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	<title>Project Mira</title>
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		<title>“N – A – N – O” – 70° capitolo</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 11:17:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cartoon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cap.70]]></category>
		<category><![CDATA[N-A-N-O]]></category>
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		<description><![CDATA[“N — A — N — O”
t   e   c   h   n   o   l   o   g   y

http://www.youtube.com/watch?v=Jss6ZClHjdY


70°
Cap.
Dalla propria postazione occulta all’interno di una delle tre Torri, Farnese era finalmente riuscito a scoprire dove era imprigionato suo fratello Galbo. A quanto pare proprio di fianco il  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><strong>“N — A — N — O”</strong></h1>
<p style="text-align: center;">t   e   c   h   n   o   l   o   g   y</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Jss6ZClHjdY">http://www.youtube.com/watch?v=Jss6ZClHjdY</a></p>
</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/12/copertina40fine-copia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1024" title="copertina40fine copia" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/12/copertina40fine-copia.jpg" alt="" width="525" height="750" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>70°</strong><br />
<strong>Cap.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dalla propria postazione occulta all’interno di una delle tre Torri, Farnese era finalmente riuscito a scoprire dove era imprigionato suo fratello Galbo. A quanto pare proprio di fianco il laboratorio del Dottor Dante, dove si era sperimentato su Nadia, Shiro e Pellegrino il  prototipo di Nanomacchina derivante dal clone di Mira, esistevano altri due laboratori di ricerche. In uno di questi Farnese vide suo fratello.</strong><br />
<strong>Galbo era steso su un letto metallico completamente nudo e questo lasciava intravedere le ferite riportate probabilmente durante la cattura. Doveva aver lottato molto prima di farsi catturare, pensò Farnese. </strong><br />
<strong>Effettuò una panoramica con la telecamera di sorveglianza e notò che il fratello era collegato direttamente ad una macchina che continuava ad effettuare ricerche sul corpo del fratello. </strong><br />
<strong>Il monitor messo in relazione all’uomo mostrava una catena di DNA diviso in più parti e collegati ognuna a sezioni di DNA di natura estranea. Era facile intuirlo dalla colorazione dei grafici che meglio di qualsiasi spiegazione rendeva l’idea.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Galbo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/08/Tamla-e-Galbo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1690" title="Tamla e Galbo" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/08/Tamla-e-Galbo.jpg" alt="" width="491" height="650" /></a><br />
<strong>“Vengo a salvarti Galbo, devi avere ancora un po’ di pazienza.”</strong><br />
<strong>Farnese notò che l’unico passaggio disponibile al secondo laboratorio era attraversare il primo da cui non aveva nessuna immagine o segnale di funzionamento. Qualcosa era accaduto lassù tenendo conto degli ultimi sviluppi. </strong><br />
<strong>Prima di partire all’azione Farnese si voltò verso la bianca statua di Morgellons. Le braccia della figura femminile marmorea, erano protese in avanti.</strong><br />
<strong>“Troverò un modo per liberarti da questa prigione bianca. Questa è una promessa Calliope.”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Farnese notò qualcosa di strano nel monito di sorveglianza. Qualcuno era appena entrato nel laboratorio. Quell’ombra che si muoveva lentamente si avvicinava al corpo di Galbo. </strong><br />
<strong>Farnese prestò massima attenzione alla scena cercando di capire chi fosse quella figura oscura. Quando finalmente passò di profilo dinanzi la telecamera, Farnese fu sconvolto nel vedere il volto di Sara. Un volto spento, grigio quasi metallico. I passi della donna completamente nuda sembravano incerti eppure la direzione presa era sicura. Si era accostata accanto a Galbo. La telecamera iniziò a subire lievi interferenze quando la figura della donna posizionò le mani sul corpo di Galbo. </strong><br />
<strong>Farnese però notò qualcosa di strano sul corpo della donna. La schiena, si muoveva qualcosa  nella sua schiena. </strong><br />
<strong>E proprio dal li fuoriuscì dal nulla un altro volto che sembrava farsi strada all’interno, tra gli organi di quell’essere. Ci vollero pochi secondi prima che uscisse del tutto fuori. Era il volto di un altro essere. Capì che si trattava di una donna quando due fessure si aprirono, sanguinando, all’altezza degli occhi.</strong><br />
<strong>“Erika. Quella è Erika Dam…”</strong><br />
<strong>Quel volto, dalla schiena della donna, puntò improvvisamente lo sguardo verso la telecamera. L’immagine a quel punto svanì del tutto davanti lo stupore di Farnese.</strong><br />
<strong>“Che sta succedendo in queste Torri?”</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Farnese</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/01/farnese3-copia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1141" title="farnese3 copia" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/01/farnese3-copia.jpg" alt="" width="417" height="595" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Zona 2 Parco abbandonato</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mira questa volta decise di correre attraversando il parco evitando di saltare da un albero all’altro come era solita fare quando andava a caccia dei ribelli.</strong><br />
<strong>Nina e Roma non erano accanto a lei. Sapeva che i due si erano divisi e che stavano percorrendo la parte alta del parco. E’ probabile che la stessero coprendo anche se la Cacciatrice dai capelli rossi non aveva certo bisogno di protezione, pensò. Tuttavia le sensazioni che stava provando nelle ultime ore l’avevano sconvolta non poco. Sapere che alcune cose non erano ancora cambiate la faceva sentire più tranquilla. Dunque lasciò che Nina e Roma procedessero come in una classica caccia ai Ribelli.</strong><br />
<strong>Alle loro spalle un centinaio tra Polizia Governativa e Guardie delle Torri davano loro la caccia. Mira aveva ricevuto un paio di segnalazioni da Thore sugli ordigni esplosivi sparsi lungo l’area tra la Zona 3 e la Zona 4, cercò dunque di spingerli in quella direzione, ma prima di farlo, avrebbe dovuto affrontarne qualcuno corpo a corpo e fare in modo che si concentrassero tutti in un solo punto.</strong><br />
<strong>Decise di intrappolare le forze dell’ordine tutte nella zona dove aveva affrontato Shiro Oda. </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Mira</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/02/mira-plus-ultra.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1286" title="mira plus ultra" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/02/mira-plus-ultra.jpg" alt="" width="460" height="650" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Zona 5, Pub Green Fairy</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Leone spalancò la porta del Green Fairy. Il locale sembrava vuoto, nessuna traccia di Kaory. Dietro Leone comparvero Sara, Evi e Mya. Una stringeva due aste di acciaio. L’altra tra le mani impugnava una pistola, un vecchio modello utilizzato dalla Polizia Governativa fino a cinque anni prima. Mya aveva le sue fidate catene con se.</strong><br />
<strong>Leone, Sara ed Evi guardinghi si fecero avanti mentre Mya salì silenziosamente su uno dei tavoli per avere una visuale migliore del locale. Fuori dal pub Dakhar, Anzori e Silvia tenevano d’occhio l’uscita.</strong><br />
<strong>Dal retro fecero capolino Agar e Agnes.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Leone, Sara, il retro e desolato, non c’è traccia ne di Kaori ne della bambina.”</strong><br />
<strong>L’urlo di Evi attirò l’attenzione di tutti. La donna sembrava sconvolta, alzò la pistola al cielo e si portò una mano sulla bocca. Corsero tutti a vedere. </strong><br />
<strong>Sul pavimento c’era Kaory in fin di vita con uno straccio premuto fra i denti, ormai zuppo di sangue e saliva che non le permetteva di parlare. Il viso e parte del corpo erano completamente insanguinati. Il braccio sinistro aveva una posizione innaturale, Leone e Sara compresero che le era stato spezzato. </strong><br />
<strong>Le lacrime della donna si erano ormai seccate una volta miste al sangue.</strong><br />
<strong>Evi si inginocchiò verso Kaory che era stata nascosta fra le panche in legno accatastate in fondo al locale.</strong><br />
<strong>“Kaory…che cosa…per tutti gli DEI che cosa ti hanno fatto? Kaory!”</strong><br />
<strong>Evi cercò delicatamente di tagliare la benda dalla bocca della donna. Leone, Dakhar, Anzori  e Mya intanto continuavano a guardarsi intorno.</strong><br />
<strong>Agnes cercò di preparare al volo una mistura per disinfettare e chiudere tutte le ferite sul viso e su parte del corpo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anzori chiamò all’attenzione suo fratello Dakhar.</strong><br />
<strong>“Dak, guarda che strano, sono bottiglie di Ancient Earth, sono nascoste a terra dietro tutti i tavoli e…”</strong><br />
<strong>“O Dei! LEONE VIENI QUI’!”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Kaory cercò di dire qualcosa ma non aveva la forza di parlare. Silvia e Agar si affiancarono ad Evi per aiutare a rimettere in sesto il braccio rotto, mentre tra lamenti e piccoli colpi di tosse Kaory cercava di parlare.</strong><br />
<strong>Silvia sgranò gli occhi, era riuscita a comprendere la parola trappola dal farfugliare dolorante di Kaory. Si rialzò frettolosamente ed iniziò a guardarsi in giro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Leone intanto chiamò all’attenzione tutti. </strong><br />
<strong>“Dobbiamo andarcene da qui il locare è imbottito di Ancient Earth, sono collegate ad un detonatore, è una trappola dobbiamo fuggire FORZA TUTTI FUORI!”</strong><br />
<strong>Fu in quel momento che Silvia si accorse di un oggetto tenuto in pugno da Kaory. Era legato da un altro pezzo di stoffa. L’aveva riconosciuto…era uno dei detonatori di Dakhar. </strong><br />
<strong>Kaory cercava di tenere duro, ormai le forze le stavano venendo meno e una volta che la mano si fosse rilassata definitivamente avrebbe inevitabilmente premuto l’innesco e fatto saltare in aria tutto il locale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Kaory! Kaory ha nelle mani il detonatore tutti FUORI!”</strong><br />
<strong>Le urla di Silvia superarono il tono di Leone. Dakhar e Anzori allontanarono Agar, Agnes ed Evi da Kaory per cercare di trascinarle fuori da quella trappola esplosiva. </strong><br />
<strong>“Tutti fuori! Anche tu Silvia. Penso io a Kaory…Sara porta via Silvia!”</strong><br />
<strong>“No andate voi fuori PRESTO! Mi occuperò io di Kaory. ANDATE!”</strong><br />
<strong>“Silvia non dire sciocchezze…”</strong><br />
<strong>“Ho detto di andare via! Leone so di potercela fare, hai forse dimenticato quello che sono…quella che sono diventata? Lascia che…ti prego salva tutti gli altri cercherò di portare io in salvo Kaory.”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Leone suo malgrado dovette accettare. La sofferenza di Kaory era un segnale di pericolo per tutti. La donna stava per cedere. Stavano per saltare tutti in aria.</strong><br />
<strong>“Ok Silvia. Non ti farò nessuna raccomandazione!”</strong><br />
<strong>Leone si sfilò uno dei centinaia di minipugnali sparsi per tutto il corpo e lo lanciò alla ragazza. Finalmente il locale era vuoto. Silvia si inginocchiò verso Kaory. </strong><br />
<strong>“Kao resisti. Ti porterò via da qui sana e salva non preoccuparti!”</strong><br />
<strong>Silvia avvicinò il pugnale verso la mano di Kaory, avrebbe lentamente tagliato lo straccio che legava il detonatore stretto alla mano. La ragazza cercava di tranquillizzare Kaory la quale sembrava contraria alla mossa azzardata di Silvia, ma non riusciva a parlare. Di tanto in tanto qualche colpo di tosse gelava Silvia dal terrore, ogni sussulto poteva risultare la fine per entrambe.</strong><br />
<strong>“Tranquilla Kao. Finalmente ti unirai ai Ribelli, Basta lavorare in incognito. Sarai sempre con noi. Sai Kaory…”</strong><br />
<strong>Silvia iniziò a tagliare lentamente lo straccio tenendole alcune dita libere distanti dal tasto rosso dell’innesco.</strong><br />
<strong>“…sono successe tante cose in queste ultime ore. Hai visto i miei capelli? Sono brutta vero? Ti racconterò tutto te lo prometto…”</strong><br />
<strong>Kaory iniziò nuovamente a tossire, non riusciva a smettere questa volta. Sangue e saliva fuoriuscivano dalla bocca. Ad ogni colpo di tosse Silvia smetteva di tagliare per evitare disastri. Tenne ferme le prime tre dita libere di Kaory, la tosse era sempre più forte e costante.</strong><br />
<strong>“Ti prego Kaory resisti ancora un po’…ti prego!”</strong><br />
<strong>Nuove lacrime solcarono il viso di Kaory. Alla tosse si aggiunsero conati di vomito, probabilmente la quantità di sangue ingerita era tale da provocarle un rigetto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Leone, Sara, Agar, Agnes, Dakhar, Anzori e Mya si allontanarono di un centinaio di metri e attesero la fine di quell’incubo. Una voce maschile mise in allerta Leone e il resto della squadra.</strong><br />
<strong>“Begli amici! Lascerete morire da sola la vostra amica?”</strong><br />
<strong>Pellegrino comparve da un vicolo alle spalle dei Ribelli. All’istante ebbe tutte le armi puntate contro.</strong><br />
<strong>Un fragore invase l’aria. Una forte esplosione e la conseguente onda d’urto invase tutta la strada. Le urla di Evi, Agar e Mya nel vedere il Green Fairy saltare in aria divertirono Pellegrino.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Silvia</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/05/Alessio-e-Silvia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1510" title="Alessio e Silvia" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/05/Alessio-e-Silvia.jpg" alt="" width="494" height="750" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Zona 3, Parco abbandonato</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mira fermò la propria corsa. Dall’alto alcune foglie le caddero davanti. Era segno che anche Nina e Roma si erano fermati. Mira conosceva bene quel posto, cerano ancora i segni della battaglia contro Shiro. I resti del suo corpo giacevano ancora alla base del grande albero.</strong><br />
<strong>I due Cacciatori caddero agilmente al fianco di Mira. </strong><br />
<strong>“Dobbiamo modificare le frequenze Mira. In questo modo potremo parlare liberamente.”</strong><br />
<strong>“Nina fa come dice Roma, nel frattempo aspetteremo qui che arrivi la P.G.”</strong><br />
<strong>“Mira! Questo è…”</strong><br />
<strong>“Shiro…Shiro Oda.”</strong><br />
<strong>Nina sembrò turbata.</strong><br />
<strong>“Non ho ancora compreso il perché lasciò la squadra di Cacciatori più due anni fa? Per questo? Ma che cazzo sta accadendo in quelle Torri? E sotto i nostri occhi per giunta! Mi chiedo se avremmo fatto anche noi la stessa fine?”</strong><br />
<strong>“Nina. Shiro ha preso da solo la decisione. Sapeva a cosa sarebbe andato in contro.”</strong><br />
<strong>Mira con la sua solita flemma e decisione chiuse il discorso. Intanto Roma le mise in guardia. La P.G. e le Guardie erano ormai vicine.</strong><br />
<strong>Mira si staccò dal braccio l’arma a disco restituendola a Roma e si riappropriò di entrambe le sue fidate pistole. I tre si prepararono a combattere.</strong></p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=0piGAeN03eQ">http://www.youtube.com/watch?v=0piGAeN03eQ</a></p></p>
Visto da: 927<h2  class="related_post_title">Articoli correlati</h2><ul class="related_post"><li><a href="http://www.projectmira.it/n-a-n-o/%e2%80%9cn-%e2%80%93-a-%e2%80%93-n-%e2%80%93-o%e2%80%9d-%e2%80%93-69%c2%b0-capitolo.html" title="“N – A – N – O” – 69° capitolo">“N – A – N – O” – 69° capitolo</a></li><li><a href="http://www.projectmira.it/n-a-n-o/%e2%80%9cn-%e2%80%93-a-%e2%80%93-n-%e2%80%93-o%e2%80%9d-%e2%80%93-66%c2%b0-capitolo.html" title="“N – A – N – O” – 66° capitolo">“N – A – N – O” – 66° capitolo</a></li><li><a href="http://www.projectmira.it/n-a-n-o/%e2%80%9cn-%e2%80%93-a-%e2%80%93-n-%e2%80%93-o%e2%80%9d-%e2%80%93-59%c2%b0-capitolo.html" title="“N – A – N – O” – 59° capitolo">“N – A – N – O” – 59° capitolo</a></li><li><a href="http://www.projectmira.it/n-a-n-o/%e2%80%9cn-%e2%80%93-a-%e2%80%93-n-%e2%80%93-o%e2%80%9d-%e2%80%93-47%c2%b0-capitolo.html" title="“N – A – N – O” – 47° capitolo">“N – A – N – O” – 47° capitolo</a></li><li><a href="http://www.projectmira.it/n-a-n-o/%e2%80%9cn-%e2%80%93-a-%e2%80%93-n-%e2%80%93-o%e2%80%9d-%e2%80%93-68%c2%b0-capitolo.html" title="“N – A – N – O” – 68° capitolo">“N – A – N – O” – 68° capitolo</a></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>“Indaco” – cap. 1</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 13:18:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cartoon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cap.1]]></category>
		<category><![CDATA[Indaco]]></category>
		<category><![CDATA[Indaco capitoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.projectmira.it/?p=1671</guid>
		<description><![CDATA[“Indaco”
I.   A.   C.   U.

1°
Cap.
-Dieci anni dopo lo scontro tra i Ribelli e Governo di Rebirth. 
-Aereo Militare in volo sul Mar Tirreno
“Non sarà facile raggirare il Guardiano!”
La ragazza urlava il proprio disappunto ai presenti durante la vestizione. Il forte frastuono del grande velivolo  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><strong>“Indaco”</strong></h2>
<p style="text-align: center;"><strong>I.   A.   C.   U.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/08/indacoiacu12.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1725" title="indacoiacu1" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/08/indacoiacu12.jpg" alt="" width="400" height="345" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>1°</strong><br />
<strong>Cap.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>-Dieci anni dopo lo scontro tra i Ribelli e Governo di Rebirth. </strong><br />
<strong>-Aereo Militare in volo sul Mar Tirreno</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Non sarà facile raggirare il Guardiano!”</strong><br />
<strong>La ragazza urlava il proprio disappunto ai presenti durante la vestizione. Il forte frastuono del grande velivolo militare non permetteva di comunicare se non con l’utilizzo di cuffie piatte. </strong><br />
<strong>Seduto, di fronte la ragazza, il giovane Anco rispose con un dito medio puntato al proprio orecchio. Era spazientito e allo stesso tempo rassegnato. Luna era sempre molto impulsiva e impaziente di agire, a prescindere da qualsiasi fosse la missione o la situazione che le si presentava.</strong><br />
<strong>Sorrise indispettita all’amico mostrandogli il dito medio a pochi centimetri dal naso di lui.</strong><br />
<strong>“Divertente! Ok va bene scusate!”</strong><br />
<strong>Luna fece pressione sul lobo destro dell’orecchio. Un istante dopo il padiglione fu coperto da una patina nera che ne rivestì completamente anche il lobo prolungandosi poi in una sottile asticella che si fermò lungo il mento fin sotto la bocca.</strong><br />
<strong>“Mi ricevi?”</strong><br />
<strong>I tre presenti di fronte Luna abbozzarono un’espressione di fastidio. Astrid le fece cenno di non urlare. In fondo non ve ne era più bisogno. Le cuffie piatte ideate anni prima da Fausto e Marco facevano fin troppo bene il loro lavoro. Luna con un gesto delle braccia cercò di chiedere nuovamente scusa.</strong><br />
<strong>“Dicevo che non sono d’accordo con questo piano d’azione! Mira dai! Il Guardiano si chiamerà pur così per qualche motivo? Perché…fa…la guardia!” </strong><br />
<strong>Astrid rise immaginando il successivo battibecco che ne sarebbe scaturito tra lei e Anco. Non si smentirono. </strong><br />
<strong>“Non capisco perché tu abbia sempre da ridire. Su qualsiasi missione, tu…hai sempre da ridire.”</strong><br />
<strong>“Affatto! Sono realista. Quest’anno è il quarto tentativo. Alla fine non si riesce ad andare oltre il Guardiano. Tentare di –raggirarlo- con un piano del genere dico che è inutile. Completamente inutile!”</strong><br />
<strong>Luna guardò Mira in cerca di assenso. Anche Astrid e Anco attesero un cenno da parte del giovanissimo soldato.</strong><br />
<strong>“Dico che Luna ha ragione! Dico…facciamo come al solito e vediamo questa volta chi ha la meglio.”</strong><br />
<strong>“Giusto! Improvvisiamo. Le sue trappole non funzioneranno per sempre. Ragazzi le abbiamo studiate fino allo sfinimento no? Sappiamo che pur modificandone sempre posto e funzionalità, seguono fra loro uno schema ben preciso. Cazzo! Siamo o no i più forti del pianeta?”</strong><br />
<strong>“Luna per la miseria modera i termini!”</strong><br />
<strong>“Be Mira…senti da che pulpito…Insomma…al diavolo il piano di Emeka, facciamo…”</strong><br />
<strong>Una voce richiamò all’ordine il quartetto. Lo schermo alla loro sinistra mostrò l’immagine di un uomo seduto sulla propria scrivania. Il trentunenne portava gli abiti militari in modo disordinato. L’espressione seriosa dell’uomo preoccupò per qualche secondo sia Luna che Astrid. Mira e Anco non se ne curarono minimamente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Mira dovete attenervi al piano questa volta chiaro? Ogni missione costa al continente Africano centinaia di Milioni di Euro. E al momento sta perdendo cifre astronomiche senza avere nessun risultato. Luna…sarete anche i più forti al mondo al momento, ma di questo passo non credo durerà molto l’esclusiva.”</strong><br />
<strong>Mira aguzzò le orecchie alle ultime parole del Capitano Luca Draco.</strong><br />
<strong>“Hanno intenzione di procedere con il progetto Replika?”</strong><br />
<strong>“Mira sai bene che non mi è permesso parlare di certe cose! Tuttavia il mio consiglio è quello di attenervi al piano del Comandante Emeka.”</strong><br />
<strong>“Luca. Quello che chiamate piano d’azione è una grandissima stronzata! Li sotto vale l’istinto. Le decisioni vanno prese al momento…”</strong><br />
<strong>“Sono d’accordo con te Mira, ma…come la mettiamo con il fallimento delle prime tre missioni solo di quest’anno?”</strong><br />
<strong>“Mettiamola così. Ci siamo presi tempo per studiare il territorio acquisito. Ora siamo pronti ad agire.”</strong><br />
<strong>Luca sorrise abbassando la testa. Sapeva che si sarebbe arreso anche questa volta alle richieste del gruppo d’attacco. In fondo sul campo ci sarebbero stati loro. </strong><br />
<strong>Una comunicazione dall’aiuto pilota attirò l’attenzione dei ragazzi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Siamo in prossimità dell’obbiettivo. Tra meno di sessanta secondi sorvoleremo l’isola Rebirth.”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Luca si rivolse a tutti e quattro prima di chiudere le comunicazioni.</strong><br />
<strong>“Mira, Anco, Luna, Astrid…Ragazzi buon lavoro! Mi raccomando anche questa volta. In caso di pericolo…sapete bene quale linea d’azione prendere.”</strong><br />
<strong>Luna e Astrid con un cenno del capo diedero l’ok, Mira non rispose ne tantomeno Anco. Un altro comunicato dall’aiuto pilota smosse tutti e quattro i militari, poco più che sedicenni, pronti all’azione. Si posizionarono in piedi di fronte il portellone d’uscita. Con la pressione di un dito sul colletto della tutta fecero comparire un casco sottile e aderente alla testa. Da questo ne fuoriuscirono un paio di occhiali che ne coprivano occhi e naso. Sul portellone d’uscita un conto alla rovescia teneva concentrati i quattro ragazzi. Mancavano quindici secondi. Quando un ultimo comunicato dell’aiuto pilota diede nuove informazioni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Temperatura e umidità sempre uguali. Uno schifo! Strato di nubi nere da superare nettamente superiore rispetto all’ultima missione. Troverete due chilometrici di oscurità prima di avere visuale piena del territorio. Buon lavoro! Cinque, quattro, tre, due…FUORI! FUORI! FUORI!”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il portellone si aprì automaticamente. Si lanciò nel vuoto Mira per prima, seguita da Astrid, Anco e infine Luna. Il velivolo sparì immediatamente cambiando rotta. </strong><br />
<strong>Mentre i quattro precipitavano verso la meta aprirono le braccia e allargarono leggermente le gambe da cui comparvero ali collegate al tessuto sia sotto le braccia fino alle ascelle e giù lungo i fianchi della propria tuta, sia tra le gambe. Queste attenuarono la velocità di caduta durante l’attraversamento dello strato nero di nubi, oltre cui si nascondeva l’obbiettivo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Luca interruppe le comunicazioni e rimase per qualche secondo sovrappensiero.  Una voce attirò la sua attenzione. Davanti a se il monitor tridimensionale mostrò la figura di un uomo di colore piuttosto massiccio con una tuta militare costellata da una miriade di alette colorate. Luca tentò invano di rinfilarsi la giacca militare prima di porgere il saluto di convenienza. Ci rinunciò.</strong><br />
<strong>“Comandante Emeka! Ai suo ordini!”</strong><br />
<strong>“Lei è proprio allergico alla vita militare non è vero Capitano Draco?”</strong><br />
<strong>“Signore se solo mi desse il permesso di indossare abiti civili le sarei veramente grato.”</strong><br />
<strong>“Non se ne parla! Piuttosto, sono entrati in contatto con il territorio?”</strong><br />
<strong>“Non ancora Comandante. Si sono lanciati qualche secondo fa. A proposito Comandante Emeka…Riguardo il progetto Replika…Le chiedo altro tempo, almeno un&#8217;altra missione in caso questa non dovesse dare i risultati sperati. Come lei ben sa, il territorio ormai è stato conquistato nelle missioni precedenti. Ora non resta che oltrepassare il primo Guardiano. E’ l’ostacolo più grande. Ma abbiamo bisogno ancora di tempo.”</strong><br />
<strong>Emeka osservò e ascoltò attentamente le parole di Luca.</strong><br />
<strong>“Capitano Luca. Sa bene che anche se volessi non potrei intromettermi  nei piani dell’Organizzazione.”</strong><br />
<strong>“Lo so Comandante. Lo so.”</strong><br />
<strong>“Mi tenga aggiornato sull’operazione R.17”</strong><br />
<strong>“Agli ordini Comandante!”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/08/indacoiacu.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1665" title="indacoiacu" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/08/indacoiacu.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Precipitare nel vuoto attraversando quelle nubi nere era come correre ad occhi chiusi su una strada irta di pericoli.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Questa è la parte più noiosa!”</strong><br />
<strong>“Sta zitta Luna!”</strong><br />
<strong>“Astrid anche tu sei noiosa!”</strong><br />
<strong>“Non sono noiosa. Non è questo il momento di sparlare. Siamo entrati in azione!”</strong><br />
<strong>“D’accordo, d’accordo!”</strong><br />
<strong>Mentre precipitava, abilmente Luna mutò la propria traiettoria affiancandosi in caduta ad Anco e Mira.</strong><br />
<strong>“Facciamo a chi atterra per prima?”</strong><br />
<strong>Intervenne nuovamente Astrid a zittirla.</strong><br />
<strong>“Smettila Luna! Rischi di finire direttamente nelle braccia del Guardiano.”</strong><br />
<strong>“Dai Astrid non rompere, voglio soltanto…”</strong><br />
<strong>“D’accordo!”</strong><br />
<strong>Luna sentì nella propria cuffia l’ok di Mira. Aveva accettato la sua sfida.</strong><br />
<strong>“Kara non ti ci mettere anche tu!”</strong><br />
<strong>“Astrid non capisco perché continui a chiamarmi in quel modo?”</strong><br />
<strong>“Scusa Mira! Le abitudini sono dure a morire.”</strong><br />
<strong>Luna lanciò la sfida anche all’amico. Anco però non rispose. Luna tuttavia era abituata al suo atteggiamento scostante a cui non fece caso più di tanto.</strong><br />
<strong>“Ok! Allora il via quando le nubi si diraderanno e si vedrà il suolo. Cioè…ORA!”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Luna tirò rapida indietro le braccia facendo scomparire le ali applicate alla tuta tra le braccia e i fianchi. Iniziò a precipitare giù come un proiettile acquistando velocità in pochissimi secondi.</strong><br />
<strong>Mira fece lo stesso. In lontananza si riusciva ad intravedere la meta. Anco si aggiunse alla sfida. Chiuse le braccia sui fianchi e iniziò a precipitare come un missile impazzito. Astrid sembrò ormai rassegnata all’ennesima sfida fra loro tre. Non le rimase altro da fare che unirsi ad essa. Chiuse le braccia e iniziò a prendere velocità fino a raggiungere i compagni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Tra meno di dieci secondi inizierà l’attacco. In caso ci dovessimo dividere ci ritroveremo al punto di recupero come al solito.”</strong><br />
<strong>Mira ebbe l’ok da parte di tutti e tre. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pochi secondi dopo Mira ricevette un segnale di pressione della propria tuta alla destra della gola. Era il classico segnale di pericolo. I sensori di volo avevano individuato il primo colpo sparato verso di lei. Attese il momento giusto per spostarsi dalla traiettoria. Era ormai vicinissimo. Arrivava ad altissima velocità e la sedicenne Mira sapeva bene che il minimo errore le sarebbe costato caro. Un guizzo con la testa e le spalle le servì a cambiare la rotta di caduta. Quel colpo micidiale la sfiorò passando di fianco ad Anco. </strong><br />
<strong>Luna e Astrid videro la scena e si prepararono a ricevere lo stesso trattamento da li a poco.</strong><br />
<strong>Fu Anco ad intercettare e schivare il secondo colpo che quasi prese in pieno Astrid, più indietro rispetto ai suoi compagni. Luna si accorse dello scampato pericolo dell’amica.</strong><br />
<strong>“Astrid stai bene!”</strong><br />
<strong>“ATTENTA LUNA!”</strong><br />
<strong>Il colpo prese in pieno Luna che fu sbalzata in alto dalla potenza dell’impatto. Astrid urlò a squarciagola il nome dell’amica. Fu Mira a chiamarla all’ordine.</strong><br />
<strong>“Astrid! ASTRID! Concentrati arrivano altri colpi!”</strong><br />
<strong>Il corpo di Luna smise di risalire e ricominciò a precipitare al suolo. La botta ricevuta al ventre le aveva provocato dei dolori lancinanti e quasi era svenuta.  Aveva la gola stretta dalle mani potenti di quell’orrendo essere. </strong><br />
<strong>Conservavano ancora tutte le caratteristiche degli esseri umani se non fosse stato per il colore grigio della pelle e il volto scavato, quasi scheletrico. Il tutto dava l’impressione del metallo eppure erano fatti di pelle, seppure fredda al tatto quella era pelle umana.</strong><br />
<strong>Luna non riusciva a respirare. Oltre alla stretta alla gola doveva fare i conti con le gambe di quella cosa avvinghiate intorno al suo corpo a bloccarne completamente i movimenti. I due stavano precipitando al suolo. </strong><br />
<strong>Luna aveva di fronte quegli occhi rossi e l’espressione rabbiosa. Sapeva bene che non si sarebbe staccato fin quando non si fosse sfracellato insieme a lei al suolo o in alternativa uccisa in volo. Luna tuttavia veva il braccio destro libero. Non ci pensò due volte, conficcò le dita in quegli occhi rossi che si distrussero come piccole finestre di vetro. L’attacco della quindicenne servì solo ad aumentare la morsa alla propria gola. </strong><br />
<strong>Mira, Anco e Astrid si videro superare dal precipitare dell’amica con aggrappato il parassita.</strong><br />
<strong>All’interno delle cavità oculari le dita di Luna si allungarono all’inverosimile trapassando il cranio di quell’essere che sembrava avere non più di una ventina di anni. </strong><br />
<strong>Evidentemente il parassita risentì del colpo perché abbandonò per un decimo di secondo la gola della giovane Luna. La ragazza ne approfittò per allontanarne il busto da lei e iniziò a mitragliarlo di pugni fino a quando non si staccò del tutto. </strong><br />
<strong>Era vicinissima al suolo doveva riprendere il controllo della caduta e ci riuscì per un pelo. Dovette aprire subito le braccia per riattivare le ali ascellari attenuando così l’atterraggio al suolo. Appena toccata terra si inginocchiò per riprendere fiato. </strong><br />
<strong>Solo pochi secondi dopo e a pochi metri da Luna si sfracellò al suolo il parassita che la teneva bloccata. Intorno alla ragazza a distanza di poco l’uno dall’altro atterrarono Mira, Anco e Astrid. Quest’ultima corse verso Luna.</strong><br />
<strong>“Stai bene?”</strong><br />
<strong>Luna si rialzò da terra e sorrise all’amica.</strong><br />
<strong>“Certo che sto bene! E sono atterrata per prima. A ritorno mi dovete una bella cena e sarò io a scegliere il locale.”</strong><br />
<strong>Mira e Anco si guardarono in viso mentre le tute da volo si ritrassero lasciando scoperta solo quella da combattimento. Risalirono tutti dai piccoli crateri formati dopo il loro atterraggio. Mira si avvicinò ai resti di quel corpo fatto a pezzi dalla caduta. Con la punta del piede, tra sangue, organi sparsi dappertutto e pezzi della tuta metallica, la sedicenne combattente scostò una placca verdognola da cui poté vedere il volto di quell’essere.</strong><br />
<strong>Anco le si avvicinò con l’arma pronta all’uso e puntata davanti a se in caso di attacco improvviso. Continuò a fissare  gli alberi a circa cento metri di distanza.</strong><br />
<strong>“Qualcuno che conoscevi?”</strong><br />
<strong>“No.”</strong><br />
<strong>Mira distese le braccia. Dai polsini della tuta fuoriuscirono due maniglie di acciaio che impugnò. Alzò poi le mani al petto, chiuse gli occhi e accadde che il metallo delle maniglie le ricoprì completamente le mani e i polsi e si allungò in avanti fino a mezzo metro ognuno, divenendo entrambe due affilatissime lame ricurve.</strong><br />
<strong>A pochi metri da Mira, Astrid chiuse gli occhi e aprì i palmi delle mani dalla cui carne ne fuoriuscirono un uncino acuminato nella sinistra e un cono appuntito lungo pressappoco cinquanta centimetri sul palmo destro. </strong><br />
<strong>Luna si aggiustò i lunghi capelli biondo scuro dopodiché chiuse gli occhi e abbassò la testa. I capelli della giovane guerriera si riunirono in una serie di ciocche che presero ad indurirsi fino a divenire lunghi punteruoli che si piegarono su se stessi rimanendo in sospeso come i minacciosi serpenti di Medusa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’ambiente era assolutamente cupo. Non esistevano più il giorno e la notte su Rebirth. L’isola si era occultata in una coltre nera da anni ormai. Eppure la vegetazione sembrava non averne risentito. </strong><br />
<strong>La squadra era pronta. Si voltarono tutti e quattro verso le due Torri, la loro meta.</strong><br />
<strong>Astrid abbassò lo sguardo verso la strada che avrebbero dovuto percorrere.</strong><br />
<strong>“Mira…credo stiano migliorando. Il Guardiano è già qui!”</strong><br />
<strong>“Voglio perdere massimo dieci minuti per Guardiano è chiaro!”</strong><br />
<strong>Ci fu un coro di assenso.</strong><br />
<strong>“Ok! Si comincia…”</strong><br />
<strong>I quattro ragazzi corsero verso quella gigantesca figura diretta verso di loro. Dietro di essa le due Torri si illuminarono completamente, una serie di fari posti in più punti dell’isola si accesero e iniziarono a scrutare come spie tutto il territorio. Rebirth era in stato d’allerta.</strong></p>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 13:09:41 +0000</pubDate>
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I.   A.   C.   U.


Cap. 0
Sul finire degli anni ’70 la sensitiva, scrittrice e terapeuta Nancy Ann Tappe notò la graduale scomparsa di alcuni colori vitali, ovvero: l’aura di luce che circonda tutti noi e che ne caratterizza l’essere. Questo misterioso fenomeno si concluse con la comparsa  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><strong>&#8220;Indaco&#8221;</strong></h2>
<p style="text-align: center;"><strong>I.   A.   C.   U.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/08/indacoiacu1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1666" title="indacoiacu" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/08/indacoiacu1.jpg" alt="" width="400" height="345" /></a><br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Cap. 0</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sul finire degli anni ’70 la sensitiva, scrittrice e terapeuta <a href="http://www.nancyanntappe.com/">Nancy Ann Tappe</a> notò la graduale scomparsa di alcuni colori vitali, ovvero: l’aura di luce che circonda tutti noi e che ne caratterizza l’essere. Questo misterioso fenomeno si concluse con la comparsa di un nuovo colore…l’INDACO. </strong><br />
<strong>La nuova tonalità tuttavia fu legata soprattutto ad alcuni esseri umani. Bambini con problematiche comportamentali. Esseri umani ritenuti “anomali” per la società. Nancy Ann Tappe decise di studiarne più approfonditamente determinati atteggiamenti, scoprendone ben presto alcune caratteristiche interessanti. </strong><br />
<strong>Soprannominò tali esseri umani in giovane età: “Indigo Children” ovvero “Bambini Indaco”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel corso degli anni molti altri professori e ricercatori si unirono alla ricerca di Nancy Ann Tappe studiando il comportamento degli Indaco nel mondo. Riuscirono a classificare questa nuova generazione in quattro categorie ben definite: Interdimensionale, Artista, Concettuale,Umanista.</strong><br />
<strong>Si ipotizzò inoltre che i Bambini Indaco nel corso degli anni, e una volta presa coscienza di se, avrebbero preso definitivamente il posto dell’attuale essere umano. </strong><br />
<strong>Le qualità, la sensibilità, la fermezza, la forza di tale nuova generazione ritenuta regale e suprema, secondo più di una teoria, avrebbe salvato il mondo intero da inquinamento e distruzione, causata dalla prima versione dell’essere umano.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tale teoria fu trascinata a fatica per anni, e per anni ostacolata dalle autorità di gran parte del mondo. Sul finire del 2020 fu negata definitivamente l’apertura di scuole dedicate prettamente ai Bambini Indaco. Fu ritenuto inutile, razzista e discriminante riunire in gruppi questa nuova e potente, seppur ipotetica, generazione di esseri umani.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’Italia fu tra le poche a sostenere la teoria legata ai Bambini Indaco. Seppure tale gesto fu legato a fattori puramente politici, la preoccupazione dello Stato Italiano fu anche quella di impedire il  trasferimento all’estero dei pochi ricercatori e scienziati eccellenti rimasti nella penisola Europea. </strong><br />
<strong>L’Italia portò così avanti ricerca e studio sulle capacità dei Bambini Indaco.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Uno scienziato italiano su tutti credeva fermamente nelle caratteristiche e nel potere degli Indaco. Lui stesso ne era la prova vivente. </strong><br />
<strong>Nemico dello scienziato era il tempo. Ci sarebbero di fatto voluti ancora anni ed anni prima che questa nuova generazione prendesse veramente il sopravvento in difesa del Pianeta Azzurro, la Terra. Decise dunque di velocizzare sviluppo e consapevolezze di questa grande caratteristica dell’essere Indaco. </strong><br />
<strong>Lucio Manfredi dunque studiò a lungo la nanotecnologia applicabile all’essere umano, una tecnica che avrebbe aiutato, migliorato e rinforzato di gran lunga,  questa nuova etnia. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo scienziato e ricercatore Manfredi, primogenito di una ricca famiglia italiana, decise di effettuare ricerche proprie, senza condividerne i risultati con la comunità scientifica europea. Girò il mondo in cerca di Indaco che racchiudessero in se tutte le caratteristiche principali ovvero: L’Interdimensionale, l’Artista, il Concettuale e l’Umanista. Tali Indaco li soprannominò Indaco I.A.C.U. .</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Finalmente dopo anni di ricerche Manfredi insieme al nuovo gruppo di lavoro formato da tali I.A.C.U.: Mercurio Lucai, Silvia Florakis, Farnese Draco; diedero vita ad un progetto grandioso. La creazione di un’isola artificiale chiamata Rebirth la quale avrebbe ospitato solo ed esclusivamente Indaco da tutto il mondo. Questo accadde all’insaputa stessa dei prescelti ad abitarne il territorio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I piani originali di Manfredi tuttavia prevedevano qualcosa che andava ben oltre la semplice salvaguardia di tale etnia. Negli anni a venire Manfredi avrebbe riunito gli Indaco in Torri gigantesche sparse in tutto il mondo. Una volta riunita gran parte di questa etnia in immense costruzioni, avrebbe eliminato il resto dell’umanità con il solo scopo di proteggere la Terra dalla distruzione e dall’inquinamento causato da quell’essere umano ritenuto “inferiore”. La nanotecnologia sarebbe giunta in suo soccorso anche in questo caso.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Successivamente al tradimento da parte di Farnese e la morte di uno dei più preziosi collaboratori e amici, Mercurio; Manfredi decise di proseguire ugualmente per la sua strada costringendo l’ormai riluttante ultimo elemento del gruppo, la greca Silvia Florakis, a lavorare per lui. </strong><br />
<strong>Le forze ribelli su Rebirth, con a capo lo stesso Farnese, per anni cercarono di ostacolare i piani del Presidente Lucio Manfredi. </strong><br />
<strong>La Cacciatrice di Taglie Mira ingaggiata dallo stesso Manfredi ebbe il compito di contrastare i Ribelli, e non a caso la donna fu assoldata dal Presidente. Mira infatti oltre ad essere la figlia del suo grande amico e collaboratore Mercurio, nascondeva in se un grande mistero legato ad una nuova generazione di nanomacchine sconosciute persino allo stesso Manfredi. A sua volta la nanotecnologia contenuta in Mira era legata alla così detta Melodia scoperta da Mercurio e contenuta nel ciondolo che la donna portava al collo. </strong><br />
<strong>L’ossessione di Manfredi nel riprodurre fedelmente la tecnologia contenuta nel sangue di Mira era pari solo alla ricerca sulla riattivazione di tale Melodia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La scomparsa improvvisa di Manfredi lasciò tutto il mondo disorientato. Il potere da quel momento finì nelle mani del suo vice Presidente Andrei Damian che ne portò avanti il folle piano. </strong><br />
<strong>A differenza di Manfredi, Andrei Damian bramava semplicemente il potere…ebbe molto di più…e ciò rafforzò in se la frenesia di dominio.</strong></p>
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		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 10:54:33 +0000</pubDate>
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t   e   c   h   n   o   l   o   g   y

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69°
Cap.
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<p style="text-align: center;">t   e   c   h   n   o   l   o   g   y</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Jss6ZClHjdY">http://www.youtube.com/watch?v=Jss6ZClHjdY</a></p>
</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/12/copertina40fine-copia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1024" title="copertina40fine copia" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/12/copertina40fine-copia.jpg" alt="" width="525" height="750" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>69°</strong><br />
<strong>Cap.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Hai paura Mira?Non c’è nulla di male ad avere paura sai? Ti ricordi quando eri in quella stanza? Quando la luce del sole colpiva la finestra? Non aspettavi altro che vedere le ombre danzare dietro quel vetro giallo. Ricordi le figure strane create da quelle ombre? Quante storie hai creato su quegli strani mostri. Non sentivi alcun dolore quando la nonna Silvia ti infilava tutti quegli aghi nelle braccia. Continuavi a creare storie su quelle ombre, e le storie le raccontavi poi alla mamma. Lei era così brava a creare sempre un seguito ad ogni nuovo racconto. Anche se sempre sorridente la mamma era così triste. Lo sentivi vero? Lo percepivi, ma non sapevi come aiutarla. Qualche volta hai pensato di essere tu la causa della sua tristezza.</em><br />
<em> Mira…hai smesso di aver paura da quel giorno. Trentasette anni fa hai abbandonato quel sentimento per non fare ancora del male.</em><br />
<em> Mira, non c’è nulla di sbagliato nell’avere paura. Sarà la paura a salvarti la vita. Tu devi vivere…Mira! Mira!”</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/12/copertina402.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1020" title="copertina40" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/12/copertina402.jpg" alt="" width="151" height="445" /></a><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“KARAAA!” </strong><br />
<strong>La Cacciatrice di Taglie lanciò un urlo potente mentre precipitava nel vuoto con Andrei Damian avvinghiato al suo corpo.</strong><br />
<strong>“Cosa c’è Mira hai paura! Stiamo per sfracellarci al suolo, ma sai una cosa? Sarai tu a morire non io!”</strong><br />
<strong>Mira si era come ripresa da uno stato catatonico. Stava precipitando senza far nulla. Dentro di se avrebbe voluto farla finita per sempre, ma quella voce. Si, era Kara pensò, l’aveva riconosciuta, aveva finalmente capito ciò che doveva fare. Non era ancora giunto il suo momento. Avrebbe lottato fino alla fine…ora sapeva cosa fare. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Damian la stringeva forte mentre i due precipitavano come proiettili al suolo. Erano ormai giunti a due chilometri dal suolo.</strong><br />
<strong>Damian senti una forza opporsi alla sua presa. Cercò di comprenderne la provenienza. Quelle strane ali stavano per ricomparire alle spalle di Mira. Il materiale di cui erano composte si fece spazio inesorabilmente allentando la presa di Damian.</strong><br />
<strong>“Non è con questo giochetto che ti salverai la vita Mira. Tu morirai oggi!”</strong><br />
<strong>Le ali si spalancarono del tutto attenuando la caduta di entrambi. Tuttavia continuavano a cadere. Damian rimase appeso alle cosce della Cacciatrice. Erano ormai a ottocento metri dallo schianto finale. Mira ebbe finalmente le braccia libere. </strong><br />
<strong>Entrambe le canne corte dell’arma a disco fuoriuscirono e contemporaneamente spararono l’una un micidiale proiettile direttamente in fronte a Damian. Dall’altra canna un’onda d’urto staccò finalmente l’avversario dalla presa e rallentò la caduta di Mira a trecento metri dal suolo. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mira cadde accanto al corpo di Damian che versava già copiose quantità di sangue dal cranio. Le ali rientrarono nuovamente al proprio posto. La donna si poggiò a terra su un ginocchio. Il cuore le batteva forte. Era la paura. Era tornata la paura nella sua vita ed era riuscita a controllarne gli effetti senza l’aiuto del ciondolo che questa volta non vibrava. Non era in allerta. </strong><br />
<strong>Durante la caduta aveva lottato ad ogni costo per non morire. Aveva uno scopo. Prima di sacrificare la propria vita per proteggere il mondo intero da se stessa, avrebbe dovuto fare un’ultima cosa. Non sapeva bene cosa, ma era convinta che l’istinto l’avrebbe aiutata. </strong><br />
<strong>Mira pensò a Tamla e alla promessa fatta ai Ribelli. Sapeva di essere un arma mortale per chiunque avesse dentro di se le nanomacchine. Sapeva di dover fermare tutto il progetto e che non sarebbe bastato il proprio sacrificio. </strong><br />
<strong>Avrebbero dovuto eliminare i nuovi guerrieri creati da Manfredi. Se questi possedevano lo stesso suo potere, pensò la donna, erano pericolosi quanto e più di lei soprattutto senza la protezione di un sigillo. </strong><br />
<strong>Seppure nel suo caso, trentasette anni fa, non servì a molto. Se non a limitare i danni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“A cosa stai pensando Mira?”</strong><br />
<strong>Il braccio di Damian era stretto alla gola della donna che si ritrovò completamente in ginocchio.</strong><br />
<strong>“Eri sovrappensiero? E’ stato divertente il volo che ne dici?”</strong><br />
<strong>“Da-Damian co-me…”</strong><br />
<strong>“Non ti sforzare ti illumino io. Come ho fatto? Semplice.”</strong><br />
<strong>Damian portò alla vista di Mira il proiettile che gli aveva conficcato in fronte. Fece scivolare il proiettile lentamente lungo tutto il viso prima di gettarlo a terra. Poi infilò la mano nella scollatura della donna sfilandone il ciondolo. Mira avrebbe potuto lottare, difendersi usando le braccia, ma non fece nulla. Sapeva che l’uomo le avrebbe dato le informazioni che cercava.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Sono come te! Anzi mi correggo. Sono più potente di te Mira. Sai le informazioni contenute nel sangue di Kara sono strabilianti, e le ho tutte dentro di me. Adesso ho capito perché non è avvenuta una strage su Rebirth trentasette anni fa.”</strong><br />
<strong>Damian ammirava il ciondolo fra le sue mani.</strong><br />
<strong>“E’ tutto così pazzesco! Perché privarsi di un potere così immenso?”</strong><br />
<strong>Damian allentò la presa alla gola di Mira che rimase in ginocchio. Le passò davanti.</strong><br />
<strong>“La Melodia Mira, la Melodia che tanto bramava Manfredi è soltanto un limite, un danno per questo grande potere. Perché credi che stia cercando anch’io la statua di Morgellons? Non certo per ricavarne la Melodia…ma per distruggerla. Il tuo ciondolo Mira è un limite! Ecco perché sono più forte di te. Ti starai chiedendo perché ti sto dicendo tutto questo?”</strong><br />
<strong>Damian si portò le mani imbrattate di sangue alla giacca per ripulirle.</strong><br />
<strong>“Perché vorrei che fossi al mio fianco.”</strong><br />
<strong>Mira alzò lo sguardo verso l’uomo.</strong><br />
<strong>“Volevi uccidermi o è stata una mia impressione?”</strong><br />
<strong>“Mira sei stata tu che mi hai attaccato, mi stavo solo difendendo. Ora però ascoltami. Alleati con me. Ti mostrerò il vero potere delle nanomacchine che tuo padre ti ha donato. Ti insegnerò a controllare il potere che trentasette anni fa ha provocato quella strage. Saremo noi a portare avanti il progetto di Manfredi. Quel ciondolo non ti serve credimi.”</strong><br />
<strong>Mira guardò l’uomo mentre si rialzava da terra. Si toccò il ciondolo che portava al collo. Lei sentiva che quell’oggetto era per lei come un sigillo, un campanello d’allarme. </strong><br />
<strong>“Damian…tu credi che a me interessi sul serio il tuo piano?” </strong><br />
<strong>“No certo che no! Non insisterò. Sarò a tua disposizione qualora tu decidessi…”</strong><br />
<strong>“Cosa? Vorresti insegnarmi sul serio a controllare il mio potere? Credo che neanche tu sappia come controllarlo o addirittura non ne hai affatto il potere Melodia o non Melodia. Giusto? Vuoi solo studiare e capire come è avvenuta quella strage trentasette anni fa. Sappi che quel segreto è morto con mio padre!”</strong><br />
<strong>Damian non poté replicare. Effettivamente un poter così ampio come quello scatenato da Mira tanti anni fa non sembrava concepibile con i suoi nuovi poteri, pur portando dentro di se il sangue di Kara, il clone di Mira.</strong><br />
<strong>Dalla Torre uscirono di corsa Nina e Roma che corsero verso i due ancora uno di fronte all’altro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Vedi Mira è questione solo di tempo. Manca un tassello. Forse devo solo attendere che le tue nanomacchine mi diano le informazioni necessarie…se così non fosse…ti verrò a cercare e ti farò a pezzi per studiarne le caratteristiche.”</strong><br />
<strong>Damian sorrise con aria flemmatica. A distanza Nina puntò l’arma a disco contro l’uomo. Ma non sparò nessun colpo. Attese di avvicinarsi a Mira.</strong><br />
<strong>Roma rimase alle spalle di Damian per non lasciarlo fuggire.</strong><br />
<strong>“Mira come cazzo siete sopravvissuti alla caduta?”</strong><br />
<strong>“Nina ne riparliamo tra un po’!”</strong><br />
<strong>“Che ne facciamo di questo tipo?”</strong><br />
<strong>Dalla Torre 2 e dalla Torre 3 arrivarono in massa Guardie e Polizia. Damian con un’espressione tranquilla si rivolse di nuovo a Mira.</strong><br />
<strong>“Be per il momento è finita qui. Magari sarete più fortunati la prossima volta che ci incontriamo.”</strong><br />
<strong>“Non contarci…”</strong><br />
<strong>Mira sparò a bruciapelo un nuovo colpo in testa a Damian che crollò a terra. A quella visione iniziò una pioggia di colpi sparati dalle forze armate contro i tre traditori del Governo.</strong><br />
<strong>Mira, Roma e Nina corsero via verso il parco abbandonato al confine con le Torri.</strong><br />
<strong>“Per il momento abbandoniamo.”</strong><br />
<strong>“Ma l’hai ucciso Mira.”</strong><br />
<strong>“Non ci contare Nina. Non sarà così semplice far fuori quell’uomo. Dov’è Farnese?”</strong><br />
<strong>Roma rispose alla domanda della Cacciatrice dai capelli rossi.</strong><br />
<strong>“Ha detto che aveva altro da fare all’interno della Torre.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le Guardie si precipitarono verso il Presidente Damian per verificarne le condizioni, mentre la Polizia Governativa corse dietro i fuggiaschi.</strong><br />
<strong>“Presidente! Presidente come sta?”</strong><br />
<strong>Andrei Damian nascose il secondo proiettile fuoriuscito anch’esso dal suo cranio.</strong><br />
<strong>“Bene, bene non preoccupatevi. Non mi ha colpito.”</strong><br />
<strong>“Ma Presidente il sangue…”</strong><br />
<strong>“Non è il mio. Ora voglio che mi portiate Mira viva o morta. Per il resto…Uccideteli tutti!”</strong><br />
<strong>“Si Signore!”</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Nina e Roma<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/05/roma-.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1573" title="roma" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/05/roma-.jpg" alt="" width="541" height="650" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Torre 2, 7° Piano, 5° Strato, Sala Congressi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Comandante Vincent Winter camminava lentamente tra i corpi svenuti di Guardie e Polizia, abbattuti dai cacciatori di Taglie. In lontananza intravide una grande macchia di sangue sul pavimento e una decina di metri più in fondo il corpo di suo figlio Dossena, meglio conosciuto come Tamla. Poco più in la era comparso Chaco che si teneva la testa dolorante forse per il colpo ricevuto da Giulia prima che abbandonassero la sala. </strong><br />
<strong>“Comandante…io…io ho fatto solo il mio lavoro…”</strong><br />
<strong>Vincent si avvicinò lentamente al ragazzo.</strong><br />
<strong>“Lei ci ha messo in condizioni di scegliere da che parte stare. Il mio posto è qui nelle Torri e lei non doveva metterci in queste condizioni…scegliere di tradire il Governo di Rebirth per il nemico giurato.”</strong><br />
<strong>Vincent era giunto a pochi metri da Chaco.</strong><br />
<strong>“Ragazzo…sparisci dalla mia vista. Vattene! Vattene!”</strong><br />
<strong>“Comandante…lo sa che dovrò denunciarla?”</strong><br />
<strong>Vincent mise una mano sulla spalla del ragazzo. L’espressione granitica dell’uomo preoccupò per un istante Chaco che immaginò un attacco da un momento all’altro.</strong><br />
<strong>“Hai fatto quello che hai ritenuto più giusto…per te! Adesso vattene da qui fai quello che devi.”</strong><br />
<strong>Mentre Chaco abbandonava la sala altri uomini e donne si riprendevano dall’onda d’urto lanciata dai cacciatori durante la fuga. Tra questi riprese i sensi anche Ian Bashir che si ritrovò addosso una delle Guardie colpite al volto dalle lame di Yamiko.</strong><br />
<strong>Ian riprese le forze e si scrollò di dosso il peso. La scena che si presentò davanti gli sembrò una delle più curiose mai viste nella sua vita. Il Comandante Vincent era in ginocchio accanto al corpo di Tamla. Ian giurò che stesse piangendo. Improbabile pensò. Forse era ancora alle prese con lo stordimento dell’onda d’urto. Barcollando lasciò lentamente la sala.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Ian Bashir</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/03/Ian-e-Erika.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1358" title="Ian Bashir" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/03/Ian-e-Erika.jpg" alt="" width="217" height="311" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sacca di Contenimento, rifugio dei Ribelli</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nuovamente in raccolta all’interno dell’immenso spazio, erano tutti scioccati dal racconto di Silvia sull’invasione nella Sacca di due dei nuovi guerrieri, così come l’avevano ormai soprannominati. Sara e leone ascoltarono inquietati anche il racconto di Evi e Mya.</strong><br />
<strong>Si decise di agire al più presto. </strong><br />
<strong>Sara preparò una squadra composta da Leone, Mya, Evi, Silvia, Dakhar, Anzori e Agnes. La giovane Agar avrebbe fatto compagnia a Kara e Astrid e avuto cura del neonato Anco in loro assenza.</strong><br />
<strong>Il gruppo si sarebbe diretto rapidamente nella Zona 5 presso il pub di Kaory nella speranza di trovare la donna che aveva rapito la piccola Luna.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Sara</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/05/sara-con.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1512" title="sara con" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/05/sara-con.jpg" alt="" width="438" height="750" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Zona 5, Pub Green Fairy</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Kaori respirava ormai a stento. L’ultimo pugno nello stomaco, gli schiaffi e il volo contro il bancone l’avevano stordita quasi del tutto. Il sangue che era costretta ad ingoiare dalle ferite riportate sembrava soffocarla. Il fatto che Nadia la prendesse dopo pochi secondi dall’ultimo pugno o schianto sul pavimento, per ripetere l’operazione, era quasi un sollievo. Solo allora si liberavano le vie respiratorie. Sapeva che era ormai vicina la sua fine. Non avrebbe mai rivelato alla donna dove fosse nascosto Anco. Sperava solo che terminasse quanto prima quella tortura. </strong><br />
<strong>Le gocce di sangue e le lacrime le appannavano la vista, riusciva però ad intravedere Pellegrino che indifferente osservava fuori la finestra con in braccio la bambina di Evi.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Nadia</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/06/Nadia-Pellegrino-Shiro.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1614" title="Nadia" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/06/Nadia-Pellegrino-Shiro.jpg" alt="" width="504" height="207" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Allora Kaory…come si dice in questi casi? Posso mettere fine a tutto questo se vuoi. Non voglio ucciderti…ci tengo che tu rimanga viva. In fondo siamo amiche da anni ormai. Oppure no? Sai Kaory le vere amiche non fanno cose del genere. Insomma, hai portato via mio figlio.”</strong><br />
<strong>Con le poche forze che aveva Kaory rivolse lo sguardo a Pellegrino.</strong><br />
<strong>“Quella? Be quella è una storia diversa. Sai era presente la mamma quando lo portata via. Tu invece…mi hai tradito!”</strong><br />
<strong>Nadia tirò su Kaory per un braccio. Tosse, sangue e lamenti sembravano infastidire la donna.</strong><br />
<strong>“Allora…mi dici dove hai nascosto mio figlio o vuoi che inizi a spezzarti qualche osso?”</strong><br />
<strong>Pellegrino continuava a fissare la strada mentre alle sue spalle Kaory fu schiantata nuovamente al suolo da un pugno in pieno ventre. </strong><br />
<strong>Pellegrino si voltò per un istante verso Nadia.</strong><br />
<strong>“Abbiamo visite!”</strong><br />
<strong>L’uomo vide Nadia spezzare il braccio sinistro di Kaory. L’urlo straziante divertì la donna.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Nadia</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/10/nadia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-738" title="nadia" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/10/nadia.jpg" alt="" width="338" height="700" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=0piGAeN03eQ">http://www.youtube.com/watch?v=0piGAeN03eQ</a></p></p>
Visto da: 893<h2  class="related_post_title">Articoli correlati</h2><ul class="related_post"><li><a href="http://www.projectmira.it/n-a-n-o/%e2%80%9cn-%e2%80%93-a-%e2%80%93-n-%e2%80%93-o%e2%80%9d-%e2%80%93-68%c2%b0-capitolo.html" title="“N – A – N – O” – 68° capitolo">“N – A – N – O” – 68° capitolo</a></li><li><a href="http://www.projectmira.it/n-a-n-o/%e2%80%9cn-%e2%80%93-a-%e2%80%93-n-%e2%80%93-o%e2%80%9d-%e2%80%93-66%c2%b0-capitolo.html" title="“N – A – N – O” – 66° capitolo">“N – A – N – O” – 66° capitolo</a></li><li><a href="http://www.projectmira.it/n-a-n-o/%e2%80%9cn-%e2%80%93-a-%e2%80%93-n-%e2%80%93-o%e2%80%9d-%e2%80%93-64%c2%b0-capitolo.html" title="“N – A – N – O” – 64° capitolo">“N – A – N – O” – 64° capitolo</a></li><li><a href="http://www.projectmira.it/n-a-n-o/%e2%80%9cn-%e2%80%93-a-%e2%80%93-n-%e2%80%93-o%e2%80%9d-%e2%80%93-62%c2%b0-capitolo.html" title="“N – A – N – O” – 62° capitolo">“N – A – N – O” – 62° capitolo</a></li><li><a href="http://www.projectmira.it/n-a-n-o/%e2%80%9cn-%e2%80%93-a-%e2%80%93-n-%e2%80%93-o%e2%80%9d-%e2%80%93-51%c2%b0-capitolo.html" title="“N – A – N – O” – 51° capitolo">“N – A – N – O” – 51° capitolo</a></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>“N – A – N – O” – 68° capitolo</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 09:19:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cartoon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cap.68]]></category>
		<category><![CDATA[N-A-N-O]]></category>
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t   e   c   h   n   o   l   o   g   y

http://www.youtube.com/watch?v=Jss6ZClHjdY


68°
Cap.
Parco abbandonato tra la Zona 3 e la Zona 4 di Rebirth
“Non avete bisogno di mettere tutte queste bombe. Basteranno i miei pugni!”
Sienna alzò gli occhi al cielo.
“Paul perché non rinnovi il  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><strong>“N — A — N — O”</strong></h1>
<p style="text-align: center;">t   e   c   h   n   o   l   o   g   y</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Jss6ZClHjdY">http://www.youtube.com/watch?v=Jss6ZClHjdY</a></p>
</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/12/copertina40fine-copia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1024" title="copertina40fine copia" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/12/copertina40fine-copia.jpg" alt="" width="525" height="750" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>68°</strong><br />
<strong>Cap.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Parco abbandonato tra la Zona 3 e la Zona 4 di Rebirth</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Non avete bisogno di mettere tutte queste bombe. Basteranno i miei pugni!”</strong><br />
<strong>Sienna alzò gli occhi al cielo.</strong><br />
<strong>“Paul perché non rinnovi il tuo repertorio?”</strong><br />
<strong>“Sorellina guardali come si impegnano questi ribelli con quelle strane bombe. Ci pensi che tutta questa preparazione l’avrebbero fatta contro di noi? Un po’ poco. Sono quasi offeso.”</strong><br />
<strong>“Paul queste bombe a quanto pare sono geniali. Almeno a detta di quel tipo…Spam. Non esplodono al momento. Una volta pestate si sbriciolano in migliaia di pezzi e si attaccano alle divise…”</strong><br />
<strong>“E poi boom! Vero sorella?”</strong><br />
<strong>Spam si intromise tra i due fratelli mostrando loro un comando a distanza.</strong><br />
<strong>“No…non faranno boom fino a quando non lo deciderò io.”</strong><br />
<strong>Sienna ritornò a fare la guardia guardandosi intorno mentre Paul propose a Spam uno dei suoi sorrisi perfidi lasciando il ragazzo interdetto.</strong><br />
<strong>“Tornerò a piazzare in giro i miei giocattoli…buona guardia.”</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Paul</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/07/sienna-e-paul.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-596" title="sienna e paul" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/07/sienna-e-paul.jpg" alt="" width="495" height="700" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Thore, Giulia e Galliano discutevano insieme a Luca sugli ultimi sviluppi da entrambe le parti. Galliano spiegò al ragazzo come era avvenuta la morte di Tamla. Giulia sentiva, ma sembrava non ascoltare. Si guardava in giro in cerca di qualcuno o qualcosa. Thore si accorse dell’impazienza di Giulia e la prese da parte.</strong><br />
<strong>“Ehi Giulia! So che sei impaziente di rivedere tua sorella Silvia. Accadrà non preoccuparti. E poi hai sentito ciò che ha detto Luca? Sta bene…se pensiamo a quello che le è successo.”</strong><br />
<strong>Giulia non conosceva bene Luca quanto sua sorella Silvia. La Cacciatrice di Taglie ne aveva sempre sentito parlare dalle mail della sorella prima che Silvia stessa si trasferisse definitivamente su Rebirth.</strong><br />
<strong>“Lo so Thore, lo so. E solo che stare qui mi fa impazzire. La nostra vita è sconvolta per sempre e tutto intorno sembra crollare…e noi siamo fermi qui a fare la guardia mentre mettono queste cazzo di bombe.”</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Thore<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/04/thore.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1406" title="thore" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/04/thore.jpg" alt="" width="450" height="283" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il gruppo tacque improvvisamente. Si era avvicinato Cayco che comprese solo allora di essere poco gradito anche da quelli della squadra di Cacciatori. Comparvero anche Al e Yamiko alle spalle di Cayco, di ritorno da una breve perlustrazione.</strong><br />
<strong>“Se avete qualcosa da dire vi consiglio di farlo subito!”</strong><br />
<strong>Il viso tumefatto di Cayco dopo la lotta con Luca aveva ancora qualche spazio libero che Galliano avrebbe coperto con molto piacere.</strong><br />
<strong>“Amico…sei un traditore di merda…tuttavia…lo siamo anche noi da oggi. Quindi poche chiacchiere, meno stronzate e cerchiamo di sopportarci almeno per oggi.”</strong><br />
<strong>Galliano fu chiaro e diretto. Il suo messaggio era riferito a tutti i presenti. Luca si allontanò. Thore e Galliano invece erano particolarmente curiosi di sapere alcune cose di Cayco. </strong><br />
<strong>Thore soprattutto, non riusciva ad immaginare in che modo si fosse procurato quelle migliaia di ferite lungo tutto il corpo. Quando Cayco raccontò loro che si era sottoposto ad un’escissione rimasero quantomeno sconvolti. </strong><br />
<strong>Thore in particolare ne fu quasi ossessionato. Iniziò a porgli una serie di domande sul procedimento e i tempi di guarigione che comportava un’escissione.</strong><br />
<strong>Luca accanto a Spam e Siege riuscì ad ascoltare parte del racconto. Senti Galliano intervenire nel discorso tra Thore e Cayco.</strong><br />
<strong>“Dunque ti sei fatto menare da quel tipo senza la protezione della Nano5-#2? Deve fare un male cane!”</strong><br />
<strong>Thore continuò a fissare Cayco mentre nella sua testa qualcosa stava cambiando.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Galliano</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/04/galliano.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-422" title="galliano" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/04/galliano.jpg" alt="" width="495" height="700" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Torre 1, Piano occulto, ex prigione di Farnese</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mira si ritrovò nel vuoto dopo che l’ultimo vetro andò in frantumi. Iniziò a cadere lungo la parete della Torre. Un volo di oltre sei chilometri che non avrebbe risparmiato neanche l’essere più potente, neanche colei che era dotata di una tecnologia così notevole come il dono o maledizione che le aveva lasciato suo padre Mercurio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’occhio di Mira fulmineo riuscì ad osservare una presenza nella Stanza Presidenziale. Era quello il momento di agire. Il corpo di Mira continuava a precipitare. </strong><br />
<strong>Era giunta in un batter d’occhio già agli Strati del Sesto Piano. Allargò le braccia e chiuse gli occhi. Dai tubicini del disco, applicato dietro le spalle, iniziò a ribollire rapidamente la sostanza trasparente le due piccolissime sfere. Queste sembrarono raggiungere il limite consentito da quel tipo di operazione. Le due piccole sfere blu si distrussero colorando il liquido trasparente di un grigio violaceo. </strong><br />
<strong>Dalle spalle della Cacciatrice si aprirono un paio di ali composte da più di una ramificazione metallica. Eppure non sembrava essere pesante il materiale di cui era composto. </strong><br />
<strong>Mira riprese immediatamente quota, nella sua testa l’immagine di quella piccola aquila le suggeriva i movimenti giusti per riprendere quota con l’aiuto dei potenti venti tagliati dalle tre Torri.</strong><br />
<strong>Farnese, Nina e Roma videro risalire Mira ad una distanza di almeno due trecento metri dalla Torre 1. </strong><br />
<strong>“Nina. Avevo studiato di questa arma. Ricordami perché è stata accantonata dal nostro Comandante?”</strong><br />
<strong>“Era un prototipo. A quanto pare le nanomacchine non erano ancora abbastanza potenti da sorreggere un uomo in volo. Roma. Ho visto i progetti delle ali di quel prototipo e ti assicuro che non sono quelle…”</strong><br />
<strong>“E’ chiaro! E’ opera di Mira.”</strong><br />
<strong>Si voltarono entrambi verso Farnese. La sua teoria o meglio, affermazione non poté lasciare Roma e Nina indifferenti.</strong><br />
<strong>Dopo un paio di giri in volo videro Mira tornare verso la Torre con le armi puntate verso di essa. Giunta a poco meno di cento metri sparò un’onda d’urto contro il vetro. La Cacciatrice sparì dalla vista dei tre.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Mira</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/07/prototipo-arma-disco-05.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1652" title="prototipo arma disco 05" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/07/prototipo-arma-disco-05.jpg" alt="" width="440" height="650" /></a></strong><strong><a href="http://www.cartoonmag.it/news/intervista-al-giovane-talento-claudio-avella.html"></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mira era a pochi metri dal finestrone dove vedeva chiaramente Andrei Damian che fissava il suo arrivo immobile al centro della stanza.</strong><br />
<strong>Mira sparo con la sua pistola una serie di proiettili. Decise negli ultimi venti metri di portare avanti le gambe per sfondare il vetro ormai incrinato. Il fragore che provocò la distruzione del vetro annunciò l’entrata di Mira che precipitò dritta contro la scrivania mandando in pezzi gran parte dei computer. </strong><br />
<strong>Migliaia di schegge di vetro si infilarono nel viso di Andrei Damian che non si mosse di un centimetro dal centro dell’ampia stanza. Osservò la Cacciatrice di taglie che si rialzava dal pavimento mentre le ali ritornavano al proprio posto.</strong><br />
<strong>“Fantastiche! Tu sei fantastica Mira! Non fraintendermi, ti preferirei morta dato che non mi servi più a nulla. Tuttavia sarebbe un delitto non darti il merito di essere un esemplare unico. Quelle ali…fantastiche! Sei riuscita a generarne un paio strutturate in modo completamente differente dal progetto originale…quella che indossi, è il prototipo arma a disco 05 non è vero? Fantastico!”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mira si scrollava i frammenti di vetro da dosso mentre osservava il viso di Damian. Tutte le schegge di vetro e i migliaia di frammenti fuoriuscirono dalla carne come se non l’avessero mai neanche sfiorato. L’ultimo gesto di Damian fu quello di spolverarsi la spallina della giacca.</strong><br />
<strong>“Mira, Mira. La fonte del tradimento di tutta una squadra. Bisogna ammetterlo…”</strong><br />
<strong>“Taci Damian! Che ne dici se veniamo subito al dunque?”</strong><br />
<strong>Mira si lanciò come una furia verso l’uomo. Con un calcio schizzò lontano ciò che rimaneva della grande scrivania che fu di Manfredi.</strong><br />
<strong>“Mira prima di iniziare volevo solo avvisarti di una cosa…”</strong><br />
<strong>Solo un metro. Mira si ritrovò faccia a faccia con il nuovo Presidente di Rebirth.</strong><br />
<strong>“Sono già informata grazie!”</strong><br />
<strong>Un calcio in pieno petto fece volare contro la porta d’uscita Damian. La potenza del calcio gli aveva spezzato le costole bucandogli gli organi vitali. Mira si avvicinò al corpo dell’uomo lo prese per i capelli e lo trascinò verso la sezione di finestrone distrutta, ampia quanto tutta la parete.</strong><br />
<strong>“Meglio ripulire questa Torre dagli scarafaggi prima che si moltiplichino. Vediamo se anche tu sei bravo a volare.”</strong><br />
<strong>Mira giunse sul bordo del finestrone, un vento forte stava risucchiando fuori qualche oggetto caduto a terra dopo la sua entrata spettacolare. Il vento tirò verso il bordo del finestrone anche una serie di quaderni. Tre di questi li portò via il vento mentre l’ultimo si incastrò ai piedi di Mira aprendosi. Le pagine si sfogliarono rapidamente mostrandone alcuni disegni. Il tratto era quello di un bambino, i disegni rappresentavano per lo più due persone in camice bianco e poi l’immagine di lei…sua madre. Quelli erano suoi disegni. Sapeva bene di non averli mai fatti con le proprie mani. Eppure erano i suoi. </strong><br />
<strong>“Questi sono…”</strong><br />
<strong>Mira pensò a Kara, forse quelli erano i suoi quaderni, forse la bambina era abituata a disegnare in quella stanza fredda e scura. Si abbassò per raccogliere il quaderno quando una mano le bloccò il braccio. Era Damian che le stava sorridendo mentre lo teneva ancora fermo per i capelli. Mira abbandonò la presa cercando con il tacco di colpirlo in testa. Vide Damian che con estrema agilità si diede uno slancio con le gambe e le braccia per rimettersi nuovamente in piedi. Mira non glielo permise. Allungò un calcio sul fianco prima che potesse ritrovarsi retto sulle proprie gambe. L’uomo si ritrovò accucciato sul pavimento.</strong><br />
<strong>“Vediamo chi di noi sopravvive che ne dici?”</strong><br />
<strong>Con questa sfida Damian partì come partono i centometristi, lanciandosi contro Mira. Un breve salto e si ritrovò abbracciato alla Cacciatrice. Entrambi i corpi iniziarono a precipitare lungo la parete della Torre 1. </strong><br />
<strong>Nina era saltata sul bordo del finestrone per controllare che l’entrata di Mira fosse riuscita. Non poteva credere ai suoi occhi. Vide precipitare due corpi dalla stanza Presidenziale.</strong><br />
<strong>“Mira e Damian stanno precipitando!”</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Zona 5</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nadia rientrò nel pub Green Fairy. Non c’era traccia di Kaory. </strong><br />
<strong>Pellegrino diede un’occhiata in giro. Erano le prime ore pomeridiane e comunque visti gli ultimi accadimenti difficilmente quella sera si sarebbe riempito di gente il locale. Kaory era nascosta nella sua stanza quando vide rientrare Nadia e Pellegrino.</strong><br />
<strong>La donna aveva preparato tutto per bene. Era sparso lungo il locale quasi tutta la sua scorta del suo prezioso Ancient Earth, la bevanda mortale che in gran parte del mondo veniva utilizzata come carburante per grandi macchinari, ma che lavorata e filtrata con cura diventava qualcosa di più vicino ad una buona birra alcolica per i Cacciatori di Taglie che ne sopportavano la velenosità.</strong><br />
<strong>Kaory aveva piazzato le bottiglie come cariche esplosive pronte ad esplodere. Non le importava di perdere tutto. Non sarebbe più riuscita a vivere su un isola che sfornava mostri come quei due che un tempo erano suoi vecchi amici. </strong><br />
<strong>Kaory notò qualcosa che non andava. Nadia teneva tra le braccia un bambino. Come era possibile. Dove aveva preso quel bambino. Non poteva essere il piccolo Anco che aveva appena lasciato tra le braccia di Agnes.</strong><br />
<strong>“Non è possibile!”</strong><br />
<strong>Kaory si portò la mano davanti la bocca per evitare che qualsiasi rumore ne uscisse. Pensò che forse poteva essere la bambina appena avuta da Evi. Agnes le aveva raccontato l’incredibile storia dell’incidente e del parto improvviso.</strong><br />
<strong>“Per la miseria questo non ci voleva!”</strong><br />
<strong>Kaory continuava a stringere tra le mani l’innesco di una piccola carica che Dakhar le aveva dato poco prima in modo che potesse agire da sola. Voleva bruciare tutto, più tardi si sarebbe unita definitivamente ai Ribelli. Però l’inattesa comparsa di quella bambina tra le braccia di Nadia cambiò le cose. Kaory rilassò pian piano la mano destra fino ad abbandonare definitivamente l’innesco poggiandolo su un tavolo al suo fianco. Kaory continuò a spiare e si accorse che Pellegrino era scomparso dalla stretta visuale.</strong><br />
<strong>“Dove maledizione sei finito?”</strong><br />
<strong>Il sangue di Kaory si gelò quando vide Nadia fissarla dal centro del pub. Possibile che si era accorta di lei? </strong><br />
<strong>Un colpo pesante scagliato alla porta sbatté a terra Kaory. </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Pellegrino</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/12/pellegrino.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-937" title="pellegrino" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/12/pellegrino.jpg" alt="" width="282" height="750" /></a><br />
<strong>Pellegrino era li davanti ai suoi piedi. Si guardò in giro entrando fino in fondo la piccola stanza e in quella successiva più piccola. Prese Kaory per i capelli e rialzandola da terra, la trascinò fuori nel locale sbattendola nuovamente a terra…ai piedi di Nadia. </strong><br />
<strong>Pellegrino scosse la testa. Non c’era traccia del bambino. </strong><br />
<strong>“Tesoro…che sta succedendo? Parlami.”</strong><br />
<strong>La tranquillità di Nadia incuteva maggior timore. Kaory avrebbe preferito che si fosse scagliata subito contro di lei piuttosto che sopportarne il successivo interrogatorio. </strong><br />
<strong>Nadia consegnò la neonata Luna nelle mani di Pellegrino.</strong><br />
<strong>“Kaory…tesoro…te lo chiederò solo una volta. Dove hai nascosto mio figlio?”</strong><br />
<strong>“E’ al sicuro. Lontano da voi due.”</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Nadia</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/10/nadia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-738" title="nadia" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/10/nadia.jpg" alt="" width="338" height="700" /></a><br />
<strong>Pellegrino non assistette alla scena, si portò davanti una delle finestre che dava sulla strada completamente deserta dagli ultimi avvenimenti. Teneva la bambina in braccio, ma non la guardava, non le rivolse neanche un solo sguardo. Sentì un grosso fragore alle sue spalle. Probabilmente Nadia aveva lanciato contro il bancone la sua vittima. Quello sarebbe stato il primo di una serie di colpi. Non l’avrebbe uccisa, non ancora pensò Pellegrino. Voleva prima recuperare quel bambino frutto di un rapporto tra lei e Manfredi e studiarne la forza, la resistenza e quant’altro. Tuttavia sperò che uno dei colpi di Nadia lanciato con più fervore contro l’amica, l’avesse uccisa senza svelarne il luogo in cui aveva nascosto il piccolo Anco.</strong></p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=0piGAeN03eQ">http://www.youtube.com/watch?v=0piGAeN03eQ</a></p>
</p>
<p style="text-align: center;"><strong>il disegno di Mira in volo è di </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.cartoonmag.it/news/intervista-al-giovane-talento-claudio-avella.html">Claudio Avella</a></strong></p>
Visto da: 905<h2  class="related_post_title">Articoli correlati</h2><ul class="related_post"><li><a href="http://www.projectmira.it/n-a-n-o/%e2%80%9cn-%e2%80%93-a-%e2%80%93-n-%e2%80%93-o%e2%80%9d-%e2%80%93-66%c2%b0-capitolo.html" title="“N – A – N – O” – 66° capitolo">“N – A – N – O” – 66° capitolo</a></li><li><a href="http://www.projectmira.it/n-a-n-o/%e2%80%9cn-%e2%80%93-a-%e2%80%93-n-%e2%80%93-o%e2%80%9d-%e2%80%93-59%c2%b0-capitolo.html" title="“N – A – N – O” – 59° capitolo">“N – A – N – O” – 59° capitolo</a></li><li><a href="http://www.projectmira.it/n-a-n-o/%e2%80%9cn-%e2%80%93-a-%e2%80%93-n-%e2%80%93-o%e2%80%9d-%e2%80%93-69%c2%b0-capitolo.html" title="“N – A – N – O” – 69° capitolo">“N – A – N – O” – 69° capitolo</a></li><li><a href="http://www.projectmira.it/project-mira/%e2%80%9cn-%e2%80%93-a-%e2%80%93-n-%e2%80%93-o%e2%80%9d-%e2%80%93-65%c2%b0-capitolo.html" title="“N – A – N – O” – 65° capitolo">“N – A – N – O” – 65° capitolo</a></li><li><a href="http://www.projectmira.it/n-a-n-o/%e2%80%9cn-%e2%80%93-a-%e2%80%93-n-%e2%80%93-o%e2%80%9d-%e2%80%93-64%c2%b0-capitolo.html" title="“N – A – N – O” – 64° capitolo">“N – A – N – O” – 64° capitolo</a></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>“N – A – N – O” – 67° capitolo</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 09:02:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cartoon</dc:creator>
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		<category><![CDATA[N-A-N-O]]></category>
		<category><![CDATA[Project Mira]]></category>
		<category><![CDATA[andrei damian]]></category>
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t   e   c   h   n   o   l   o   g   y

http://www.youtube.com/watch?v=Jss6ZClHjdY


67°
Cap.
Torre 1, 7° Piano, 5° Strato, Appartamento di Mira
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			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><strong>“N — A — N — O”</strong></h1>
<p style="text-align: center;">t   e   c   h   n   o   l   o   g   y</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Jss6ZClHjdY">http://www.youtube.com/watch?v=Jss6ZClHjdY</a></p>
</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/12/copertina40fine-copia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1024" title="copertina40fine copia" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/12/copertina40fine-copia.jpg" alt="" width="525" height="750" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>67°</strong><br />
<strong>Cap.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Torre 1, 7° Piano, 5° Strato, Appartamento di Mira</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Davanti al monitor Roma e Nina rimasero stupiti come non accadeva da tempo nel rivedere dopo quattro anni, ancora vivo, il primo leader dei Ribelli Farnese.</strong><br />
<strong>“Roma, Mira non sta succedendo sul serio…”</strong><br />
<strong>“Nina ne so quanto te. E so anche che tu Mira l’avevi ucciso quattro anni fa.”</strong><br />
<strong>Mira fissò l’immagine al monitor.</strong><br />
<strong>“Evidentemente sapevamo la stessa cosa io e te Roma.”</strong><br />
<strong>Mira richiese il posto davanti al monitor per avvicinarsi di più a quell’immagine.</strong><br />
<strong>“Ti ho sparato un colpo dritto al cuore. I miei colpi non hanno mai fallito.”</strong><br />
<strong>Farnese abbozzò un lieve sorriso prima di rispondere.</strong><br />
<strong>“Sai in passato ti ho osservata Mira. Ti ho vista crescere. Ho seguito tutti i tuoi passi. Ho visto poi quello che sei diventata…oggi. Mercurio ne sarebbe fiero. Il mio amico sarebbe stato comunque fiero di te a prescindere dalle scelte che avresti preso…”</strong><br />
<strong>“Come fai ad essere ancora vivo?”</strong><br />
<strong>“Sai Mira, avrei voluto dirti sempre una di quelle frasi del tipo –sei come tuo padre- ma non è così.”</strong><br />
<strong>“Smettila non mi interessano queste stronzate! Voglio sapere come è possibile che tu sia ancora vivo?”</strong><br />
<strong>“Infatti mi sbagliavo Mira. Sei come tua madre! Sei tale e quale a Monica. Decisa, forte prima di tutto nello spirito…”</strong><br />
<strong>Mira scagliò entrambi i pugni sul piano in plastica frantumandolo in decine di pezzi. Il monitor rimase integro per il semplice fatto che era posizionato sulla parete.</strong><br />
<strong>“Il fatto che tu sia ancora vivo non mi impedisce di provare ad ucciderti di nuovo. Voglio sapere come mai sei ancora vivo e come hai fatto a contattarmi qui direttamente nella Tor…”</strong><br />
<strong>Mira si bloccò improvvisamente.</strong><br />
<strong>“Tu sei all’interno delle Torri non è così?”</strong><br />
<strong>Roma e Nina sempre più perplessi seguirono il discorso con attenzione in attesa di delucidazioni.</strong><br />
<strong>“Si Mira sono all’interno della Torre 1. E sono più vicino di quanto pensi. Diciamo pure che la mia stanza vi raggiungerà tra poco meno di cinque secondi.”</strong><br />
<strong>Roma e Nina si misero in allerta, le armi a disco tirarono fuori entrambe le canne corte pronte a sparare a scelta l’onda d’urto o i micidiali proiettili che avrebbero perforato anche un muro di acciaio dello spessore di un metro e mezzo.</strong><br />
<strong>“Hai presente il tuo bell’idromassaggio? La tua casa è piena di sorprese.”</strong><br />
<strong>Nina e Roma uscirono di corsa dalla stanza segreta nascosta nel giardino artificiale. Mira prima di lasciare quella stanza tirò via dal muro il prototipo 05 dell’arma a disco attrezzata per il volo. Raggiunse gli altri nel salone che vide completamente devastato dalla precedente lotta di Roma e Nina contro le Guardie. Di fronte c’era l’entrata nella sala idromassaggio. Con cautela Nina si avvicinò alla porta seguita da Roma e subito dopo Mira che superando entrambi si posizionò accanto alla porta per digita il codice di apertura.</strong><br />
<strong>“Mira perché io non ho una piscina come questa in casa mia? Eppure abitiamo allo stesso piano.”</strong><br />
<strong>Roma riuscì a trovare divertenti le parole di Nina seppure la tensione era alle stelle.</strong><br />
<strong>“Mira è davvero possibile che una stanza intera possa viaggiare nel cuore della Torre 1?”</strong><br />
<strong>“Lo vedremo presto Roma.”</strong><br />
<strong>Mira bloccò la cascata d’acqua in fondo alla stanza rivelandone una botola.</strong><br />
<strong>Nina e Roma puntarono contro la parete le armi cariche.</strong><br />
<strong>“Mira cosa vuoi che facciamo con lui?”</strong><br />
<strong>“Non lo so Roma. Questo è uno di quegli imprevisti piuttosto inatteso di cui ti parlavo.”</strong><br />
<strong>Nina fissò Mira sott’occhio.</strong><br />
<strong>“Questo appartamento è davvero una continua sorpresa. Dove porta quella botola?”</strong><br />
<strong>Mira applicò il prototipo 05 di arma a disco alle sue spalle. Un momento di concentrazione e il suo abito nero riprese il colore e le forme originali. Strisce rosse e blu presero vita cosi come la minigonna mozzafiato raggiunse vette pericolose anche se questa volta pantaloncini aderenti ne coprivano le cosce. Mentre lunghi stivali fasciarono gran parte delle lunghe gambe.</strong><br />
<strong>“Stupisce anche me credimi Nina. Dove porta? Un giorno te lo spiegherò! Credo che adesso stia avvenendo qualcosa.”</strong><br />
<strong>La parete bombata dove inizialmente scorreva la cascata si apri al centro. Mira senza indugiare si portò verso di essa mentre Nina e Roma le coprivano le spalle.</strong><br />
<strong>Le tue metà scorrevoli mostrarono una porta vecchio stile munita di una maniglia in ferro. </strong><br />
<strong>“Questa! E’ una di quelle cose che mi stupiscono del mio appartamento Nina.”</strong><br />
<strong>Di fronte la Cacciatrice di Taglie si mostrò la figura di Farnese. L’uomo, che quattro anni prima credeva di aver ucciso, era li davanti che la fissava.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Farnese</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/01/farnese3-copia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1141" title="farnese3 copia" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/01/farnese3-copia.jpg" alt="" width="521" height="744" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Mira, che ne dici di rimandare le spiegazioni a più tardi? Una cosa è certa, al momento stiamo dalla stessa parte…e vogliamo far fuori lo stesso uomo.”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mira osservò Farnese, gli indumenti erano completamente macchiati di sangue. Notò un nuovo taglio sulla fronte che le confermava il violento scontro avuto poco prima. Sapeva che la tra le caratteristiche della prima NANO5 -#1 non c’era quella di ripristinare la pelle da profondi tagli. E lo dimostrava anche la sua più vecchia cicatrice che partiva dalla fronte destra e attraversava l’occhio per finire sulla guancia. </strong><br />
<strong>Mira si era chiesta più volte come si fosse procurato quel taglio. Conosceva solo in parte la storia di colui che insieme alla Scienziata Florakis, Smithson, Manfredi e suo padre Mercurio avevano studiato per anni la nanotecnologia e avevano messo i piedi il progetto di Rebirth.</strong><br />
<strong>Farnese aspettò a lungo un qualsiasi gesto da parte della donna. </strong><br />
<strong>Mira fece un cenno, Nina e Roma abbassarono le armi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Voglio solo sapere come raggiungere Damian. Al resto penserò io. Tu non farai nulla!”</strong><br />
<strong>“-Tu non farai nulla- che parolona da sputare in faccia ad un uomo che è stato imprigionato per quattro anni, e che ha sempre cercato di fare ciò che la nostra bella guerriera dai capelli rossi ha compreso solo oggi. Piccola! Sarai tu a fare quello che dico se vuoi mettere le mani su Damian…”</strong><br />
<strong>Nina e Roma si guardarono in volto. Quelle parole Farnese non avrebbe mai dovuto dirle. Mira si avvicinò all’uomo passando all’interno della piscina. Ogni passo della donna muoveva onde che schizzavano sul bordo in cui si affacciava Farnese. </strong><br />
<strong>Mira uscì dall’acqua lentamente con un sorriso diabolico sul volto. Farnese si ritrovò faccia a faccia con la donna, ma non indietreggiò.</strong><br />
<strong>“Attento a quello che dici! Non ho ne voglia ne tempo da perdere con certe cazzate!”</strong><br />
<strong>L’uomo si avvicinò al viso di Mira quasi a sfiorarne il naso.</strong><br />
<strong>“Altrimenti che fai? Mi uccidi un’altra volta?”</strong><br />
<strong>Il respiro di Mira si fuse con quello di Farnese. L’uomo non staccò lo sguardo dalla donna neanche per battere le ciglia. Mira avvertì una strana sensazione. Sentì risalire dentro di se come una grande rabbia, la circolazione correva più del normale. Sentì il cuore batterle in gola, una sensazione di rabbia differente da quella classica. Avrebbe voluto colpire Farnese con tutta la sua forza, ma non fece nulla. Abbassò lo sguardo per un solo secondo.</strong><br />
<strong>“Dimmi come raggiungere Damian! Del resto ne riparleremo alla fine.”</strong><br />
<strong>Farnese non si spostò dal viso di Mira e continuò a fissarla intensamente.</strong><br />
<strong>“D’accordo. Ne riparleremo quando sarai più tranquilla.”</strong><br />
<strong>Mira rispose usando questa volta un tono più basso.</strong><br />
<strong>“Non sfidare la sorte Farnese. Per il momenti mi servi, ma non ne approfittare.”</strong><br />
<strong>L’uomo sorrise.</strong><br />
<strong>“Felice di servirti questa volta. Credo che lo troverò interessante.”</strong><br />
<strong>Mira fece un passo indietro con espressione scocciata. Il tacco però scivolò sul gradino della piccola piscina. La Cacciatrice si ritrovò inclinata verso l’acqua. La forte e rapida presa di Farnese aveva evitato un’imbarazzante bagno per lei. Tuttavia Mira infastidita dalla cosa si tolse frettolosamente le braccia di Farnese dai propri fianchi.</strong><br />
<strong>“Hai detto che sei stato imprigionato per quattro anni in una piano nascosto nella Torre 1.”</strong><br />
<strong>“E’ quello che ho detto! Una prigione trasparente con vista. La luce non mi mancava di certo.”</strong><br />
<strong>“Mostrami questa prigione. Ho un’idea!”</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Mira</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/01/mira-plus-ultra.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1132" title="mira plus ultra" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/01/mira-plus-ultra.jpg" alt="" width="560" height="582" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nei pressi della Sacca di Contenimento, rifugio dei Ribelli</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mya si trascinò a fatica verso la sua amica Evi che era lì in piedi con aria assente.</strong><br />
<strong>“Evi perdonami! Perdonami non sono riuscita ad aiutarti. EVI! EVI!”</strong><br />
<strong>Evi riprese lucidità e notò Mya ancora in ginocchio con le mani al collo. Si abbassò verso l’amica mettendole le mani sul viso.</strong><br />
<strong>“Amica mia…stai bene ora?”</strong><br />
<strong>Mya non riuscì a rispondere subito a quella domanda. Il tono tranquillo di Evi le dava un dolore maggiore. Quella donna aveva portato via la bambina e non avevano potuto far nulla per fermarla. </strong><br />
<strong>“Evi mi dispiace! La riprenderemo te lo prometto.”</strong><br />
<strong>“No Mya. Andrò io da sola a riprendere mia figlia.”</strong><br />
<strong>Intanto in lontananza Mya vide arrivare Dakhar, Anzori e Agar subito dietro Agnes che portava qualcosa fra le braccia.</strong><br />
<strong>“Per tutti gli Dei!”</strong><br />
<strong>La sorpresa di Mya attirò l’attenzione di Evi verso il gruppo mentre altri ribelli e amici si avvicinarono dalla Sacca di Contenimento dopo la richiesta di aiuto lanciata da Mya. Evi non ebbe il coraggio di credere in quel miracolo. Al fatto che Agnes insieme agli altri avevano recuperato la piccola Luna.</strong><br />
<strong>Una situazione irreale per Evi. Vedere Agnes avvicinarsi con quel piccolo fagotto, quel bambino che di certo non era sua figlia. </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Agnes</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/05/Agnes.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1471" title="Agnes" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/05/Agnes.jpg" alt="" width="267" height="219" /></a><br />
<strong>“Cosa sta succedendo Agnes?”</strong><br />
<strong>“Evi…questo bambino si chiama Anco ed è il figlio di uno dei nuovi guerrieri da cui ci toccherà stare alla larga. Una certa Nadia. Era nelle mani di Kaory e lo ha consegnato a noi per proteggerlo…Evi…dove la bambina?”</strong><br />
<strong>Mya rispose alla domanda della donna mentre Evi senza versare alcuna lacrima, guardava il piccolo Anco e ripensava alla sua bambina nelle mani di quella donna. Deve essere la stessa donna pensò. Aveva la sensazione che quel bambino fosse proprio suo figlio. </strong><br />
<strong>Riuscì a mormorare qualcosa che non tutti compresero eccetto Agnes.</strong><br />
<strong>“Quale destino hanno preparato gli Dei per me? Perché è accaduto tutto questo?”</strong><br />
<strong>“Evi…riusciremo a riprendere la bambina. Te lo prometto.”</strong><br />
<strong>“Agnes, la donna che ha rapito mio figlio…sono certa che si tratta della stessa donna che ha avuto questo bambino…lo sento, non so come spiegartelo. Io…”</strong><br />
<strong>“Evi, Evi calmati ho capito! Ora portiamo al sicuro questo bambino. Poi andremo alla ricerca di tua figlia. La sensazione che hai detto di avere potrebbe essere una pista. Direi che il primo posto da visitare è proprio il pub di Kaory, il Green Fairy. Avviseremo Sara e Leone che ci aiuteranno nel piano di recupero.”</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Torre 1, Piano occulto all’apice della costruzione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La porta di quella che era stata la cella di Farnese per quattro lunghi anni era completamente spalancata. L’uomo era riuscito a decifrare i codici di accesso direttamente dalla stanza Presidenziale. Sapeva che prima o dopo sarebbe tornato in quel luogo. </strong><br />
<strong>Nina e Roma ne rimasero quasi affascinati. Una piramide incastonata in una struttura esagonale fatta di tre piani completamente trasparenti, pavimento compreso. Mira entrò fin dentro la prima stanza e salì subito al secondo piano da una scala a chiocciola anch’essa trasparente.</strong><br />
<strong>“Non la definirei una prigione. Un paio di poltrone, un bagno, un tavolo…”</strong><br />
<strong>“Certo Mira. Immagino che tu sia abituata da sempre a vivere in una prigione. L’unica differenza è che la tua è stata una scelta.”</strong><br />
<strong>“Mi hai colpita in pieno! Ora mi sento veramente in colpa per ciò che ti ho detto.”</strong><br />
<strong>Il sarcasmo di Mira poteva risultare fastidioso in tutt’altra situazione, eppure Farnese sorrise.</strong><br />
<strong>“Se mi accenni al piano posso almeno darti qualche consiglio sul…”</strong><br />
<strong>“Non ho bisogno dei tuoi consigli. Resta semplicemente a guardare, al resto penso io.”</strong><br />
<strong>Farnese rinunciò ricordando quanto fosse testarda la donna. Osservò Roma e Nina in cerca di un segno da parte loro. Fu Roma a chiedere delucidazione al suo ex capitano.</strong><br />
<strong>“Mira che hai intenzione di fare?”</strong><br />
<strong>La donna fece scivolare la mano contro il vetro di quella costruzione piramidale. Oltre vi era uno spazio vuoto e ancora un vetro, quello della Torre.</strong><br />
<strong>“Nina raggiungimi. Mi servirà tutta la potenza di un onda d’urto. Riesci a distruggere entrambi i vetri con un paio di colpi?”</strong><br />
<strong>Roma dal basso iniziò a comprendere il piano di Mira. Capì il perché la donna aveva portato con se il prototipo arma a disco 05.</strong><br />
<strong>“Mira…non vorrai…”</strong><br />
<strong>“Si Roma voglio…e lo sto per fare. Secondo i miei calcoli la stanza Presidenziale è duecento metri più sotto.”</strong><br />
<strong>Farnese non riuscì a credere alle proprie orecchie. Salì anch’egli al secondo piano.</strong><br />
<strong>“Mira non sono qui per fermarti. Ma non puoi essere certa della presenza di Andrei nella stanza e neanche che la stanza stessa stia al suo posto nel momento stesso in cui farai irruzione.”</strong><br />
<strong>“E in quale altro posto potrebbe nascondersi quel codardo se non nella stanza Presidenziale?”</strong><br />
<strong>“Anche se fosse Mira…come pretendi di raggiungerla. In volo?”</strong><br />
<strong>Lo sguardo di Mira rispose alla sua domanda.</strong><br />
<strong>“Ok, allora dimmi come sfonderai il vetro in volo prima di entrarci? Le tue armi per quanto potenti siano non lo distruggeranno.”</strong><br />
<strong>“Roma dovrai prestarmi la tua arma a disco.”</strong><br />
<strong>“Certo Mira, ma come farai a…voglio dire…sono armi personali che riconoscono il proprietario dal sangue…”</strong><br />
<strong>Roma si staccò l’arma dal polso. Le tre punte alla base del disco, ramificate nella carne, si sfilarono dai muscoli con estrema difficoltà e un bel po’ di dolore. L’arma in dotazione ai Cacciatori di Taglie infatti andrebbe applicata e tolta quando è spenta. </strong><br />
<strong>Le tre ramificazioni di acciaio rientrarono divenendo nuovamente tre piccoli coni. </strong><br />
<strong>Roma lanciò il disco nelle mani di Mira. La Cacciatrice applicò l’arma al polso e questa si collegò con estrema facilità. La donna provò a controllarne l’uscita delle due canne corte e l’apertura centrale. Tutto funzionava a dovere tra lo stupore di Nina e Roma.</strong><br />
<strong>Farnese si avvicinò alla donna che sembrava ormai pronta a seguire il suo pazzo piano.</strong><br />
<strong>“Mira…fai attenzione. Andrei Damian non è più l’uomo che conoscevi.”</strong><br />
<strong>“La carica da Presidente gli ha dato già alla testa?”</strong><br />
<strong>“Mira non sto scherzando. Ha una forza sovrumana e tempi di guarigione triplicati rispetto ai nostri.”</strong><br />
<strong>Mira guardò Farnese dritto negli occhi.</strong><br />
<strong>“Forse rispetto ai tuoi. Credo di sapere con cosa avrò a che fare.”</strong><br />
<strong>Farnese le mise una mano sulla spalla e la cosa spiazzò Mira rendendola particolarmente nervosa.</strong><br />
<strong>“Fai attenzione!”</strong><br />
<strong>“Non ho bisogno delle tue raccomandazioni. Andate via da qui! Ci vedremo all’uscita tra meno di un’ora.”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mira portò la mano destra dietro la schiena nel punto dove aveva collegato il prototipo 05. Tirò giù la metà bassa del prototipo dividendo il disco in due parti collegate fra loro da due tubicini paralleli,pieni di liquido trasparente. All’interno di questi risalirono due minuscole sfere di colore blu che iniziarono a vorticare creando in quel liquido trasparente una sorta di ebollizione.</strong><br />
<strong>“Nina sei pronta?”</strong><br />
<strong>“Lo sono sempre amica mia!”</strong><br />
<strong>Mira si voltò sorridendole poi guardò fuori verso il cielo. Ripensò al volo di quella piccola aquila che da anni girava intorno alle Torri.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Partì un primo colpo dall’arma a disco di Nina che mandò in frantumi tutta la facciata del secondo piano. Tra Mira e il finestrone della Torre c’erano almeno cinque metri. </strong><br />
<strong>Un secondo colpo Nina lo piazzò direttamente sulla vetrata esterna che questa ebbe un sussulto pesante, ma non andò in frantumi. Fu in quel momento che Mira iniziò a correre verso di essa pistola in pugno. Sugli occhi si abbassarono le sue classiche lenti protettive color arancio. </strong><br />
<strong>Durante il salto tre colpi precisi sparati nello stesso punto mandarono in frantumi anche il secondo vetro. Mira era ormai in volo a oltre sei chilometri dal suolo sui cieli di Rebirth.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Mira<br />
</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/07/pagina-5-21.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1643" title="pagina 5 (2)" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/07/pagina-5-21.jpg" alt="" width="539" height="267" /></a></strong>disegno di<strong><a href="http://www.cartoonmag.it/news/intervista-al-giovane-talento-claudio-avella.html"> Claudio Avella</a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=0piGAeN03eQ">http://www.youtube.com/watch?v=0piGAeN03eQ</a></p></p>
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		<title>“N – A – N – O” – 66° capitolo</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 08:26:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cartoon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cap.66]]></category>
		<category><![CDATA[N-A-N-O]]></category>
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		<description><![CDATA[“N — A — N — O”
t   e   c   h   n   o   l   o   g   y

http://www.youtube.com/watch?v=Jss6ZClHjdY


66°
Cap.
Torre 1, 7° Piano 5° Strato
Mira, Nina e Roma riuscirono a raggiungere il Piano Presidenziale costringendo i civili presenti nella cabina a seguirli fino in cima. Il Quinto Strato era anche  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><strong>“N — A — N — O”</strong></h1>
<p style="text-align: center;">t   e   c   h   n   o   l   o   g   y</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Jss6ZClHjdY">http://www.youtube.com/watch?v=Jss6ZClHjdY</a></p>
</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/12/copertina40fine-copia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1024" title="copertina40fine copia" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/12/copertina40fine-copia.jpg" alt="" width="525" height="750" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>66°</strong><br />
<strong>Cap.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Torre 1, 7° Piano 5° Strato</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mira, Nina e Roma riuscirono a raggiungere il Piano Presidenziale costringendo i civili presenti nella cabina a seguirli fino in cima. Il Quinto Strato era anche il luogo dove Mira e Nina abitavano. </strong><br />
<strong>Nel caso della Torre 1 uno Strato in più fu costruito esclusivamente per ospitare gli uffici Presidenziali. Non rimaneva altro che trovare il modo per arrivarci senza l’utilizzo dei classici codici di permesso. </strong><br />
<strong>Mira ebbe un’idea e guidò Roma e Nina verso il proprio appartamento. Una volta dentro furono attaccati da quattro Guardie delle Torri. Mira ricevette subito il calcio dell’arma sul viso. Non si scompose più di tanto. Prese il braccio della Guardia e lo spezzò senza pensarci due volte.</strong><br />
<strong>Usciti dal corridoio che dava nel salotto Nina si lanciò contro una delle Guardie mentre Mira proseguì per la sua strada senza occuparsi delle altre Guardie. </strong><br />
<strong>Roma entrò lentamente e prima di proseguire spostò con un calcio la Guardia con il braccio spezzato che urlava dolorante. Chiuse la porta alle sue spalle. Sapeva che le nanomacchine avrebbero fatto il loro lavoro nel giro di qualche minuto. Però non avrebbe di certo attaccato un avversario in quelle condizioni. Decise di occuparsi delle altre due Guardie che si precipitarono su di lui.</strong><br />
<strong>“Avete le armi e non le usate…grosso errore!”</strong><br />
<strong>Roma bloccò il braccio della prima Guardia che si era scagliata contro di lui. Con un rapida mossa lanciò una ginocchiata nei testicoli alla seconda vittima che si avvicinò un istante dopo. Una testata lo stese definitivamente. Non rimaneva che mettere a posto la Guardia che per primo l’aveva attaccato. Il ragazzo non aveva altre scelta, lasciò cadere l’arma e colpì Roma al fianco con un pugno. Roma sentì due costole venir meno. In tutta risposta scagliò un pugno sulla testa del mal capitato. </strong><br />
<strong>Nina intanto aveva mitragliato di pugni il suo avversario e con un calcio finale lo lanciò verso Roma. Il Capitano dei Cacciatori lo fece scontrare con il proprio avversario. </strong><br />
<strong>Ci fu un breve sguardo di intesa con Nina, la Cacciatrice si lanciò sul pavimento con le mani in testa. L’arma a disco di Roma si era attivata. Dalla canna corta uscì un’onda d’urto che spazzò via le tre Guardie ormai K.O. compreso parte dell’arredamento di Mira che si schiantò contro la grande vetrata monitor. Nina ne uscì leggermente stordita.</strong><br />
<strong>“Dovevi devastare tutto l’appartamento per tre buffoni come questi?”</strong><br />
<strong>Alle spalle di Roma comparve la quarta Guardia con il braccio ancora pendente. Nina spazientita consigliò al collega di non muoversi. </strong><br />
<strong>Con la tranquillità di chi vuole scrollarsi da dosso qualche capello dalla spalla, tirò fuori una sfera blu grande poco meno di un pungo. La lanciò con forza sulla bocca del mal capitato. Questa si aprì coprendogli naso e bocca. In debito d’ossigeno la Guardia tentò invano di staccarsi dal viso quell’impasto divenuto come pietra in pochi secondi. Roma mise fine alle sue sofferenze con una gomitata nello stomaco.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Nina e Roma</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/05/roma-.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1573" title="roma" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/05/roma-.jpg" alt="" width="541" height="650" /></a><br />
<strong>“Non vorrai ucciderlo Nina?”</strong><br />
<strong>La ragazza buttò gli occhi al cielo prima di avvicinarsi alla propria vittima.</strong><br />
<strong>“No, no, certo che no…cosa te lo fa pensare?”</strong><br />
<strong>“Nulla…E’ questa tua apatia che mi spaventa ogni tanto.”</strong><br />
<strong>La ragazza si avvicinò alla guardia mentre sfilava da un bracciale posto sul polso sinistro due cerchietti fatti apparentemente di carta verde. Con una piccola pressione delle dita li sciolse in una sostanza che ammorbidì la trappola blocca respiro della Guardia.</strong><br />
<strong>“Questa me la riprendo…Roma hai fatto un casino qui dentro.”</strong><br />
<strong>“Inizia a rassettare se vuoi, magari ci vediamo più tardi.”</strong><br />
<strong>Roma passò di fianco Nina e si diresse da Mira.</strong><br />
<strong>“Fottiti Capitano!”</strong><br />
<strong>I due Cacciatori si diressero alla destra dell’entrata ritrovandosi in una sorta di giardino artificiale dove con tutta probabilità Mira si allenava quando poteva. Sulla parete di fronte vi era un’apertura, probabilmente una stanza segreta. Roma se ne accorse semplicemente dal fatto che parte della parete era rientrato a mo di porta.</strong><br />
<strong>Nella stanza videro Mira seduta davanti ad un monitor. Nina notò attaccati alle pareti una serie di armi vecchia generazione. Tra cui il prototipo di un’arma a disco per il volo. La stessa arma fu accantonata non soltanto per alcuni difetti riscontrati, ma anche perché nessuno era ancora in grado di utilizzarla nel breve tempo che ne richiedeva una via di fuga o di un attacco. Nina ne fu travolta.</strong><br />
<strong>“Mira questa è…la versione 05 dell’arma a disco per il volo! Per gli Dei non ne avevo mai vista una.”</strong><br />
<strong>Roma si avvicinò a Mira per controllare ciò che stava facendo al monitor.</strong><br />
<strong>“Come possiamo aiutarti?”</strong><br />
<strong>“Lo state già facendo.”</strong><br />
<strong>La donna continuava imperterrita a scrivere dati sul pc mentre uno schema delle Torre 1 veniva sezionato punto per punto in cerca di un passaggio per lo Strato Presidenziale in cui non ci sarebbe stato bisogno dell’ascensore.</strong><br />
<strong>“Niente da fare. L’unico modo per arrivare nella stanza di Andrei Damian è il maledetto ascensore privato. E quello di certo sarà bloccato.”</strong><br />
<strong>“Mira. Qualcosa non mi quadra del tutto. Osserva la sezione dedicata al piano Presidenziale. Guarda qui!”</strong><br />
<strong>“Cosa devo guardare? Non c’è nulla al di sopra della sezione.”</strong><br />
<strong>“Appunto! Nulla. Questi che stai guardando se ho ben capito sono i piani strutturali della Torre 1. Te ne avrà dato accesso libero il Comandante Vincent giusto?”</strong><br />
<strong>Mentre Nina continuava a fissare le vecchie armi Roma si fece spazio al pc di Mira.</strong><br />
<strong>“Guarda questi progetti. Sono quelli della Torre 2 e della Torre 3. All’apice ci sono i nano pannelli ad energia solare. Nella Torre 1 non risultano.”</strong><br />
<strong>“Vuoi dire che oltre lo Strato Presidenziale esiste un piano occulto?”</strong><br />
<strong>“Direi di si! Magari non ci sarà di aiuto, ma…”</strong><br />
<strong>“Se è così come dici forse Damian è li che si nasconde…”</strong><br />
<strong>Il monitor di Mira improvvisamente iniziò a subire interferenze.</strong><br />
<strong>“Come è possibile che accada? Questo pc non è collega alla rete delle Torri se non quando si digita.”</strong><br />
<strong>Anche Nina incuriosita dal fatto si avvicinò a Roma e Mira.</strong><br />
<strong>“Ragazzi forse hanno trovato il modo per impedirci di fare ricerche.”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Roma ha visto giusto! Esiste davvero un piano occulto. E’ stata la mia prigione per più di quattro anni.”</strong><br />
<strong>La voce distorta e metallica divenne lentamente chiara mentre un’immagine compariva sul monitor al posto dei dati sulle Torri. L’uomo sul monitor era Farnese.</strong><br />
<strong>“Vi darò io una mano a raggiungere Andrei Damian.”</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Farnese<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/05/Farnese-21.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1575" title="Farnese (2)" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/05/Farnese-21.jpg" alt="" width="375" height="990" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Prossimità della Sacca di Contenimento, rifugio dei Ribelli</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mya faceva strada a Evi e alla sua bambina. Erano dirette al rifugio. Una volta giunte li Mya sarebbe tornata ad aiutare Agnes, Dakhar, Anzori e Agar nella messa in sicurezza dell’area nei pressi della Zona 5.</strong><br />
<strong>Mya segnalò il proprio arrivo ai sorveglianti, ma non ebbe risposta. Provò a comunicare con Marco che da solo si occupava delle comunicazioni da un capannone al porto sud di Rebirth. Confermato anche da parte di Marco la perdita di contatti con l’entrata nella Sacca di Contenimento. </strong><br />
<strong>“Ma che fine hanno fatto? Proverò a chiamare direttamente Silvia o il primo che mi risponde li giù. Che ne dici Evi?”</strong><br />
<strong>Mya si voltò e non fece in tempo ad urlare il pericolo all’amica perché la stessa Evi mise in guardia Mya.</strong><br />
<strong>“ATTENTA ALLE SPALLE MYA!”</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Mya</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/02/May.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1285" title="May" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/02/May.jpg" alt="" width="455" height="650" /></a><br />
<strong>La ragazza si voltò prontamente, ma non abbastanza velocemente da evitare la mano di Pellegrino stretta alla gola.</strong><br />
<strong>Evi si ritrovò di fianco la stessa donna che le aveva salvato la vita poco dopo l’incidente. Quella donna tanto misteriosa quanto inquietante. Evi rimase immobile li dov’era.</strong><br />
<strong>“Che creatura carina…Vedo che ti sei ripresa piuttosto rapidamente.”</strong><br />
<strong>Nadia accarezzò i capelli di Evi che quasi non respirava. Davanti ai suoi occhi Mya stava soffocando sotto la stretta di Pellegrino.</strong><br />
<strong>“Immagino la gioia, la gratitudine che ti hanno invaso quando ti sei sentita tirar via dalla morte. Guardati adesso! Sei viva e tra le tue braccia hai il frutto di un miracolo.”</strong><br />
<strong>Nadia avvicinò la mano al viso della piccola Luna.</strong><br />
<strong>“Che cosa vuoi da noi?”</strong><br />
<strong>“Cosa voglio? Non è questo che mi aspettavo di sentire dopo quello che ho fatto per te.”</strong><br />
<strong>“Lascia andare la mia amica!”</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Nadia</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/06/Nadia-Pellegrino-Shiro.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1614" title="Nadia" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/06/Nadia-Pellegrino-Shiro.jpg" alt="" width="504" height="207" /></a><br />
<strong>La voce di Evi era ferma e decisa. Tuttavia Nadia non ascoltò le parole della ragazza. Pellegrino aveva strinse ancora di più la morsa al collo di Mya. I piedi della giovane ribelle ormai non toccavano più il suolo. Nadia osservò la scena divertita poi si rivolse ad Evi.</strong><br />
<strong>“Qual è il tuo nome ribelle?”</strong><br />
<strong>“E-Evi.”</strong><br />
<strong>Nadia carezzava i capelli di Evi. La Ribelle avrebbe voluto difendere con le unghie e con i denti la sua piccola e la sua amica, ma con in braccio la bambina era come paralizzata.</strong><br />
<strong>“Dimmi Evi che nome hai dato a questo piccolo miracolo? Sai vorrei studiarne un po’ le caratteristiche, la forza e la…resistenza…Non devi temere la mia presenza.”</strong><br />
<strong>Evi non rispose, vide Mya lanciare qualche calcio al volo sul petto di Pellegrino, ma senza nessun risultato. L’urlo di Nadia fece sobbalzare Evi.</strong><br />
<strong>“TI HO CHIESTO QUAL’E’ IL SUO NOME!”</strong><br />
<strong>La bambina iniziò a piangere mentre nuove lacrime solcavano il viso di Evi.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Mya</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/06/Mya-aggredita.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1633" title="Mya aggredita" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/06/Mya-aggredita.jpg" alt="" width="650" height="579" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Parco abbandonato confine Zona 4/Zona 5</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dakhar inginocchiato ai piedi di un albero era intento a fissare intorno ad un’enorme radice fuoriuscita dal terreno un sottile filo di metallo. La squadra diretta da Dakhar stava piazzando micidiali intrecci di sottili cavi di acciaio che avrebbero rallentato la corsa del nemico. </strong><br />
<strong>Ogni posizionamento veniva accuratamente riferito alla squadra e di conseguenza a Marco. Il giovane addetto alle comunicazioni avrebbe a sua volta comunicato il piazzamento delle trappole al resto della squadra.</strong><br />
<strong>Dakhar ricevette a sua volta da Marco una comunicazione sulla posizione di alcuni ordigni esplosivi piazzati a qualche chilometro di distanza da Luca, Spam, Siege e Cayco.</strong><br />
<strong>Un fruscio tra gli alberi mise in allerta Dakhar che bloccò le operazioni nascondendosi dietro l’enorme tronco. Tra le mani si passò ben stretto un segmento di cavo di acciaio pronto all’uso se fosse stato necessario. Quel rumore era sempre più vicino fino a quando ne scoprì la fonte.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Agnes, Anzori e Agar erano in attesa da qualche minuto dopo il secondo comunicato da parte di  Dakhar, la donna sciamano guardava tra gli alberi di fronte a se. Sapeva bene che il ribelle fratello di Anzori sarebbe sbucato da quel punto preciso. Conosceva bene il ragazzo e quanto fosse preciso nelle proprie azioni. </strong><br />
<strong>Sbucò qualche secondo dopo. Agnes sembrava preoccupata e ansiosa di guardare alle spalle del ragazzo. La notizia ricevuta sapeva di insolito.</strong><br />
<strong>La riconobbe subito. Era Kaory, proprietaria del Pub Green Fairy. Erano amiche da molti anni. La donna era una collaboratrice dei Ribelli da un’infinità di tempo. Nessuno alle Torri sapeva del doppio gioco di Kaory. </strong><br />
<strong>Nel suo Pub attraverso le discussioni che molte volte avvenivano tra i clienti riusciva a percepire interessanti informazioni che puntualmente riferiva a Tamla e Sara. Proprio da Kaory arrivò qualche anno fa l’informazione chiave sull’organizzazione del G 30 alle Torri da parte di Manfredi.</strong><br />
<strong>La donna portava nelle sue braccia un bambino. Sembrava preoccupata. Quando vide Agnes si rincuorò nuovamente.</strong><br />
<strong>“Kaory amica mia! Non ci vediamo da una vita…”</strong><br />
<strong>“Agnes devi ascoltarmi. Siete tutti in pericolo!”</strong><br />
<strong>Agnes guardò il bambino e di nuovo l’amica. Non aggiunse altro, lasciò che parlasse per raccontare gli ultimi avvenimenti.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Agnes</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/04/Agnes.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1380" title="Agnes" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/04/Agnes.jpg" alt="" width="363" height="356" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Prossimità della Sacca di Contenimento, rifugio dei Ribelli</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Luna…che nome carino. Posso prenderla in braccio?”</strong><br />
<strong>“NO! Scordatelo!”</strong><br />
<strong>Nadia strattonò Evi tirandola per i capelli.</strong><br />
<strong>“Forse non mi sono spiegata tesoro&#8230;Questa bambina la prenderò con o senza il tuo permesso!”</strong><br />
<strong>La rabbia di Nadia sembrava ripercuotersi su Mya. La stretta di Pellegrino si era fatta ormai insopportabile per la giovane ribelle.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Pellegrino</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/02/pellegrino.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1216" title="pellegrino" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/02/pellegrino.jpg" alt="" width="600" height="514" /></a><br />
<strong>“Le spezzerà il collo e io penserò a spezzare quello della tua bambina se ti rifiuterai di darmela.”</strong><br />
<strong>“Non faresti del male alla mia bambina. Piuttosto uccidi me.”</strong><br />
<strong>Nadia si avvicinò al viso di Evi sussurrandole all’orecchio.</strong><br />
<strong>“Non potrei mai ucciderti…voglio vedere la sofferenza nei tuoi occhi quando spezzerò il collo alla bambina.”</strong><br />
<strong>“Co-cosa le farai?”</strong><br />
<strong>“Nulla, la curerò te lo prometto. E sarà anche in buona compagnia. Anch’io ho un bambino sai?”</strong><br />
<strong>Nadia protese le braccia verso la piccola mentre con un sorriso agghiacciante cercò, dal suo punto di vista, di placare le preoccupazioni di Evi.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Mya</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/06/Mya-e-Pellegrino.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1635" title="Mya e Pellegrino" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/06/Mya-e-Pellegrino.jpg" alt="" width="372" height="650" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mya cadde al suolo senza fiato. La tosse e il bisogno di aria la tennero a terra per qualche minuto. Evi rimase li in piedi con le mani protese all’altezza del ventre. Nelle braccia non c’era più la sua piccola bambina.<br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=0piGAeN03eQ">http://www.youtube.com/watch?v=0piGAeN03eQ</a></p></p>
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		<title>“N – A – N – O” – 65° capitolo</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 12:25:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cartoon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cap.65]]></category>
		<category><![CDATA[N-A-N-O]]></category>
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t   e   c   h   n   o   l   o   g   y

http://www.youtube.com/watch?v=Jss6ZClHjdY


65°
Cap.
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			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><strong>“N — A — N — O”</strong></h1>
<p style="text-align: center;">t   e   c   h   n   o   l   o   g   y</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Jss6ZClHjdY">http://www.youtube.com/watch?v=Jss6ZClHjdY</a></p>
</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/12/copertina40fine-copia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1024" title="copertina40fine copia" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/12/copertina40fine-copia.jpg" alt="" width="525" height="750" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>65°</strong><br />
<strong>Cap.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le moto dei Cacciatori di taglie si allontanarono portando via con se Yuri, Amauri e Fausto. Dalla Torre 1 e dalla Torre 3 Polizia Governativa e Guardie delle Torri in numero massiccio inseguirono i fuggiaschi, mentre nella Torre 2 Mira, Roma e Nina si diressero ai piani superiori in cerca di Andrei Damian.</strong><br />
<strong>Mira non disse una parola durante la salita in ascensore. Fu Nina a rompere il silenzio.</strong><br />
<strong>“Mira riguardo Chaco cosa vuoi che facciamo?”</strong><br />
<strong>“Chaco…Chaco ha scelto la sua strada. Non sarò certo io a fargliela pagare…Mi chiedo solo perché non l’abbiate tenuto lontano dal G 30.”</strong><br />
<strong>“Mira non so che dire. Aveva accettato di aiutarti, ma evidentemente…Con Roma ho assistito alla scena dai monitor del Comandante Vincent. A proposito…lui è…lui sembra distrutto dalla morte di suo figlio.”</strong><br />
<strong>“Vincent era cosciente di ciò che poteva accadere. Chaco è stato solo uno dei mille imprevisti che i ribelli avrebbero incontrato per strada.”</strong><br />
<strong>Roma intervenne sulle parole di Mira.</strong><br />
<strong>“Non sono d’accordo con te. Chaco non si può ritenere un imprevisto. Quando abbiamo parlato con il resto della squadra non si è tirato indietro…ci ha traditi! Questa è la verità!”</strong><br />
<strong>“E non è un imprevisto quello?”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La salita terminò al primo Piano della Torre 2. I tre Cacciatori di Taglie si diressero al tunnel di collegamento con la Torre 1. Lo stato di allarme attivato nelle tre enormi strutture aveva creato un panico tale da creare disordine durante la fuga oltre alla chiusura delle attività commerciali. Il passaggio di Mira, Roma e Nina non passò comunque inosservato. Gli abitanti della Torre indicavano i tre in fuga come fossero terroristi. </strong><br />
<strong>Raggiunsero finalmente l’ascensore più vicino. Era pieno di gente, almeno una ventina. L’entrata di Mira e dei suoi amici creò panico. Nina e Roma chiesero loro di stare calmi. Era loro intenzione raggiungere il Quinto Strato al Settimo Piano…in pratica l’area Presidenziale. Li si nascondeva con tutta probabilità Andrei Damian. In quell’ascensore pieno di civili sarebbero passati inosservati bisognava dunque approfittare fintanto che era possibile.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Nina e Roma</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/05/roma-.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1573" title="roma" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/05/roma-.jpg" alt="" width="541" height="650" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Zona 4 di Rebirth, parco abbandonato</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il passo svelto di Cayco lasciò dietro di qualche metro Luca, Spam e Siege.</strong><br />
<strong>“Non ha senso che corri avanti da solo. Siamo qui per piantare degli esplosivi…”</strong><br />
<strong>“E allora pianta gli esplosivi senza fare tutte queste chiacchiere!”</strong><br />
<strong>Luca si lanciò contro Cayco. In un secondo si riaccese la scintilla di sfida tra i due.</strong><br />
<strong>“Qual è il tuo problema?”</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Luca</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/10/Luca.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-783" title="Luca" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/10/Luca.jpg" alt="" width="490" height="700" /></a><br />
<strong>Cayco non si mosse di un centimetro quando si ritrovò Luca praticamente sotto il naso.</strong><br />
<strong>“Io non ho problemi…mi sembra che tu ne abbia…o mi sbaglio?”</strong><br />
<strong>Spam alzò gli occhi al cielo mentre suo fratello Siege incrociò le braccia e sorrise.</strong><br />
<strong>“Bene, bene. Appena conosciuti e già grandi amici…vero fratello?”</strong><br />
<strong>“Siege smettila non ti intromettere.”</strong><br />
<strong>“Non ci penso proprio…voglio vedere proprio come va a finire.”</strong><br />
<strong>Spam si avvicinò ai due cercando di mediare.</strong><br />
<strong>“Ah bene fratello…questo perché non dovevo intromettermi!”</strong><br />
<strong>“Zitto cazzone!”</strong><br />
<strong>Spam alzò le braccia verso i due ragazzi che ormai avevano gonfiato i muscoli.</strong><br />
<strong>“Luca e tu Cayco, abbiamo una missione. Dobbiamo seminare un po’ di esplosivi in questa zona, tra un po’ il primo gruppo dei nostri porterà direttamente nella trappola quelli della P.G. e se non saremo pronti c’è li ritroveremo addosso. Il mio compito e creare la sorpresa non lanciare le bombe al volo. Chairo?”</strong><br />
<strong>Spam prese per un braccio entrambi allontanandoli di qualche centimetro, Cayco si tirò via bruscamente da Spam.</strong><br />
<strong>“Non toccarmi!”</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Cayco</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/05/cayco11.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-470" title="cayco1" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/05/cayco11.jpg" alt="" width="495" height="700" /></a><br />
<strong>“Con la pelle ridotta in quel modo credimi…non mi fa particolarmente piacere toccarti.”</strong><br />
<strong>Luca continuò a tenere lo sguardo fisso su Cayco.</strong><br />
<strong>“Il tuo amico continua a fissarmi. Hai ancora qualche problema?”</strong><br />
<strong>“Sei tu il mio problema da oggi.”</strong><br />
<strong>“Incredibile cosa possano scatenare le parole di una donna non è vero? -Amico-”</strong><br />
<strong>Luca infuriato cercò di liberarsi da Spam che continuava a tenerlo stretto per un braccio.</strong><br />
<strong>“Smettetela entrambi! Abbiamo un lavoro da fare per la miseria!”</strong><br />
<strong>“Spam”</strong><br />
<strong>“Zitto Siege!”</strong><br />
<strong>“Spam…”</strong><br />
<strong>“Ti ho detto di tacere Siege!”</strong><br />
<strong>“Zitto tu BRUTTO IDIOTA! Sento un rumore.”</strong><br />
<strong>Cayco, Spam e Luca aguzzarono le orecchie. Effettivamente un ronzio si percepiva nell’aria. Non ebbero il tempo di ragionarci su. Sei moto nere schizzarono fuori dal nulla. Le prime due con un balzo evitarono per un pelo Cayco che si lanciò su Spam e Luca per buttarli a terra. Le altre quattro moto circondarono i tre ragazzi presi di sorpresa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong><br />
<strong>La cupola nera che copriva i piloti si aprì e ne uscirono Thore con a bordo Yuri, Giulia, Yamiko, Paul con a bordo Fausto e Sienna con Amauri alle spalle.</strong><br />
<strong>Spam e Siege tirarono fuori due ordigni esplosivi, mentre Luca si appropriò di due lame corte infilate nei pantaloni di antico jeans.</strong><br />
<strong>Cayco si rialzò da terra per ultimo con un ghigno stampato sul volto.</strong><br />
<strong>“Fermi! Sono dei nostri…almeno per tre di loro.”</strong><br />
<strong>Fausto scese per primo dalla moto seguito da Amauri e Yuri. </strong><br />
<strong>“Ma allora è vero! Tu sei il figlio di Leone? Sei Luca!”</strong><br />
<strong>“Tu sei Fausto giusto?”</strong><br />
<strong>I sei si abbracciarono fra loro mentre i Cacciatori di Taglie abbandonarono le proprie moto. Thore si avvicinò a Cayco così come Sienna.</strong><br />
<strong>“Tu! Mira ci aveva accennato della tua presenza tra i ribelli.”</strong><br />
<strong>Luca abbandonò l’abbraccio di Fausto e seguì la scena. Vide Cayco piuttosto in difficoltà. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Che ne dite se ne parliamo più tardi?”</strong><br />
<strong>Sienna intervenne con una certa cattiveria contro Cayco.</strong><br />
<strong>“Parlare di cosa? Di una spia redenta di Manfredi tra i ribelli? E’ quello che sei!”</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Cayco</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/06/cayco2_ritagliata.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1625" title="cayco2_ritagliata" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/06/cayco2_ritagliata.jpg" alt="" width="359" height="650" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le parole di Sienna fecero scattare Luca contro Cayco come una furia.</strong><br />
<strong>“Spia bastarda! Ti ammazzo!”</strong><br />
<strong>Luca lanciò in corsa il pugnale corto, che aveva per le mani, con un’abilità unica. La lama però non raggiunse mai Cayco che riuscì straordinariamente a bloccare l’arma in volo e rilanciarla verso Luca. La lama tagliò profondamente lo zigomo sinistro del ragazzo che non fermò la sua corsa contro Cayco. </strong><br />
<strong>Lo scontro fu violento entrambi caddero sul duro terreno. </strong><br />
<strong>Luca iniziò a prendere a pugni Cayco che riuscì a fermarlo prima che gli rompesse la faccia. Con abilità Luca fece pressione a terra con le braccia bloccate da Cayco e si alzò su di esse. Il movimento fece perdere la presa delle braccia a Cayco che si ritrovò fra le mani solo la t-shirt del ragazzo che era balzato all’indietro per liberarsi.</strong><br />
<strong>Cayco non perse tempo. Si rialzò per affrontare una volta per tutte Luca.</strong><br />
<strong>Spam chiese ai presenti di non intervenire. Era una questione che dovevano assolutamente risolvere per il bene di tutti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cayco si lanciò con un pungo verso Luca che evitò prontamente. Mossa scontata per Cayco che nel frattempo colpì alle caviglie l’avversario. I Cacciatori di Taglie si ritrovarono in cerchio a seguire la lotta fra i due. </strong><br />
<strong>Thore fissò Paul sorridendo. Evidentemente anche all’amico quello scontro faceva tornare in mente gli incontri notturni fra lui Paul e Roma quando si riducevano quasi in fin di vita per puro piacere.</strong><br />
<strong>Cayco si ritrovò sul suo avversario. Avrebbe potuto colpirlo ripetutamente, ma non fece nulla. Con estremo affanno cercò di dire qualcosa a Luca.</strong><br />
<strong>“Non abbiamo tempo per queste cazzate se vogliamo proteggere i ribelli e anche la tua AMICA Silvia.”</strong><br />
<strong>Cayco si rialzò abbandonando Luca al suolo, ma il ragazzo era troppo infuriato dalle sue parole e dal fatto che fosse una spia del Governo di Rebirth. Corse alle sue spalle abbattendolo al suolo. Iniziò a prenderlo a pugni. Continuò a scagliare pugni su Cayco senza che lui reagisse minimamente. </strong><br />
<strong>Quasi senza fiato Luca si fermò. Aveva pronto ancora una serie di pugni per Cayco.</strong><br />
<strong>“Perché non ti difendi bastardo! Difenditi! Combatti!”</strong><br />
<strong>L’espressione di Cayco era nascosta in una maschera di sangue.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Luca</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/06/luca_ritagliato.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1624" title="luca_ritagliato" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/06/luca_ritagliato.jpg" alt="" width="485" height="650" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Spam poggiò una mano sulla spalla dell’amico.</strong><br />
<strong>“Ora basta Luca. Non credo sia lui il nemico da combattere. LUCA mi ascolti?”</strong><br />
<strong>Luca rivolse finalmente lo sguardo a Spam. Il respiro era affannato, gli occhi tornarono nuovamente su Cayco steso a terra sanguinante. </strong><br />
<strong>Luca si risvegliò come da un incubo. Guardò la propria mano imbrattata di sangue. Si rialzò come smarrito. I Cacciatori di Taglie spazientiti tornarono verso le proprie moto. Amauri andò ad aiutare Cayco a rialzarsi.</strong><br />
<strong>“Amico…sembri ancora vivo…riesci a rialzarti?”</strong><br />
<strong>Cayco vide Amauri porgergli una mano, sorrise mentre il sangue continuava ad uscire dalla bocca.</strong><br />
<strong>“Amico?”</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Amauri</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/05/amauri-copia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1508" title="amauri copia" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/05/amauri-copia.jpg" alt="" width="428" height="525" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Parco abbandonato confine Zona4 e Zona 5</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Agnes guardava quella bambina e non credeva ancora ai propri occhi. Il dolore alla spalla non lo accusava quasi del tutto. Mya aveva un forte dolore alla testa e mentre Agar aveva riportato solo qualche taglio sulle braccia, Anzori e suo fratello Dakhar avevano avuto la peggio.  Durante l’urto infatti sia Agnes che Mya erano finite addosso facendo da cuscino ammortizzante. Dolori alla schiena, alla testa e alle articolazioni non gli permisero di rialzarsi subito dal suolo. </strong><br />
<strong>Agnes stava dando loro una medicina preparata da lei, avrebbe attenuato il dolore, ma lo sguardo rimaneva fisso sulla bambina e su Evi che la teneva in braccio. </strong><br />
<strong>Evi incrociò lo sguardo della sciamana, per qualche secondo le due donne si guardarono fisse. Evi perse il sorriso dal volto. Il momento fu interrotto dalla gioia di Mya che allo stesso tempo voleva organizzare il da farsi per portare a termine il piano.</strong><br />
<strong>“E’ un vero miracolo quello che è accaduto qui oggi. Gli Dei ti hanno protetta Evi.”</strong><br />
<strong>“No Mya. Questa volta gli Dei non centrano con questo miracolo…non centrano.”</strong><br />
<strong>Finalmente Dakhar riuscì a rialzarsi.</strong><br />
<strong>“Ma cosa è successo Evi? Hai avuto le contrazioni mentre guidavi?”</strong><br />
<strong>“No Dak. Credo di aver investito una donna. Anzi sono convinta di averla travolta…ma lei…ecco lei…”</strong><br />
<strong>Agnes terminò la frase di Evi aggiungendo qualche particolare in più.</strong><br />
<strong>“Era uno dei guerrieri che hanno affrontato nel parco Cayco, Mira e Sara. Io c’ero e ho visto ciò di cui sono capaci…”</strong><br />
<strong>“Agnes, qui non ci sono corpi…è possibile che si tratti di qualche animale. Anche se fatta eccezione per i cani e per i gatti in città non esistono animali così grossi su Rebirth.”</strong><br />
<strong>“Dakhar credo che Evi abbia visto giusto. E’ probabile che abbia volutamente creato l’incidente per eliminarci…”</strong><br />
<strong>Evi interruppe Agnes.</strong><br />
<strong>“Ma non l’ha fatto! Io…io ecco ho visto ciò che mi ha&#8230;.So che può sembrare incredibile. Non so spiegare…”</strong><br />
<strong>Evi continuava a cullare la bambina tra le braccia. L’impressione che ebbe Agnes non fu quella di un bambino nato da poco più di un’ora. Aveva l’impressione che avesse più di qualche ora forse giorni.</strong><br />
<strong>Evi iniziò a piangere e mentre raccontava continuava a cullare la piccola neonata.</strong><br />
<strong>“Avevo le gambe spezzate, il braccio destro schiacciato sullo schienale del furgone. Stavo per morire, non sentivo più la bambina dentro di me. Quella donna ha fatto qualcosa, mi ha fatto qualcosa. Si è tagliata volutamente e ha versato il suo sangue sulla mia ferita. Agnes! Pochi minuti dopo con le mie sole forze ho raddrizzato il cruscotto e il volante incastrati nel mio ventre te ne rendi conto?”</strong><br />
<strong>Anzori, Dakhar, Mya e Agar erano sbigottiti dal racconto di Evi.</strong><br />
<strong>“Una volta libera con le mie sole forze ho raggiunto quell’albero ed ho partorito la mia piccola Luna. Dopo ho avuto la forza di tirare fuori tutti voi dal furgone. Agnes…quella donna, chiunque essa sia mi ha salvato la vita e quella della mia piccola.”</strong><br />
<strong>Dakhar non poteva andare oltre. Il racconto era fin troppo assurdo per digerirne anche solo in parte la verità. </strong><br />
<strong>“Cosa facciamo adesso? Dobbiamo prepararci all’arrivo della P.G., dovremmo difendere l’arrivo dei Ribelli dal tunnel marino. In queste condizioni non so quanto potrò esservi di aiuto e credo anche mio fratello Anzori.”</strong><br />
<strong>“Parla per te io sto bene!”</strong><br />
<strong>Tra un lamento e l’altro anche Anzori si alzò da terra. Si riunirono tutti e cinque in cerchio per decidere il da farsi. Fu proprio Dakhar a dare un’idea.</strong><br />
<strong>“Direi di far tornare Evi alla Sacca di Contenimento, la bambina non può certo seguirci.”</strong><br />
<strong>Mentre Dakhar parlava, la giovane Agar si avvicinò alla bambina per salutarla e regalò un grande sorriso alla piccola.</strong><br />
<strong>“Noi quattro saremo poi in grado di gestire meglio la cosa. Non dobbiamo permettere che la polizia giunga nei pressi della stazione, potrebbe compromettere l’arrivo degli uomini di Leone.”</strong><br />
<strong>Dakhar guardò Agnes e poi intorno a se.</strong><br />
<strong>“I soccorsi non sono ancora arrivati dalla Sacca, questo è strano. Anzori…”</strong><br />
<strong>“Presente!”</strong><br />
<strong>“Controlla se il materiale nel furgone è ancora in tatto. Organizzeremo delle trappole in un area di almeno cinquecento metri. Questo dovrebbe rallentare se non demoralizzare i soldati.”</strong><br />
<strong>“Ma non possiamo mandare indietro Evi da sola.”</strong><br />
<strong>“Hai ragione Mya. La scorterai al rifugio.”</strong><br />
<strong>“D’accordo! Al mio ritorno ci vedremo al punto di incontro. Andiamo Evi.”</strong><br />
<strong>Prima di andare via Evi si rivolse a tutti.</strong><br />
<strong>“Fate attenzione mi raccomando.”</strong><br />
<strong>Evi si avvicinò ad Agnes.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Evi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/06/Evi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1627" title="Evi" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/06/Evi.jpg" alt="" width="650" height="450" /></a><br />
<strong>“Leggo timore, inquietudine nei tuoi occhi…E’ la mia bambina…So cosa stai pensando. Anch’io ho paura. Non so cosa mi aspetterà da oggi in avanti, ma sono sempre io. Nulla è cambiato.”</strong><br />
<strong>Agnes abbassò per un attimo lo sguardo. Quando lo rialzò i suoi occhi erano chiusi e le sue mani sfioravano la piccola Luna. Un canto religioso echeggiò fra gli alberi. Un canto che nella religione di Agnes fungeva da protezione e da portafortuna. Evi sorrise e baciò sulla guancia la donna sciamano.</strong><br />
<strong>Insieme a Mya ritornarono indietro verso la sacca di contenimento.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Agnes</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/04/Agnes.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1380" title="Agnes" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/04/Agnes.jpg" alt="" width="363" height="356" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=0piGAeN03eQ">http://www.youtube.com/watch?v=0piGAeN03eQ</a></p></p>
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		<title>“N – A – N – O” – 64° capitolo</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 12:05:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cartoon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cap.64]]></category>
		<category><![CDATA[N-A-N-O]]></category>
		<category><![CDATA[dottoressa florakis]]></category>
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		<description><![CDATA[“N — A — N — O”
t   e   c   h   n   o   l   o   g   y

http://www.youtube.com/watch?v=Jss6ZClHjdY


64°
Cap.
Torre 2, piano terra
Mira attese che si avvicinassero anche Roma e Nina.
“Ragazzi ho bisogno che portiate in salvo i ribelli nella Sacca. Qui ho da sbrigare giusto un paio di questioni. Vi  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><strong>“N — A — N — O”</strong></h1>
<p style="text-align: center;">t   e   c   h   n   o   l   o   g   y</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Jss6ZClHjdY">http://www.youtube.com/watch?v=Jss6ZClHjdY</a></p>
</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/12/copertina40fine-copia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1024" title="copertina40fine copia" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/12/copertina40fine-copia.jpg" alt="" width="525" height="750" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>64°</strong><br />
<strong>Cap.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Torre 2, piano terra</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mira attese che si avvicinassero anche Roma e Nina.</strong><br />
<strong>“Ragazzi ho bisogno che portiate in salvo i ribelli nella Sacca. Qui ho da sbrigare giusto un paio di questioni. Vi raggiungerò più tardi.”</strong><br />
<strong>Mira si accorse degli sguardi straniti di  Fausto e Amauri che tutto si aspettavano tranne che vedere la loro prigioniera fuori dal rifugio. La donna si avvicinò ai tre ribelli.</strong><br />
<strong>“Non preoccupatevi sarò di parola. Tornerò. Sono qui per cacciare Andrei Damian. Ho delle questioni in sospeso con lui.”</strong><br />
<strong>Nina non comprese il discorso di Mira e la sua richiesta di spiegazioni non ebbe risposta. Fatto sta che tutta la squadra non era a conoscenza del patto che il loro ex capitano aveva preso con i ribelli. </strong><br />
<strong>Anche Yuri chiese spiegazioni, in questo caso sulle ultime parole di Mira.</strong><br />
<strong>“Cacciatrice! Quelle che tu chiami –questioni in sospeso-  sono anche le nostre. Quindi ti aiuteremo!”</strong><br />
<strong>Fausto e Amauri non ebbero bisogno di aprire bocca. L’intenzione di seguire Yuri era evidente.</strong><br />
<strong>“E poi c’è lo devi!”</strong><br />
<strong>“Non devo nulla a nessuno mettitelo in testa!”</strong><br />
<strong>“Uno dei tuoi ha ucciso Tamla!”</strong><br />
<strong>Mira non ebbe modo di rispondere. Questa volta la sorpresa la colse in pieno. La Cacciatrice chiese spiegazioni ai suoi uomini. Nessuno sembrava voler rispondere. Mira comunque si accorse della mancanza di Chaco nel gruppo.</strong><br />
<strong>Thore cercò in qualche modo di spiegare la reazione del proprio compagno, ma era credibile neanche a se stesso. Mira riprese subito la parola.</strong><br />
<strong>“Penserò io a lui! Se Chaco ha sbagliato pagherà. Ma solo per mano mia! Ora pensate a tornare nel vostro gruppo. A quest’ora saranno tutti schierati in lungo e in largo sull’isola…sono arrivati i rinforzi a quanto pare.”</strong><br />
<strong>“Che vuoi dire? Di quali rinforzi stai parlando?”</strong><br />
<strong>“Dottore la credevo più sveglio!”</strong><br />
<strong>“Vuoi dire che sono sbarcati sull’isola…Leone e…”</strong><br />
<strong>“Non parlerei proprio di sbarco, ma…si! Sono arrivati i rinforzi da Nuova Napoli. Ora andate perché Damian fra un po’ farà ispezionare l’isola palmo a palmo.”</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Yuri</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/05/yuri-mod.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1511" title="yuri mod" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/05/yuri-mod.jpg" alt="" width="339" height="422" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mira guardò Roma senza nulla aggiungere. Il Cacciatore comprese al volo. Ora era lui il Capitano della squadra. </strong><br />
<strong>Roma si fece avanti imponendosi su Mira e rivolgendosi a Thore.</strong><br />
<strong>“Guiderai tu la squadra fuori da qui così come hai fatto fino ad ora. Voglio che vi dividiate. Utilizzerete moto in dotazione. Abbiamo fatto in modo di sbloccare i fermi imposti dall’allarme.”</strong><br />
<strong>Nina si rivolse per un istante a Mira.</strong><br />
<strong>“Quel Giulio è un genio!”</strong><br />
<strong>Roma divise la squadra in due parti, Thore, Yamiko e Giulia avrebbero portato con loro Yuri e Amauri. Mentre con le restanti moto Al, Galliano, Sienna e Paul avrebbero scortato Fausto verso la Sacca di Contenimento.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La squadra uscì passando attraverso i corpi dei soldati storditi dall’onda d’urto. Con Mira rimasero Roma e Nina.</strong><br />
<strong>“Capitano Roma. La mia idea comprendeva anche il vostro abbandono delle Torri.”</strong><br />
<strong>“Mira. Il Capitano sono io adesso e non ho voglia di discutere. Io e Nina ti seguiremo! Qualsiasi sciocchezza tu voglia fare.”</strong><br />
<strong>“Non sono più una Cacciatrice di Taglie non devo obbedire a nessun ordine.”</strong><br />
<strong>Nina sorrise e si aggiunse al dialogo mentre erano ormai in viaggio verso uno degli ascensori.</strong><br />
<strong>“Mira…ricordati una cosa. Nessuno smette di essere un Cacciatore di Taglie. Nessuno può sfuggire al proprio destino…”</strong><br />
<strong>“Siete dei rompi palle!”</strong><br />
<strong>“…Il destino Mira…il destino…”</strong><br />
<strong>“Già…il destino…credo che il mio abbia subito un paio di modifiche nelle ultime ore.”</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Mira</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/01/mira-plus-ultra.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1132" title="mira plus ultra" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/01/mira-plus-ultra.jpg" alt="" width="490" height="510" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sacca di Contenimento</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Silvia era faccia a faccia con Pellegrino che continuava ad annusare l’aria intorno a lei.</strong><br />
<strong>“Perché sei come noi? Forse Manfredi ha sperimentato anche su altri elementi…”</strong><br />
<strong>“Io non sono come voi! E ora andatevene da qui!”</strong><br />
<strong>Da una delle tende uscì Alessio. Il viso del giovane parkour ribelle era completamente emaciato. Seppur ancora viva Silvia, il ragazzo non era ancora riuscito a riprendersi dall’incidente di due giorni prima in cui aveva sparato un colpo mortale alla sua amica Silvia.</strong><br />
<strong>Alessio vide la scena. Osservò quell’uomo vestito di una tuta rossa e nera avvicinarsi all’amica pericolosamente. </strong><br />
<strong>Nel corpo di Alessio l’adrenalina iniziò a circolare pericolosamente in tutto il corpo tutta d’un colpo, e probabilmente il gesto che fece fu dettato solo dall’istinto. </strong><br />
<strong>Alessio corse verso Pellegrino urlando a squarciagola. Nessuno ebbe il tempo di comprendere cosa stesse avvenendo. </strong><br />
<strong>Pellegrino non fece nessun movimento brusco, nulla sembrò turbarlo. Col braccio steso alla sua sinistra teneva stretta la gola di Alessio. Silvia vide il giovane amico perdere terreno sotto i piedi. Pellegrino si voltò lentamente verso il giovane che soffocava vistosamente.</strong><br />
<strong>“Cosa abbiamo qui? Chi sei? Hai senso in tutto questo? Hai rovinato un momento importante.”</strong><br />
<strong>I Ribelli presenti nella Sacca iniziarono ad urlare ed avvicinarsi pericolosamente a Pellegrino. Nadia li fermò con un semplice gesto della mano.</strong><br />
<strong>“Non distraete il mio amico, potrebbe distrattamente spezzare il collo del ragazzo.”</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Alessio e Silvia<br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/01/Alessio-e-Silvia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1131" title="Alessio e Silvia" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/01/Alessio-e-Silvia.jpg" alt="" width="490" height="390" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pellegrino lasciò cadere a terra Alessio. Il potente pugno allo stomaco di Silvia sortì i suoi effetti. Pellegrino fece mezzo passo indietro. Quel colpo l’aveva preso di sorpresa. Alessio fu trascinato via da due dei ribelli più vicini al ragazzo.</strong><br />
<strong>“Sei potente lo sai piccola ragazza?”</strong><br />
<strong>Pellegrino si era ripreso subito dal colpo inferto da Silvia. Nadia si avvicinò alla giovane ribelle mentre la dottoressa Florakis prese posto accanto a Silvia.</strong><br />
<strong>“Andatevene da qui! Andate via! Lasciate questa gente in pace!”</strong><br />
<strong>“Dottoressa Florakis. Anche lei ha abbandonato il –folle piano- di Manfredi? Non è forse tardi per certi ripensamenti?”</strong><br />
<strong>Nadia sorrideva cercando un improbabile assenso da parte dei presenti, ma soprattutto da Silvia. Il colpo inferto dalla giovane ribelle nello stomaco di Pellegrino le aveva fatto saltare la bandana dal capo. </strong><br />
<strong>“Guardati! Sei bellissima. Perché nascondevi la tua testa in quel fazzoletto?” </strong><br />
<strong>Nadia si fermò per un secondo a ragionare. </strong><br />
<strong>“Tu…hai subito un intervento non è così? La sperimentazione su di te è stata fatta in modo differente. Devo solo capire in quale modo.”</strong><br />
<strong>Nadia le si avvicinò pericolosamente. Silvia non fece nulla.</strong><br />
<strong>“C’è qualcosa in te che non comprendo a pieno. Forse Manfredi ha sperimentato su di te il sangue del clone prima che sui nostri corpi.”</strong><br />
<strong>Nadia si voltò di scatto verso la dottoressa Florakis.</strong><br />
<strong>“Parla vecchia! E’ così? Manfredi ha sperimentato su questa giovane il sangue del clone prima che su di noi? PARLA!”</strong><br />
<strong>“Nadia. Perché ti comporti in questo modo?”</strong><br />
<strong>La voce disperata della scienziata non aveva nessun effetto sulla donna.</strong><br />
<strong>“Parla vecchia scienziata! Cosa le hanno fatto? Perché ha subito un intervento alla testa…”</strong><br />
<strong>“PERCHE’ SONO MORTA!”</strong><br />
<strong>L’urlo di Silvia non prese di sorpresa ne Nadia e neanche Pellegrino i quali le si avvicinarono. Nadia allungò una mano verso il viso di Silvia, ma senza toccarlo.</strong><br />
<strong>“Tu sei rinata? Sei…sei un miracolo…”</strong><br />
<strong>Nadia osservò Silvia come fosse una rivelazione.</strong><br />
<strong>“…grazie a te ora possiamo andare oltre i nostri limiti.”</strong><br />
<strong>L’anziana dottoressa, Alessio e tutti i ribelli presenti osservarono la scena con timore. Silvia desiderava soltanto che quel momento terminasse quanto prima. Pellegrino aggiunse altro alle parole quasi commosse di Nadia.</strong><br />
<strong>“Silvia, il tuo posto non è qui. Il tuo posto è insieme a noi. Non vogliamo farti del male. Tutto l’opposto.”</strong><br />
<strong>“Andate via da qui! Andatevene…vi prego! Io non sono una di voi! Non sono come voi!”</strong><br />
<strong>“Perché rinneghi il tuo essere? Perché non accetti il dono che ti è stato fatto? Tu sei la Prima…sei il primo essere umano che è tornato alla vita. Te ne rendi conto? Tu hai acquisito un potere più grande della sola forza fisica. Tu…hai visto ciò che noi non saremo mai in grado di vedere e di rivelare…sei morta e rinata…”</strong><br />
<strong>Nadia le sfiorò infine il viso.</strong><br />
<strong>“Voglio sapere. Voglio conoscere ciò che si nasconde tra la vita e la morte. Silvia tu hai visto…lascia guardare anche me.”</strong><br />
<strong>“Questa è follia…andatevene vi prego!”</strong><br />
<strong>Nadia allontanò la mano dal viso di Silvia. L’espressione scontenta non prometteva nulla di buono.</strong><br />
<strong>“Verrai con noi che tu lo voglia o no! Sei troppo preziosa per lasciarti marcire in questo posto.”</strong><br />
<strong>Silvia prese coraggio. Un passo indietro l’aiutò a gridare il proprio disappunto.</strong><br />
<strong>“Chi vi fa pensare che mi lascerò prendere.”</strong><br />
<strong>“Ah ne sono certa! Vedi Silvia non voglio certo giocare con te a rincorrerti. Sarai tu a seguirci. E io in cambio non ucciderò tutti questi topi in trappola.”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alle spalle di Pellegrino si lanciò, arma in pugno, il quarantenne Fyàn. Pellegrino si voltò senza impegnarsi più di tanto nella propria difesa e scagliò un pugno potente nello stomaco dell’uomo che rimase piegato in due dal colpo. Pellegrino prese la punta d’acciaio che impugnava Fyàn e la conficcò con un solo colpo nel cranio del ribelle. Un urlo attraversò tutta la Sacca di Contenimento. Silvia, Alessio, la dottoressa Florakis compresero solo allora la mancanza di scrupoli di questo nuovo nemico.</strong><br />
<strong>“Allora ragazzina. Ci seguirai o vuoi che faccia lo stesso giochino con altri tuoi amici? Per esempio con l’indomito piccolo Alessio che ha cercato di attaccarmi?”</strong><br />
<strong>“FERMI! Fermi, vi seguirò. Vi seguirò…Non fate del male ai miei amici.”</strong><br />
<strong>Nadia sorrise entusiasticamente a Silvia.</strong><br />
<strong>“Decisione saggia la tua, ma penso che tu stessa lo sappia già.  Non preoccuparti sarai al…”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nadia si bloccò. Non aggiunse altro. Fissò qualcosa o qualcuno alle spalle di Silvia in lontananza. Era la piccola Kara che teneva per mano la sua nuova amica Astrid.</strong><br />
<strong>Pellegrino fece un passo indietro.</strong><br />
<strong>“Lei è l’Origine! Nadia…andiamo via! Adesso!”</strong><br />
<strong>“L’Origine…lei è…l’Origine.”</strong><br />
<strong>Nadia iniziò a sentirsi male. Strinse le braccia al ventre per contenere il dolore improvviso. </strong><br />
<strong>“Cosa mi stai facendo?”</strong><br />
<strong>Si voltarono tutti a guardare la piccola Kara avvicinarsi mentre Silvia e la scienziata le urlavano di stare a distanza. Astrid sembrava non temere la situazione. Seguiva Kara tenendola per mano.</strong><br />
<strong>Pellegrino trascinò via Nadia. Anche l’uomo sembrava dover sopportare un forte dolore al ventre, tuttavia riuscì a fuggire insieme Nadia.</strong><br />
<strong>Alla fine Kara superò tutti e si avvicinò a Fyàn.</strong><br />
<strong>“Silvia…io posso aiutare il tuo amico…”</strong><br />
<strong>La scienziata sgranò gli occhi quando udì le parole della piccola. </strong><br />
<strong>“Kara! No! No piccola mia! Tu non devi…”</strong><br />
<strong>L’anziana donna corse verso la bambina e la strinse a se.</strong><br />
<strong>“Tu non devi! Non devi farlo! Lui è morto! Non puoi cambiare le cose…non devi! Promettimelo! Prometti che non userai mai il tuo potere per ridare la vita…è contro…è contro…Per gli Dei! Sono l’ultima persona che può parlare adesso.”</strong><br />
<strong>“Nonna non devi piangere. Non lo farò te lo prometto.”</strong><br />
<strong>Astrid si era tirata indietro verso Silvia alla visione di Fyàn a terra in un mare di sangue. Silvia abbracciò Astrid per tranquillizzarla.</strong><br />
<strong>“Non preoccuparti è tutto finito! Stai tranqilla.”</strong></p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=0piGAeN03eQ">http://www.youtube.com/watch?v=0piGAeN03eQ</a></p></p>
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		<title>“N – A – N – O” – 63° capitolo</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 12:24:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cartoon</dc:creator>
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		<category><![CDATA[N-A-N-O]]></category>
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63°
Cap.
Torre 1,  7° Piano,  area Presidenziale
Andrei Damian aveva seguito la scena della fuga dalla stanza Presidenziale. L’uomo era infuriato e vagava per la stanza borbottando il proprio  [...]]]></description>
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<p style="text-align: center;">t   e   c   h   n   o   l   o   g   y</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Jss6ZClHjdY">http://www.youtube.com/watch?v=Jss6ZClHjdY</a></p>
</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/12/copertina40fine-copia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1024" title="copertina40fine copia" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2010/12/copertina40fine-copia.jpg" alt="" width="525" height="750" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>63°</strong><br />
<strong>Cap.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Torre 1,  7° Piano,  area Presidenziale</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Andrei Damian aveva seguito la scena della fuga dalla stanza Presidenziale. L’uomo era infuriato e vagava per la stanza borbottando il proprio disappunto.</strong><br />
<strong>“Dunque vi siete schierati contro il vostro Governo…Maledetta! Maledetta Mira. Sei riuscita a fare loro il lavaggio del cervello. Morirete tutti! Brucerò i vostri corpi ancora vivi per il mio piacere…”</strong><br />
<strong>“Quanta scena! Quanta teatralità!”</strong><br />
<strong>Andrei rimase incollato dov’era. Quella voce che l’aveva preso di sorpresa la conosceva bene.</strong><br />
<strong>“Dove sei? Dove ti nascondi? FARNESE!”</strong><br />
<strong>Damian tornò alla scrivania.</strong><br />
<strong>“Calmati idiota sono proprio davanti ai tuoi occhi.”</strong><br />
<strong>Metà del monitor di Andrei mostrò finalmente il proprio interlocutore.</strong><br />
<strong>“Dove ti nascondi? Già che domanda sciocca. Anche conoscendo la tua ubicazione continueresti a fuggire giusto? Non potresti mai affrontarmi adesso. Sono io il più forte Farnese!”</strong><br />
<strong>“Damian, mi rifiuto di discutere con te su chi c’è l’ha più grosso!”</strong><br />
<strong>“Certo scherza pure. Anzi continua a stare dove ti trovi. Goditi le prossime scene. Continua a seguire gli avvenimenti. Magari ti aggiornerò sui particolari così come ha fatto negli ultimi quattro anni Manfredi quando eri rinchiuso. Poi volevo solo ricordarti che tuo fratello Galbo è ancora nelle nostre mani…magari cambierai idea sul rivelarmi il segreto della Melodia&#8230;”</strong><br />
<strong>“Andrei forse non ti è chiara una cosa. Tu non vali nulla! Sei soltanto l’ombra di ciò che era Manfredi e di quello che era il suo progetto malato. C’è un’unica differenza tra voi due. Il fatto che tu ti ritrovi tra le mani un giocattolo troppo grande e troppo complesso da gestire, così come la tua mente contorta. Sei un male per questo Pianeta. E per estirpare il male ci vuole una cura forte o un male più potente!”</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Farnese</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/05/Farnese-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1455" title="Farnese rebirth" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/05/Farnese-2.jpg" alt="" width="600" height="318" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Parco abbandonato a cavallo tra la Zona 4 e la Zona 5</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Agnes riprese i sensi e quando gli occhi misero finalmente a fuoco la donna, seppur dolorante, si alzò in piedi.</strong><br />
<strong>“Cosa è successo? Per tutti gli Dei!”</strong><br />
<strong>Ai suoi piedi c’erano a fianco all’altro i corpi di Mya, Agar, Anzori e Dakhar adagiati di fronte al furgone completamente ammaccato contro due alberi. Agnes si mise la mano destra sulla spalla dolorante e iniziò a piangere senza controllo mentre verificava il battito cardiaco dei propri amici. Tutti vivi.</strong><br />
<strong>“Ev…Evi…Evi Jean dove…siete?”</strong><br />
<strong>Agnes si avvicinò lentamente ai rottami del furgone fumante. Qualcosa si mosse all’interno delle lamiere contorte e questo bloccò il passò della donna. Dalla fiancata uscì Evi con in braccio il giovane Jean ancora svenuto e sanguinante da un braccio.</strong><br />
<strong>“Agnes! Agnes ti sei ripresa! Per gli Dei sono contenta! Stanno tutti bene. Forse Anzori è quello un po’ più ammaccato di tutti, ma non ci dovrebbero essere problemi. Ho chiamato i rinforzi stanno per arrivare.”</strong><br />
<strong>Agnes non credeva ai propri occhi. Aveva davanti a se la figura di Evi completamente avvolta dal sangue. Lo sguardo della donna si abbassò sul ventre di Evi.</strong><br />
<strong>“Ma che sta succedendo? Il tuo…il tuo bambino Evi. Che ti è successo?”</strong><br />
<strong>Evi poggiò sul terreno umido Jean. Poi corse ai piedi di un albero poco distante dal furgone. Tornò pochi secondi dopo portando tra le braccia qualcosa avvolto in un pezzo di mimetica.</strong><br />
<strong>“Agnes. Questa è Luna. Mia figlia.”</strong><br />
<strong>Agnes vide il volto della bambina che dormiva placidamente tra le braccia di Evi.</strong><br />
<strong>“Tesoro, ma sto sognando? Forse gli Dei mi stanno dicendo qualcosa?”</strong><br />
<strong>“Agnes. Sei viva e vegeta. Lo so che è irreale tutto questo. Credimi! Quando ti racconterò quello che è successo penserai che sono matta.”</strong><br />
<strong>“Matta? Be! Non sai allora come mi sento io in questo momento…”</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Torre 2, piano terra</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mira entrò nell’androne della Torre 2 nascondendosi dietro una delle colossali colonne poste all’interno. Si stupì del fatto che nessun Capo di Stato fosse in fuga dopo l’accaduto. Con tutta probabilità, pensò, che erano stati messi al sicuro in qualche altro piano della Torre stessa. Oltre quaranta tra Poliziotti e Guardie delle Torri tuttavia erano pronti all’attacco schierati davanti un solo ascensore. Di certo è da lì che sarebbe comparsa la sua squadra di cacciatori insieme ai ribelli in fuga.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Nina e Roma</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/03/roma-mod.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1369" title="roma mod" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/03/roma-mod.jpg" alt="" width="187" height="450" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nessuno si accorse della presenza di Mira tranne Nina e Roma che apparvero alla sua sinistra all’inizio del corridoio che portava negli uffici della P.S. .</strong><br />
<strong>Nina preferì non comunicare sulla frequenza classica e decise che il vecchio metodo militare fosse stata la migliore soluzione. Gesti rapidi e precisi con braccia e mani aggiornarono Mira sugli ultimi minuti. Nina si voltò verso Roma nel caso avesse voluto aggiungere qualcosa. Roma le mostrò il dito medio. Mira trattenne un sorriso mentre rispondeva a Nina per approntare un piano e sapere come stava il Comandante Vincent.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dunque non rimaneva altro che attende l’arrivo dell’ascensore che trasportava i ribelli in fuga e i suoi uomini. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Entrata Sacca di Contenimento, rifugio dei Ribelli</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Due corpi in fin di vita giacevano a terra di fianco l’entrata aperta del rifugio. Alcuni rivoli di sangue discesero all’interno di essa mentre il portellone, guidato da una mano femminile, si richiudeva lentamente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nell’immenso spazio che ospitava i Ribelli di Rebirth, una serie di tende montate nelle ultime ore sembrava regalare maggiore intimità ai presenti. In una di queste tende di colore rosso si affacciò l’anziana Dottoressa Florakis. Silvia era in compagnia di Kara e Astrid e non sembrò gradire l’entrata della donna.</strong><br />
<strong>“Come ha fatto a raggiungere questa tenda. Non la tenevano d’occhio?”</strong><br />
<strong>“Scusa. Io volevo solo vedere come stavi e come sta la mia bambina.”</strong><br />
<strong>“NONNA!” </strong><br />
<strong>Kara balzò subito tra le braccia dell’anziana scienziata.</strong><br />
<strong>“Kara amore mio stai bene?”</strong><br />
<strong>“Si! Silvia e Astrid mi stanno facendo compagnia.”</strong><br />
<strong>“Davvero? Mi presenti questa bambina? Tu sei Astrid?</strong><br />
<strong>“Si. E tu sei la nonna di Kara vero. Anche tu ti chiami Silvia come la nostra amica?”</strong><br />
<strong>“Diciamo che sono come una nonna per Kara, e…si…anche io mi chiamo Silvia come la  vostra amica.”</strong><br />
<strong>La donna poggiò nuovamente Kara a terra e si rivolse a Silvia.</strong><br />
<strong>“Vorrei parlare con te. Vorrei spiegarti…”</strong><br />
<strong>“Cosa vuoi? Che ti ringrazi per avermi ridato la vita?”</strong><br />
<strong>“Volevo curarti. Mira ti ha portata da me confidando in un mio aiuto. Ma tu eri…eri…”</strong><br />
<strong>“MORTA! Ero MORTA!”</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Silvia</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/05/Alessio-e-Silvia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1510" title="Alessio e Silvia" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/05/Alessio-e-Silvia.jpg" alt="" width="494" height="750" /></a><br />
<strong>Kara prese per mano Astrid e insieme si portarono all’uscita dalla tenda. La giovane ribelle permise loro di uscire, questo le avrebbe permesso di parlare più liberamente con la dottoressa.</strong><br />
<strong>“Cosa mi avete fatto? Sono un mostro come voi! Sono una macchina da guerra! Cosa sono?”</strong><br />
<strong>“Silvia. Io non avrei potuto aiutarti…Eri…morta. E’ stato Manfredi a farti questo. Mi ha imprigionata ed ha sperimentato su di te il sangue di…ecco vedi Kara…”</strong><br />
<strong>“Stai dicendo la verità? E’ stato Manfredi a farmi questo?”</strong><br />
<strong>“Silvia. Le nanomacchine che abbiamo a disposizione oggi non raggiungono tale potenza. Tranne per…”</strong><br />
<strong>“So tutto riguardo Kara e quello che è. E’ stata lei stessa a rivelarmelo.”</strong><br />
<strong>“Cosa?”</strong><br />
<strong>Un forte trambusto e un vociare costante attirarono l’attenzione di Silvia e della Dottoressa. Entrambe uscirono fuori la tenda.</strong><br />
<strong>“Phara! Phara che sta succedendo?”</strong><br />
<strong>“Silvia! Dalla superficie è arrivata una notizia…Tamla è morto!”</strong><br />
<strong>“Per tutti gli Dei cosa? Sei certa Phara. Come è possibile che Tamla sia morto?”</strong><br />
<strong>Phara era in lacrime mentre raccontava. Il messaggio era stato divulgato da Luca e pian piano era giunto a tutti.</strong><br />
<strong>Silvia era scioccata. Quando si voltò vide la dottoressa Florakis in lacrime. Non piangeva eppure gli occhi versavano lacrime ininterrottamente.</strong><br />
<strong>“Questo perché? Perché piange? Non ha senso? A meno che i sensi di colpa non le siano arrivati solo alla fine. Perché ci si pente sempre alla fine?”</strong><br />
<strong>L’anziana donna cercava di parlare, ma il tremolio alle labbra non le permettevano di farlo. Tirò un lungo sospiro come se non avesse respirato fino a quel momento.</strong><br />
<strong>“Dossena era…mio…era mio figlio.”</strong><br />
<strong>“Cosa? Dossena? Di chi sta parlando?”</strong><br />
<strong>“Il suo nome era Dossena…era mio figlio.”</strong><br />
<strong>Silvia non credeva proprio udito. Prese le braccia della donna e la scosse con forza.</strong><br />
<strong>“Che sta dicendo? Tamla era suo figlio? E’ questo che vuole dire? Tamla era suo figlio?”</strong><br />
<strong>Le urla di Silvia giunsero alle orecchie dei presenti. Una trentina fra uomini e donne, anziani e bambini.</strong><br />
<strong>Un’altra voce femminile attirò l’attenzione di tutti. La voce proveniva dall’uscita del rifugio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Questa storia diventa sempre più interessante. Io spettatrice di un vero e proprio dramma ricco di colpi di scena…vi prego, continuate!”</strong><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nadia e Pellegrino percorsero insieme il grande spazio che li divideva dai presenti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/06/Nadia-Pellegrino-Shiro.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1614" title="Nadia" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/06/Nadia-Pellegrino-Shiro.jpg" alt="" width="504" height="207" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Silvia si ridestò dal torpore provocato dalla notizia. La sua espressione divenne seria e sorpresa come per il resto dei ribelli. La ragazza notò la divisa indossata dai due invasori. Era identica al ragazzo che li aveva attaccati nel parco durante la fuga dalla Torre 1.</strong><br />
<strong>“Chi siete?”</strong><br />
<strong>Nadia si avvicinò a Silvia mentre la dottoressa Florakis borbottava qualcosa alle sue spalle.</strong><br />
<strong>“Guarda un po’ chi si vede…Dottoressa Florakis. Si ricorda di me?”</strong><br />
<strong>Silvia si voltò verso l’anziana donna per chiedere spiegazioni.</strong><br />
<strong>“Nadia…Pellegrino. Chi vi ha…”</strong><br />
<strong>Pellegrino si fece avanti e giunse a poco più di un metro dalla giovane ribelle Silvia. L’uomo annusò l’aria poi fissò la ragazza.</strong><br />
<strong>“Tu sei una di noi! Come?”</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Torre 2, piano terra</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’ascensore era ormai giunta a meta. Le porte si aprirono mentre le forze dell’ordine presenti puntarono tutti insieme le armi, pronti a sparare.</strong><br />
<strong>La cabina era vuota. Non c’era nessuno all’interno. Rimasero tutti perplessi pur non distogliendo lo sguardo e le armi puntate alla cabina. Sapevano che l’ascensore non aveva nessuno sbocco e dunque nessuna via d’uscita. Tuttavia dalle immagini dei monitor erano certi che il gruppo si era rifugiato li. L’ultima scena registrata mostrava Galliano che fracassava la telecamera all’interno della cabina. </strong><br />
<strong>Il Tenente della Polizia Governativa in prima linea abbassò per primo l’arma voltandosi verso gli uomini e le donne che componevano la squadra di rinforzi.</strong><br />
<strong>“Ci hanno preso in giro, devono essere usciti dall’ascensore, è probabile che siano ancora rifugiati in qualche Piano della Torre.”</strong><br />
<strong>Dietro la colonna Mira osservò la scena divertita e pensò bene di rimanere al riparo ancora per qualche secondo prima di uscire all’attacco. A distanza anche Roma e Nina fecero alcuni passi indietro.</strong><br />
<strong>Dalla cabina dell’ascensore quattro onde d’urto partirono in quattro direzioni differenti spazzando via come foglie secche tutti i soldati schiantandoli sul pavimento ad oltre dieci metri di distanza. L’onda d’urto partita dalla cabina scosse ferocemente il  mantello mimetico di Thore che aveva nascosto dietro di se tutto il gruppo.</strong><br />
<strong>Le canne corte delle armi a disco si ritrassero. Thore fu il primo ad uscire dalla cabina mentre il  mantello rientrava, per scomparire del tutto, nella propria tuta. </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Thore</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/06/Thore.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1615" title="Thore" src="http://www.projectmira.it/wp-content/uploads/2011/06/Thore.jpg" alt="" width="455" height="650" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<strong>“Ottimo lavoro Thore!”</strong><br />
<strong>I ragazzi riconobbero la voce di Mira uscita da dietro la colonna.</strong><br />
<strong>“Capitano! E’ venuta a controllare?”</strong><br />
<strong>Anche Roma e Nina si unirono al gruppo. Galliano si fece avanti e abbracciò senza timore Mira.</strong><br />
<strong>“Capitano! Finalmente di nuovo con noi!”</strong></p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=0piGAeN03eQ">http://www.youtube.com/watch?v=0piGAeN03eQ</a></p></p>
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