora pensate a tornare nel vostro gruppo. A quest’ora saranno tutti schierati in lungo e in largo sull’isola…sono arrivati i rinforzi a quanto pare.”
“Che vuoi dire? Di quali rinforzi stai parlando?”
“Dottore la credevo più sveglio!”
“Vuoi dire che sono sbarcati sull’isola…Leone e…”
“Non parlerei proprio di sbarco, ma…si! Sono arrivati i rinforzi da Nuova Napoli. Ora andate perché Damian fra un po’ farà ispezionare l’isola palmo a palmo.”
Yuri
Mira guardò Roma senza nulla aggiungere. Il Cacciatore comprese al volo. Ora era lui il Capitano della squadra.
Roma si fece avanti imponendosi su Mira e rivolgendosi a Thore.
“Guiderai tu la squadra fuori da qui così come hai fatto fino ad ora. Voglio che vi dividiate. Utilizzerete moto in dotazione. Abbiamo fatto in modo di sbloccare i fermi imposti dall’allarme.”
Nina si rivolse per un istante a Mira.
“Quel Giulio è un genio!”
Roma divise la squadra in due parti, Thore, Yamiko e Giulia avrebbero portato con loro Yuri e Amauri. Mentre con le restanti moto Al, Galliano, Sienna e Paul avrebbero scortato Fausto verso la Sacca di Contenimento.
La squadra uscì passando attraverso i corpi dei soldati storditi dall’onda d’urto. Con Mira rimasero Roma e Nina.
“Capitano Roma. La mia idea comprendeva anche il vostro abbandono delle Torri.”
“Mira. Il Capitano sono io adesso e non ho voglia di discutere. Io e Nina ti seguiremo! Qualsiasi sciocchezza tu voglia fare.”
“Non sono più una Cacciatrice di Taglie non devo obbedire a nessun ordine.”
Nina sorrise e si aggiunse al dialogo mentre erano ormai in viaggio verso uno degli ascensori.
“Mira…ricordati una cosa. Nessuno smette di essere un Cacciatore di Taglie. Nessuno può sfuggire al proprio destino…”
“Siete dei rompi palle!”
“…Il destino Mira…il destino…”
“Già…il destino…credo che il mio abbia subito un paio di modifiche nelle ultime ore.”
Mira
Sacca di Contenimento
Silvia era faccia a faccia con Pellegrino che continuava ad annusare l’aria intorno a lei.
“Perché sei come noi? Forse Manfredi ha sperimentato anche su altri elementi…”
“Io non sono come voi! E ora andatevene da qui!”
Da una delle tende uscì Alessio. Il viso del giovane parkour ribelle era completamente emaciato. Seppur ancora viva Silvia, il ragazzo non era ancora riuscito a riprendersi dall’incidente di due giorni prima in cui aveva sparato un colpo mortale alla sua amica Silvia.
Alessio vide la scena. Osservò quell’uomo vestito di una tuta rossa e nera avvicinarsi all’amica pericolosamente.
Nel corpo di Alessio l’adrenalina iniziò a circolare pericolosamente in tutto il corpo tutta d’un colpo, e probabilmente il gesto che fece fu dettato solo dall’istinto.
Alessio corse verso Pellegrino urlando a squarciagola. Nessuno ebbe il tempo di comprendere cosa stesse avvenendo.
Pellegrino non fece nessun movimento brusco, nulla sembrò turbarlo. Col braccio steso alla sua sinistra teneva stretta la gola di Alessio. Silvia vide il giovane amico perdere terreno sotto i piedi. Pellegrino si voltò lentamente verso il giovane che soffocava vistosamente.
“Cosa abbiamo qui? Chi sei? Hai senso in tutto questo? Hai rovinato un momento importante.”
I Ribelli presenti nella Sacca iniziarono ad urlare ed avvicinarsi pericolosamente a Pellegrino. Nadia li fermò con un semplice gesto della mano.
“Non distraete il mio amico, potrebbe distrattamente spezzare il collo del ragazzo.”
Alessio e Silvia
Pellegrino lasciò cadere a terra Alessio. Il potente pugno allo stomaco di Silvia sortì i suoi effetti. Pellegrino fece mezzo passo indietro. Quel colpo l’aveva preso di sorpresa. Alessio fu trascinato via da due dei ribelli più vicini al ragazzo.
“Sei potente lo sai piccola ragazza?”
Pellegrino si era ripreso subito dal colpo inferto da Silvia. Nadia si avvicinò alla giovane ribelle mentre la dottoressa Florakis prese posto accanto a Silvia.
“Andatevene da qui! Andate via! Lasciate questa gente in pace!”
“Dottoressa Florakis. Anche lei ha abbandonato il –folle piano- di Manfredi? Non è forse tardi per certi ripensamenti?”
Nadia sorrideva cercando un improbabile assenso da parte dei presenti, ma soprattutto da Silvia. Il colpo inferto dalla giovane ribelle nello stomaco di Pellegrino le aveva fatto saltare la bandana dal capo.
“Guardati! Sei bellissima. Perché nascondevi la tua testa in quel fazzoletto?”
Nadia si fermò per un secondo a ragionare.
“Tu…hai subito un intervento non è così? La sperimentazione su di te è stata fatta in modo differente. Devo solo capire in quale modo.”
Nadia le si avvicinò pericolosamente. Silvia non fece nulla.
“C’è qualcosa in te che non comprendo a pieno. Forse Manfredi ha sperimentato su di te il sangue del clone prima che sui nostri corpi.”
Nadia si voltò di scatto verso la dottoressa Florakis.
“Parla vecchia! E’ così? Manfredi ha sperimentato su questa giovane il sangue del clone prima che su di noi? PARLA!”
“Nadia. Perché ti comporti in questo modo?”
La voce disperata della scienziata non aveva nessun effetto sulla donna.
“Parla vecchia scienziata! Cosa le hanno fatto? Perché ha subito un intervento alla testa…”
“PERCHE’ SONO MORTA!”
L’urlo di Silvia non prese di sorpresa ne Nadia e neanche Pellegrino i quali le si avvicinarono. Nadia allungò una mano verso il viso di Silvia, ma senza toccarlo.
“Tu sei rinata? Sei…sei un miracolo…”
Nadia osservò Silvia come fosse una rivelazione.
“…grazie a te ora possiamo andare oltre i nostri limiti.”
L’anziana dottoressa, Alessio e tutti i ribelli presenti osservarono la scena con timore. Silvia desiderava soltanto che quel momento terminasse quanto prima. Pellegrino aggiunse altro alle parole quasi commosse di Nadia.
“Silvia, il tuo posto non è qui. Il tuo posto è insieme a noi. Non vogliamo farti del male. Tutto l’opposto.”
“Andate via da qui! Andatevene…vi prego! Io non sono una di voi! Non sono come voi!”
“Perché rinneghi il tuo essere? Perché non accetti il dono che ti è stato fatto? Tu sei la Prima…sei il primo essere umano che è tornato alla vita. Te ne rendi conto? Tu hai acquisito un potere più grande della sola forza fisica. Tu…hai visto ciò che noi non saremo mai in grado di vedere e di rivelare…sei morta e rinata…”
Nadia le sfiorò infine il viso.
“Voglio sapere. Voglio conoscere ciò che si nasconde tra la vita e la morte. Silvia tu hai visto…lascia guardare anche me.”
“Questa è follia…andatevene vi prego!”
Nadia allontanò la mano dal viso di Silvia. L’espressione scontenta non prometteva nulla di buono.
“Verrai con noi che tu lo voglia o no! Sei troppo preziosa per lasciarti marcire in questo posto.”
Silvia prese coraggio. Un passo indietro l’aiutò a gridare il proprio disappunto.
“Chi vi fa pensare che mi lascerò prendere.”
“Ah ne sono certa! Vedi Silvia non voglio certo giocare con te a rincorrerti. Sarai tu a seguirci. E io in cambio non ucciderò tutti questi topi in trappola.”
Alle spalle di Pellegrino si lanciò, arma in pugno, il quarantenne Fyàn. Pellegrino si voltò senza impegnarsi più di tanto nella propria difesa e scagliò un pugno potente nello stomaco dell’uomo che rimase piegato in due dal colpo. Pellegrino prese la punta d’acciaio che impugnava Fyàn e la conficcò con un solo colpo nel cranio del ribelle. Un urlo attraversò tutta la Sacca di Contenimento. Silvia, Alessio, la dottoressa Florakis compresero solo allora la mancanza di scrupoli di questo nuovo nemico.
“Allora ragazzina. Ci seguirai o vuoi che faccia lo stesso giochino con altri tuoi amici? Per esempio con l’indomito piccolo Alessio che ha cercato di attaccarmi?”
“FERMI! Fermi, vi seguirò. Vi seguirò…Non fate del male ai miei amici.”
Nadia sorrise entusiasticamente a Silvia.
“Decisione saggia la tua, ma penso che tu stessa lo sappia già. Non preoccuparti sarai al…”
Nadia si bloccò. Non aggiunse altro. Fissò qualcosa o qualcuno alle spalle di Silvia in lontananza. Era la piccola Kara che teneva per mano la sua nuova amica Astrid.
Pellegrino fece un passo indietro.
“Lei è l’Origine! Nadia…andiamo via! Adesso!”
“L’Origine…lei è…l’Origine.”
Nadia iniziò a sentirsi male. Strinse le braccia al ventre per contenere il dolore improvviso.
“Cosa mi stai facendo?”
Si voltarono tutti a guardare la piccola Kara avvicinarsi mentre Silvia e la scienziata le urlavano di stare a distanza. Astrid sembrava non temere la situazione. Seguiva Kara tenendola per mano.
Pellegrino trascinò via Nadia. Anche l’uomo sembrava dover sopportare un forte dolore al ventre, tuttavia riuscì a fuggire insieme Nadia.
Alla fine Kara superò tutti e si avvicinò a Fyàn.
“Silvia…io posso aiutare il tuo amico…”
La scienziata sgranò gli occhi quando udì le parole della piccola.
“Kara! No! No piccola mia! Tu non devi…”
L’anziana donna corse verso la bambina e la strinse a se.
“Tu non devi! Non devi farlo! Lui è morto! Non puoi cambiare le cose…non devi! Promettimelo! Prometti che non userai mai il tuo potere per ridare la vita…è contro…è contro…Per gli Dei! Sono l’ultima persona che può parlare adesso.”
“Nonna non devi piangere. Non lo farò te lo prometto.”
Astrid si era tirata indietro verso Silvia alla visione di Fyàn a terra in un mare di sangue. Silvia abbracciò Astrid per tranquillizzarla.
“Non preoccuparti è tutto finito! Stai tranqilla.”




